Ma com’è bello andare in giro, con le ali sotto i piedi, cantava qualche anno fa Cesare Cremonini, citando anche “i colli bolognesi”. E oggi percorreremo proprio quelle strade, in un interessante tour dell’Emilia Romagna

Un tour spalmato su quattro giorni, che sceglierà le strade provinciali e statali piuttosto dell’autostrada per toccare le principali attrazioni della terra del Sangiovese e delle balere, ma anche della musica rock e delle ciliegie, e che ci porterà dal mare di Rimini al Po che passa accanto a Piacenza.

 

Informazioni utili

  • Durata del tour – 4 giorni
  • Pernottamenti – Imola, Reggio Emilia e Parma
  • Distanza da percorrere – 328 chilometri
  • Città da visitare – Rimini, Cesena, Forlì, Faenza, Imola, Bologna, Vignola, Modena, Correggio, Reggio Emilia, Parma, Fiorenzuola d’Arda, Piacenza

Il tour che proponiamo si snoda lungo l'Emilia Romagna, da sud a nord. Il percorso evita, per scelta, l'autostrada A14 Adriatica e la A1 in direzione Milano, preferendo la SS7 Via Emilia quando possibile e le diverse strade provinciali che incontreremo nelle deviazioni verso le località più piccole. Lungo tutto il percorso saranno segnalati locali e hotel dove fermarsi, per una pausa pranzo o per la notte.

Prima di lasciarvi al Tour, vi proponiamo una mappa completa del percorso che andremo ad affrontare. Giorno per giorno, troverete invece le mappe dettagliate del percorso con le indicazioni necessarie per raggiungere le città intermedie.

 

1° giorno –  Da Rimini a Imola (97 chilometri)

Lasciamo Rimini di buon mattino, ma senza affrettarci troppo. Questo tour, infatti, sarà piuttosto rilassato, per farci godere al meglio le bellezze del territorio. Usciti dalla città, imbocchiamo la Strada Statale 9 (Via Emilia) e proseguiamo in direzione nord per circa 30 chilometri, oltrepassando Santarcangelo di Romagna e Savignano sul Rubicone. Dopo altri cinque chilometri, eccoci giunti nel centro cittadino di Cesena.

Con le sue mura medievali pressoché intatte, e le torri che dominano il centro storico, Cesena offre numerose attrazioni da scoprire, tra le quali spicca la Biblioteca Malatestiana, una delle biblioteche medievali meglio conservate al mondo. Se l’ora lo richiede, possiamo fermarci in uno dei tanti chioschi che offrono il prodotto locale per eccellenza, la piadina, e rifocillarci prima di riprendere la nostra moto e proseguire.

Durante il percorso, prestiamo sempre attenzione agli Autovelox, che in questo tratto della Via Emilia vengono riposizionati ogni settimana. Per saperne di più, prima di partire consultiamo il sito della Polizia di Stato a questo indirizzo.

Il percorso che divide Cesena e Forlì non è particolarmente difficoltoso, anzi, salvo una deviazione circolare poco dopo Forlimpopoli, prosegue pressoché in rettilinea fino alla prossima meta, Forlì appunto; imponente città, fondata tra il 208 e il 188 avanti Cristo, ci accoglie con la sua grande Piazza Saffi, sulla quale affaccia l’Abbazia di San Mercuriale e il suo alto campanile, ma anche la Torre civica e l’elegante Palazzo delle Poste.

Ci fermiamo a mangiare nella bella Trattoria Petito, in Via Filippo Corridoni 14, dove la cucina tradizionale è accompagnata da ottimi vini del luogo, in un atmosfera tutta da scoprire.

Una volta sazi, ci rimettiamo in marcia. Ci aspetta un altro rettilineo, che nel giro di mezz’ora circa ci porta a incontrare la bellissima Faenza. Dal magnifico e imponente centro storico, che culmina nella Piazza del Popolo e nel Palazzo del Podestà, Faenza è conosciuta nel mondo per la produzione di fini ceramiche, alle quali è dedicato un Museo internazionale.

Siamo ormai arrivati a sera, ma abbiamo un’ultima tappa da fare. Continuando a seguire la fida via Emilia, arriviamo a Imola, dove peraltro si trova il grande autodromo dedicato alla famiglia Ferrari. Qui ci fermiamo a dormire nel B&B L’Oasi di Pasqua, in zona campagna. Relax necessario, perché ci aspetta una seconda giornata intensa.

 

   

2° giorno – Da Imola a Maranello (89 chilometri)

Ci risvegliamo in quel di Imola, ormai arrivati quasi al confine (tutto ideale) tra Emilia e Romagna, e con la Dotta a poche decine di chilometri di distanza. Dopo una breve visita al centro, con il bel Duomo di San Cassiano, ci muoviamo in direzione nord. Bologna dista solo 37 chilometri, un percorso che non ci richiederà, traffico permettendo, più di un’ora di percorrenza.

Una volta giunti in città, siamo presi dall’imbarazzo della scelta su cosa visitare. Possiamo andare con calma, ma non troppo, perché il percorso è ancora abbastanza lungo. Scegliamo allora un tour “condensato”, nel quale visiteremo la scenografica Piazza Maggiore, le due grandi Torri che sovrastano il centro e il magnifico Santuario di San Luca, che ci richiederà una breve deviazione, da fare assolutamente a piedi.

Se ci piace la tradizione, non possiamo rinunciare a una pausa pranzo all’Osteria del Sole. Questo locale, aperto addirittura nel 1465, ha una particolarità: viene offerto solo il vino, mentre il companatico dobbiamo mettercelo noi. In cambio, però, possiamo respirare una storia antica, magari mangiando dell’ottima mortadella acquistata in uno dei tanti alimentari del centro, o affidandoci al nostro gusto tradizionale.

La nostra prossima tappa è Modena, ma se la stagione lo permette, possiamo deviare verso sud, uscendo dal percorso della SS9 e affidandoci alla SP569 che, nel giro di 34 chilometri, ci condurrà a Vignola. Perché farlo? Beh, per assaggiare le ciliegie e il prosciutto cotto più buoni d’Italia, due prodotti che rendono questo borgo emiliano un vero e proprio paradiso della gastronomia tradizionale.

Da queste parti, però, c’è un luogo che non visitare, per noi amanti dei motori in genere, sarebbe davvero un crimine: Maranello, la città della Ferrari. Vi si arriva percorrendo la SP569 per altri 18 chilometri, e una volta giunti, riconosceremo subito il profilo della fabbrica della Rossa. Qui possiamo visitare il Museo Ferrari, dove sono esposte monoposto, trofei e memorabilia dell’epopea della Ferrari nell’automobilismo.

Decidiamo di fermarci per la nottata in una zona più tranquilla, e di conseguenza, anche meno costosa. La scelta ricade sull’elegante Locanda del Mulino, a Gorzano di Maranello, nella quale c’è ancora oggi un mulino funzionante mosso dalla forza dell’acqua.

 

   

3° giorno – Da Modena a Parma (74 chilometri)

Siamo giunti al terzo e penultimo giorno del nostro tour dell’Emilia Romagna. Saliamo in sella alla nostra moto e, nel giro di mezz’ora (16,4 chilometri seguendo la SP486, che qui si unisce alla SP3), ci ritroviamo nel centro di Modena. Città dalla storia ricca e variegata, ci mostra già da lontano i suoi tesori più preziosi: la Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Geminiano e la Ghirlandina, l’altissimo campanile (86 metri) che domina lo skyline cittadino.

Anche se l’ora di pranzo è abbastanza lontana, l’acquolina inizierà a salire quando vedremo le botteghe con esposti i meravigliosi prosciutti e le grandi forme di parmigiano reggiano, magari da mangiare in una crescentina, piccoli panini dalla forma tondeggiante.

Riprendiamo contatto con la SS9 – Via Emilia, uscendo da Modena e dirigendoci verso Reggio Emilia, che tocchiamo dopo circa 29 chilometri. Se non ci siamo già saziati, una pausa pranzo senza compromessi ce la offre La Zucca, in via Gogol 1/a (località Masone).

Qui non possiamo non fermarci, per un istante, ad ammirare la Sala del Tricolore, uno dei luoghi che hanno fatto la storia dell’Italia unita. Qui, infatti, il 7 gennaio 1797 la Repubblica Cispadana approvò l’uso del tricolore verde, bianco e rosso, che sarebbe poi stato usato dal Regno d’Italia e dalla Repubblica Italiana, privato dello stemma di casa Savoia.

Dopo aver visitato Reggio Emilia, “spingiamo” (ma attenzione sempre ai limiti di velocità) verso l’ultima tappa intermedia del nostro tour, Parma, che da Reggio Emilia dista circa 28 chilometri, quasi tutti in rettilineo grazie alla conformazione della Via Emilia.

Alloggiamo all’Hotel Daniel, una struttura elegante e piuttosto centrale, ma non eccessivamente costosa, nella quale potremmo anche mangiare, grazie alla presenza del buon ristorante Cocchi, che da novant’anni serve ai suoi clienti la migliore cucina parmigiana, sicuramente uno dei motivi che potrebbe spingerci a questo viaggio emiliano.

 

  

4° giorno – Da Parma a Piacenza (68 chilometri)

Dedichiamo parte della nostra ultima mattinata emiliana alla visita di Parma. Imperdibili il Duomo e il Battistero, che mescolano sapientemente stile romanico e gotico, così come lo scenografico Palazzo della Pilotta e quello Del Giardino, che dovrebbe ospitare gli uffici dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, un importante organismo comunitario che ha sede proprio a Parma.

Lasciamo parma a metà giornata, dirigendoci sempre più verso l’entroterra padano. Ci attende un percorso di circa 45 chilometri, per giungere alla penultima tappa di giornata, Fiorenzuola d’Arda. Questo bel borgo della provincia piacentina si contraddistingue per la ricchezza architettonica del suo centro storico, dagli interni affrescati di Palazzo Bertamini Lucca alla romanica Parrocchiale di San Fiorenzo, ma anche per le festività e tradizioni, come il Ponta e cül, un gioco con le uova dipinte che si svolge nel giorno della Pasqua.

Dopo una sosta mangereccia all’Osteria dell’Olza, un ristorante spartano ma dall’ottima cucina, ripartiamo verso la destinazione finale del nostro tour, Piacenza. Ventitré chilometri che ci porteranno in questa elegante cittadina, la prima ad auto-annettersi al futuro Regno d’Italia nel 1848. Bellissimo il Palazzo Comunale, dal profilo a due ordini bicolori (bianco sotto, mattonato rosso sopra) in stile gotico continentale, e da scoprire il Teatro Municipale, ispirato alla Scala di Milano, così come la Basilica di Sant’Antonino, con il curioso campanile ottagonale.

La nostra giornata, e il viaggio in Emilia Romagna, si conclude sulle sponde del Po, il più lungo e imponente fiume d’Italia, attraversato peraltro da un grande ponte ferroviario e automobilistico. Questo ideale confine d’acqua segna proprio il passaggio tra Emilia Romagna e Lombardia. Nuovi mondi ci aspettano, al prossimo viaggio!

 

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