Il motociclismo italiano ha da sempre rappresentato una delle bandiere della cultura sportiva italiana, paradigma di libertà, potenza e passione per la moto. True Riders vuole rendere omaggio ai cinque piloti più importanti del motociclismo italiano che hanno segnato la storia delle due ruote.

 

Umberto Masetti

Cominciamo con il “divo” del motociclismo italiano; nel 1950, ancora giovanissimo fu il primo italiano a vincere il mondiale nella 500 grazie alle vittorie in due Gran Premi, in Belgio ed in Olanda. Soprannominato “Scarciole” (così lo chiamavano i suoi fans perchè era secco come un chiodo) era famoso per la sua irrequietezza e tenacia; ad Imola cadde e strisciò sul suole per bene duecento metri, sfondando un cartellone e finendo in acqua, oppure quando a Recanati si schiantò contro un paracarro rompendosi ben 14 denti.

 

Giacomo Agostini

Considerato il più grande campione di motociclismo sportivo di tutti i tempi, iniziò anche lui da bambino in gare tra ragazzini sulle strade del Lago d’Iseo, pur contrastato dal padre, preoccupato dal pericolo di tale sport. Nel 1961, a soli 18 anni, riuscì a partecipare alla gare in salita “Trento-Bondone” con la sua moto “Settebello”, aggiudicandosi il secondo posto. Da lì l’ascesa e le vittorie sotto diverse scuderie. Negli anni Ottanta e Novanta ha ricoperto il ruolo di Direttore sportivo, anche se tutti lo ricorderemo come l’unico motociclista sportivo del mondo ad aver vinto 15 titoli iridati, numero superiore al numero delle stagioni interamente disputate, ossia 13.

 

Max Biaggi

Romano di nascita – oggi vive nel Principato di Monaco – ragazzo pieno di energia ma dal temperamento riservato. Vanta grandi vittorie nella sua carriera: 4 volte campione mondiale nella classe 250 e due volte nel Superbike, unico motociclista italiano a vantare la conquista di questo titolo. Nota ai rotocalchi la sua rivalità con Valentino Rossi, iniziata nel 1997 durante la gara 125 sul Circuito del Mugello, vinta da Rossi.  Come dimenticare il “giro d’onore” di Rossi insieme ad una bambola gonfiabile con su scritto Claudia Skiffer, che alludeva alla relazione dell’epoca che  Biaggi intratteneva con la modella Naomi Campbell?

 

Valentino Rossi

Nato a Urbino 36 anni fa ma cresciuto a Tavullia, paese da sempre molto attivo nella pratica del motociclismo in Italia, inizia giovanissimo la sua carriera sportiera, dapprima con le kart, poi con le minimoto e successivamente con le 125, partecipando nel 1996 al motomondiale, ottendendo la sua prima vittoria nel Gran Premio della Repubblica Ceca. Personaggio dall’inconfondibile simpatia e tenacia è stato l’unico italiano fino ad oggi a gareggiare nel Motomondiale in quattro classi differenti, con 228 presenze all’attivo. Pur avendo avuto la possibilità di indossare il numero  1 come campione in carica, Valentino è sempre stato fedele al numero 46, indossato in passato dal padre Graziano Rossi, motociclista in attività negli anni Settanta, durante il Motomondiale.

 

Marco Simoncelli

Vogliamo ricordare nella nostra “Hall of Fame”  il giovane Marco Simoncelli, giovane ragazzo romagnolo morto nel 2011 a Sepang, durante il Gran Premio della Malesia. Inizia da bambino con le minimoto, a 14 anni ha partecipato la Trofeo Honda NR e al campionato italiano 125 GP. Durante la sua carriera sportiva ha gareggiato con diverse scuderie, come la Aprilia, la Gilera e la Honda, è stato campione della classe 250 nel 2008. La morte del giovane Simoncelli ha scosso la sensibilità di appassionati di motociclismo e non; la settimana seguente all’incidente, durante il Gran Premio in India di Formula 1, molti piloti hanno onorato la sua memoria aggiungendo il numero 58 sui caschi e sulle proprie macchine.

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