Oggi TrueRiders intervista Nicola Andreetto, un motociclista di professione (viaggia in moto dalla tenera età di 7 anni) che da qualche tempo ha aperto il sito web Motoreetto.

Su questo sito, Nicola ci parla delle sue avventure in moto, una passione che si è spinta "oltre i confini", sempre in sella alla fede Honda Transalp 700, che chiama affettuosamente Pina. Pronto a scoprire i segreti e le passioni di Nicola? Cominciamo questa intervista!

 

Viaggi in moto? Da solo, in compagnia o in gruppo?

Beh direi che viaggio in moto, lo faccio in modo seriale da parecchio tempo quindi… sì sono colpevole. Non amo molto viaggiare in gruppo, anche se la sensazione di fare in molti la stessa strada è sicuramente esaltante. Amo condividere le esperienze di viaggio con persone speciali, sono per il “pochi ma buoni” quindi mi piace viaggiare con persone a cui tengo particolarmente o con cui ho un certo feeling. La scelta del compagno di viaggio è fondamentale, inciderà sulla qualità del viaggio, fidati. Talvolta viaggio proprio da solo ed è un’esperienza che consiglio, insegna molto su se stessi.

 

Che moto hai?

Attualmente ho una Honda Transalp 700, che chiamo la “Pina”. Mi serviva un buon mulo, con pochi chilometri sul groppone, che si accontentasse di poca biada e che mi portasse lontano. Conservo ancora la vecchia CB400N modificata a cafè racer delle mie prime scorribande e rimpiango spesso la mia vecchia Kawasaki ZRX 1100… Con lei era vero amore…

Nella mia “carriera” a due ruote ho avuto la fortuna di guidare moto di ogni genere e in ogni situazione e questo ti permette di avere una certa imparzialità di giudizio, ma è facile affezionarsi a un ferro quando è giusto per te. Ed io ho il problema che mi innamoro molto facilmente.

Che ne pensi della tecnologia in moto? Utilizzi qualche dispositivo hi-tech?

Questa risposta potrebbe prenderci delle ore! Cercherò di essere breve. Ho un rapporto piuttosto ambivalente con la tecnologia: da un lato m’incuriosisce come ogni novità, dall’altro sono all’antica, sono per l’essenziale, preferisco ciò che si può riparare con degli attrezzi d’officina per capirci. Ho imparato che ogni ritrovato tecnologico va provato e misurato prima di giudicare, ma allo stesso tempo credo che l’entusiasmo a priori sia del tutto fuori luogo. La moto mi piace pura, semplice e sincera però, sì, ogni tanto cedo a qualche tentazione tecnologica, quando migliora la vita in sella.

 

La prima volta non si scorda mai. Che ricordi hai del tuo primo viaggio in moto?

Il mio primo viaggio in moto mi sudavano le mani, non riuscivo ad allacciare le borse flosce alla moto e i ganci elastici mi scappavano tra le dita. Me ne diedi anche uno sul naso.Però che emozione, prende la bocca dello stomaco, è uno sfarfallio. Il bello è che si ripete ogni volta che sto per partire: l’ora prima di spiccare il volo controllo tutto e sono sicuro di essermi dimenticato qualcosa. Vado avanti e indietro mille volte, sudo e poi quando finalmente ingrano la prima e rilascio la frizione tutto il mio corpo si rilassa, la mia mente piano piano torna a macinare e a registrare tutto ciò che vedo. È fantastico.

Per ricordare le mie prime esperienze di viaggio in moto, però, bisognerebbe tornare ancora più indietro, quando a sette, otto anni prendevo la mini cross e cercavo la fuga nei campi, oppure quando a 14 anni con il motorino facevo più di 100km su e giù per i colli… Sì l’inizio è stato lì e quando provi quella sensazione non riesci più a farne a meno.

 

Quali difficoltà hai incontrato nei tuoi viaggi in moto

Quando sei in moto puoi incontrare tante difficoltà, ma è anche vero che le cose per noi oggi sono molto più facili che un tempo. Pensa ai veri pionieri, a Fulton o anche solo a Ted Simon. Tanto che non capisco proprio come si possa avere una moto e non usarla per viaggiare.

A cosa ti serve? Ho viaggiato in Europa, India, Vietnam e devo dire che c’è una costante: i pericoli maggiori arrivano dagli altri. Siano auto, siano camion, siano altre moto o carretti, gli altri rappresentano il rischio principale e imprevedibile. Per il resto mi sono trovato piantato nel fango a 4.000 metri in Ladakh e ci sono uscito perché ero con amici, o in mezzo alla neve sul Grimsel in Svizzera e mi è toccato aspettare 3 giorni uno spazzaneve oppure ancora in bufere da solo anche su monti molti meno remoti e lì, niente, incroci le dita e speri che la tua cocciutaggine a tirar dritto sia superiore alla tua sfortuna. In quel caso ci vuole una buona sicurezza in se stessi, sangue freddo e possibilmente l’attrezzatura giusta.

 

Di’ la verità. Quante volte sei cascato?

Ma lo sai che questa domanda non si fa mai? Porta jella!! Fatti gli scongiuri, devo dire che finora mi è andata piuttosto bene. In moto si cade, l’importante è risalire subito in sella e fortunatamente ci sono sempre riuscito.Non bisogna aver paura di cadere, ti insegna un sacco di cose.

 

Il tuo ultimo viaggio

Un mese fa, ho fatto il periplo della Corsica in solitaria. È stato fantastico: io, la moto, il budello delle strade corse e un paesaggio incredibile. Ogni notte un posto nuovo, ogni giorno un paesaggio diverso. Sono riuscito a mettere dentro tutta la Corsica in un unico anello.

Lo consiglieresti?

Certo che sì! Solo un pazzo non prenderebbe in considerazione la Corsica per il suo viaggio in moto!

 

Il tuo prossimo viaggio

Ogni anno cerco di fare almeno un viaggio degno di questo nome e non ho ancora programmato l’avventura di quest’anno. Di certo la prossima settimana mi concederò l’ennesima capatina in Toscana, lì c’è sempre qualcosa che ti lascia a bocca aperta.

 

Il viaggio dei sogni

Ce ne sono molti in realtà, vorrei riempire il mio planisfero di bandierine. Su tutti forse in questo momento direi Mongolia. Sono anni che sogno di arrivarci su una moto di piccola cilindrata e non sono così lontano dal riuscirci… vedrai! Dopo aver visto il Ladakh mi sembra obbligatorio, no? Certo che anche il richiamo dell’Africa…

 

Ce la farai?

Certo, non ho dubbi. Ho solo bisogno di tempo.

 

Definisci con tre aggettivi la tua passione per la moto.

Non ci avevo mai pensato, bella questa. Vediamo come viene… Direi: Viscerale. Approfondita. Genuina. Ti piace?

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