
Siete devoti alla vostra due ruote? Siete alla ricerca di un itinerario mistico? Allora gli eremi della Maiella in moto sono l’itinerario che fa per voi. Questo percorso su una delle più belle montagne dell’Appennino si snoda per quasi 200 chilometri lungo un tortuoso e appassionante tracciato che supera i 2000 metri di altitudine e che offre spettacoli mozzafiato sulla storia medievale e mare all’orizzonte. Un vero e proprio itinerario della fede on the road, per scoprire luoghi di profonda spiritualità, respirare l’essenza più pura dell’Abruzzo e carpirne i segreti della buona tavola con delle sfiziose pause gastronomiche. Pronti a partire?
Abbazia di Santa Maria d’ArabonaQuali sono i suggestivi eremi che incontrate lungo questo itinerario? Iniziamo da Santa Maria di Arabona, che costituisce una delle prime fondazioni cistercensi dell’Abruzzo. Edificata nel 1208, la chiesa ha un aspetto elegante ed austero in stile gotico e conserva un ricco tabernacolo, oltre a una colonna che regge un candelabro pasquale. L’Abbazia di San Liberatore, una delle più belle chiese romaniche, fu fondata nell’VIII secolo da monaci benedettini e ricostruita da monaci di Montecassino dopo il 1007. La posizione della chiesa è suggestiva; fiancheggiata dalla splendida torre romanica, è posta in un solitario e fiabesco vallone boscoso. All’interno dell’abbazia sono visibili affreschi che risalgono al XIII e XVI secolo. Il pavimento della navata centrale presenta l’originario mosaico cosmatesco del 1275.
Abbazia di San Liberatore a MajellaDi grande impatto scenico è l’Eremo Santo Spirito, che ospitò in preghiera i futuri papa Vittore III (1053) e Celestino V (1246). L’eremo fu abitato e ingrandito nei secoli successivi, sino ai giorni nostri. La suggestione di questo luogo è dovuta al suo radicale isolamento dal mondo, che lo avvicina all’Eremo San Bartolomeo, che sorge sul crinale di un canyon. San Clemente di Casauria è un altro degli eremi più suggestivi della Maiella, nonché una delle abbazie più importanti d’Italia. Edificato nell’anno 871 da Ludovico II per accogliere le reliquie di San Clemente, fu saccheggiata dai Saraceni e dai Normanni e riedificata di conseguenza tra il 1176 e il 1182. L’ingresso disseminato di lapidi romane catapulta subito in un’atmosfera mistica, mentre l’elegante pronao a tre arcate con tre antiche porte in bronzo, sulla facciata della chiesa, ne evoca immediatamente la suggestiva bellezza. L’interno a tre navate conserva uno sfarzoso pulpito riccamente decorato e un ciboro trecentesco ricavato da un sarcofago paleocristiano.
Giornalista, appassionato di viaggi e tecnologia, ho iniziato a occuparmi di TrueRiders sin dalla sua fondazione nel 2015. Mi piace raccontare il modo attraverso numeri e curiosità, perché ogni viaggio è un'esperienza da raccontare e condividere
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