La Calabria è una regione dall’immenso patrimonio artistico, culturale, archeologico, paesaggistico ed enogastronomico. Anche se viene generalmente associata alle vacanze estive, per le sue rinomate mete balneari, è una terra che può essere visitata in tutti i periodi dell’anno. Per i bikers, si tratta di un tesoro inestimabile, grazie alle sue strade panoramiche. Vi invitiamo a scoprire la Costa dei Cedri, incantevole riviera bagnata dal mar Tirreno, d cui si può raggiungere Fiumefreddo Bruzio, un borgo che vi lascerà ricordi indelebili.
Il percorco che vi presentiamo non conta moltissimi chilometri, ma sicuramente vi rimarranno impressi a fuoco nel cuore e nella mente. Poco meno di un centinaio di chilometri per scoprire la Costa dei Cedri e concludere in bellezza a Fiumefreddo Bruzio, borgo di circa 3 mila anime, famoso per il mare, i siti archeologici e la frittata di patate, patrimonio calabrese dell’umanità. Il tragitto che vi proponiamo parte dal Comune di Tortora, confine settentrionale di quella che viene definita Costa dei Cedri o anche Riviera. Prima di tutto, bisogna fare una doverosa avvertenza: percorrerete una strada continuamente affacciata sul mare e, dunque, distrarsi sarà facile; attenzione, leggeri sul gas, andatura da passeggio e godetevi tutto ciò che la natura ha da offrire. Lasciato l’abitato di Tortora, raggiungeremo Tortora Marina in una manciata di minuti; da qui inizia il nostro balcone sul mar Tirreno, un continuo belvedere che ci accompagnerà fino alla nostra destinazione, sempre attraverso la Costa dei Cedri. Nostra fedele compagna di viaggio sarà la SS18, la Tirrena Inferiore, che non ci mollerà un attimo, accompagnandoci per mano fino a Fiumefreddo Bruzio, attraverso paesi dai nomi evocativi, come Scalea, Diamante e Cetraro. Godetevi ogni singolo chilometro, respirate a pieni polmoni e, una volta giunti a destinazione, spegnete tutto, lasciate riposare la moto e andate a esplorare Fiumefreddo.
Jumifriddo, dove la montagna si tuffa a picco nel mare
La prima cosa che si nota arrivando a Fiumefreddo è che qui, nel giro di una manciata di chilometri, si passa dai paesaggi montuosi e boschivi dell’entroterra, che arriva a superare i 1.500 m.s.l.m con il Monte Cocuzzo, alle spiagge sabbiose della costa tirrenica, vero collettore del turismo; potremmo, quindi, dire che Fiumefreddo è uno di quei meravigliosi luoghi della nostra penisola che mette un po’ tutti d’accordo. La sua origine è molto antica, infatti i primi insediamenti risalgono agli inizi del IV secolo d.C., durante le tremende persecuzioni contro i Cristiani volute dall’imperatore Diocleziano. Probabilmente, l’impervietà che caratterizza l’entroterra attrasse i Cristiani alla ricerca di un rifugio sicuro. Per vedere un primo assetto urbanistico vero e proprio, tuttavia, bisognerà attendere l’XI secolo, quando venne costruito quello che oggi è il centro storico. Iniziate a scalare, con calma e passo lento, i vicoli del nucleo matrice; i colori chiari delle case saranno una piacevole vista. Raggiunte le imponenti rovine del Castello della Valle, non potrete far altro che contemplare l’immensità e la meraviglia che questo luogo ispira. Non privatevi di un tramonto da questa visuale privilegiata perché lo spettacolo è uno dei più belli che potrete mai ammirare.
Dopo aver percorso tutti questi chilometri, vi sarà venuta fame e non potrete privarvi di un assaggio dei succulenti piatti della Costa dei Cedri, semplici ma molto speziati: immancabile la piccantezza, vera e propria costante della cucina calabrese. Soffermatevi a gustare la filiciata, un tenero formaggio appena cagliato e servito su delle felci, e la frittata di patate, rigorosamente realizzata con tuberi a chilometro zero e, a dispetto del nome, priva di uova. Accompagnate, poi, i piatti a un buon bicchiere di Magliocco canino e, per concludere, assaggiate le prelibate varchiglie alla monacale, un dolce tipico di questa zona a base di pasta frolla, cacao e mandorle.
Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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