Dopo 3000 anni qui si parla ancora Greco: il luogo perfetto per fare un tuffo nel passato

Nel cuore della Calabria sorge l’Acropoli della Magna Grecia, un piccolo borgo dove le antiche tradizioni resistono allo scorrere dei secoli. Qui si parla una lingua che rievoca millenni di storia, cultura e conquiste.
Antonia Festa  | 18 Set 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

L’Aspromonte regala sempre avventure pazzesche agli amanti delle due ruote, grazie ai suoi paesaggi selvaggi, misteriosi e imponenti. Ma il territorio ospita anche tesori storici di inestimabile valore, come l’Acropoli della Magna Grecia. Qui, tra case in pietra, antichi anfiteatri e panorami indimenticabili, gli abitanti parlano ancora l’antica lingua ellenica. Pronti per un viaggio nel tempo?

Gallicianò: l’Acropoli della Calabria dove ancora resiste l’antica lingua di Zeus

 

Che il sud Italia e, in particolare, la Calabria, in antichità facessero parte della Magna Grecia, è noto; tutti, infatti, ricordiamo l’assedio di Siracusa del 212 a.C. e altre vicende storiche che hanno segnato il destino del meridione del Bel Paese. Diretta conseguenza della presenza di colonie elleniche fu la diffusione della lingua greca.

Pochi, tuttavia, sanno che esistono ancora piccole realtà in cui si parla questa antica lingua; non si tratta più, ovviamente, del greco degli antichi coloni, poiché le fusioni con le lingue locali sono state tante, più o meno incisive. Ma a Gallicianò, frazione del comune di Condofuri, si parla ancora una lingua che assomiglia molto di più a quella degli abitanti del Peloponneso piuttosto che alla nostra.

Il piccolo paese, situato su un alto promontorio, ancora mantiene la sua struttura medievale, sebbene la zona risulti abitata sin dal Neolitico. La prima testimonianza documentale di Gallicianò risale al 1060, conservata nel Brebion della Chiesa Metropolita Bizantina di Reggio Calabria, del bizantinista André Guillou. Ma si sa con sicurezza che il centro doveva già esistere nel tempo della Magna Grecia, se non altro per la lingua che i pochissimi abitanti ancora parlano.

Secondo studi linguistici, infatti, è possibile datare l’origine di questo idioma all’VIII secolo a.C., nel periodo della Magna Grecia. Visitare Gallicianò oggi, quindi, significa respirare un’aria antica, grazie alla sua inalterata struttura urbanistica; in più, se sarete fortunati, potrete imbattervi in qualche abitante che conversa in lingua autoctona. Forse non capirete nulla, ma sarà straordinario, quasi esotico, assistere a una testimonianza unica come questa.

Cosa vedere nel meraviglioso borgo

Quali sono le attrazioni principali di Gallicianò? Ecco quelle imperdibili:

  • Chiesa ortodossa Madonna di Grecia (Panaghìa tis Elladas). È un piccolo edificio inaugurato nel 1999, sui resti di una casa in pietra. Contiene diversi simboli in stile bizantino e che richiamano la tradizione greco-ortodossa. Tra le varie opere, spicca un affresco dei santi italo-greci;
  • Chiesa di San Giovanni Battista. È la chiesa cattolica di Gallicianò, situata nella piazza principale. Ospita una statua di San Giovanni risalente al Settecento e due campane del Cinquecento e del Seicento;
  • Anfiteatro. Vicino alla chiesa ortodossa, c’è un piccolo teatro intitolato al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, che visitò Gallicianò nel 2001. Non c’è una scena vera e propria, in modo tale che dal palco si ammiri il panorama del borgo;
  • Museo Etnografico “Anzel Bogasari Merianù”. Ospita una serie di utensili utilizzati per il lavoro nei campi o in cucina, che permettono di riscostruire la storia del piccolo borgo, oltre a zampogne e lire e a ricostruzioni delle vecchie abitazioni;
  • Sorgente dell’Amore (cànnalo tis agàpi). È la storia fontana di Gallicianò, dove le donne si recavano per raccogliere l’acqua e gli uomini potevano incontrarle indisturbati. Secondo la tradizione, i neo sposi, al termine del rito, si recano qui per giurarsi amore eterno.
Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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