Poco più di 1000 abitanti per rendere questo borgo uno dei più belli dell'Abruzzo

Poco più di 1000 abitanti per rendere questo borgo uno dei più belli dell’Abruzzo

Scopri Bugnara, uno dei borghi più belli d’Abruzzo: storia, vicoli, panorami sulla Valle Peligna e un itinerario in moto nel silenzio
Edoardo Galeani  | 15 Dic 2025  | Tempo di lettura: 5 minuti

Nel cuore dell’Abruzzo più genuino, appartato rispetto ai grandi centri del turismo, ma simbolo della vera anima di questa regione sorge un borgo. A circa 600 metri d’altitudine, alle pendici delle Colle Rotondo, nella provincia dell’Aquila. Intorno ad esso alture e boschi, e domina tutta la Valle Peligna. Un borgo antico che conta poco più 1000 abitanti, ma che incanta e lo rende uno tra i più belli dell’Abruzzo. Si tratta di Bugnara, inserito tra i borghi più belli d’Italia, è il luogo che sa stupire senza la necessità di effetti speciali. Ci pensano i suoi vicoli, gli scorci sulla Valle Peligna ed il silenzio assordante che sa regalare a rendere unico questo luogo.

Bugnara in moto. L’itinerario

Percorso

Partendo da Villetta Barrea a due passi da Pescasseroli si prende la SS 83 Marsicana/SS83 e SS17 in direzione di viale Napoli a Roccaraso. Proseguendo su questa strada per 34km si continua su viale Napoli guidando in direzione via Roma a Roccaraso. Da qui si prosegue su SS17 in direzione di Via Cavate/SP53 a Pettorano sul Gizio per 27km per poi continuare in direzione Introdacqua per latri 6km. Svolta a sinistra e poi prendi SR479 (indicazioni per Scanno/Roma-L’Aquila). Dopo quasi 4km, andando in direzione corso Vittorio Emanuele III a Bugnara, sarà raggiunta la destinazione. E così dopo un viaggio di 74,5km e 1 ora e 27 minuti di percorrenza ecco il borgo antico di Bugnara.

Bonae Ara: la dea Bona

È difficile poter capire da dove derivi il nome Bugnara, ma secondo alcune ipotesi deriverebbe da Bonae Ara che sarebbe l’altare dedicato alla dea Bona, il quale si trova sotto la Chiesa della Madonna della Neve proprio in questo borgo. Questa non è l’unica ipotesi che gli storici hanno riportato alla luce circa l’origine del nome del borgo. Secondo un’altra teoria il nome Bugnara si riconduce al termine Vignae Ara a causa delle coltivazioni di vigneti nei dintorni. Il tutto resta ancora oggi un tema irrisolto.

Le origini di Bugnara

Il primo riferimento storico di questo borgo è la Chiesa della Madonna della Neve, edificata nell’anno 1000 è la traccia di un’importante tradizione religiosa e comunitaria che tutt’oggi caratterizza Bugnara. Ma i primi riferimenti di sviluppo urbano e demografico risalgono nel 1079. Il conte Simone Di Sangro si impossessò del feudo e diede l’inizio a quella che poi sarebbe stata la dinastia più influente e longeva della storia locale. La famiglia Di Sangro si adopera, infatti, nella costruzione di opere importanti, tra le quali spicca il Palazzo Ducale (ai più nota come Rocca dello Scorpione). Nel 1361, per stringere ancor di più il legame con il clero, i Di Sangro riedificano la Chiesa della Madonna della Neve, trasformandola in quella che poi sarebbe diventata una cappella di famiglia per la sepoltura dei propri membri.

È nel 1442 che Bugnara entra in un contesto più ampio tramite la creazione della Regia Dogana per mano di Re Alfonso I d’Aragona. Questo rappresentò un importante momento in quanto divenne fonte di buone entrate per lo Stato Regio. Bugnara era infatti un importante luogo di passaggio per le greggi in transumanza.

La storia di questo borgo, però, non è scandita solo da costruzione e sviluppo territoriale. Negli anni a venire Bugnara subì numerosi eventi sismici, in particolare sono passati alla storia quelli del 1709, 1933 e del 1984. Questi eventi hanno portato ingenti danni al patrimonio artistico ed architettonico locale. Tanto che per quasi dieci anni alcune delle chiese simbolo di Bugnara sono risultate inagibili.

Tra vicoli, chiese e panorami sulla Valle Peligna

Questo borgo è uno di quelli che lo si apprezza grazie alla lentezza, grazie ad una lunga passeggiata perdendosi per le sue vie ed andando alla ricerca di scorci incredibili. Il centro storico è sicuramente il primo vero luogo in cui immergersi. Un groviglio di vicoli in pietra, archi in stile medievale, scalinate e piccole piazze. Come già anticipato il nucleo spirituale di questo borgo risiede nella Chiesa della Madonna della Neve, uno degli edifici più antichi. Costruita nell’anno mille e più volte ritoccata nel corso dei secoli, è un luogo che racchiude storia, devozione e identità collettiva. Si struttura in tre navate, sostenute da archi gotici.

Incontriamo poi il Palazzo Ducale, conosciuto come Rocca dello Scorpione. Esso si lega al lungo periodo in cui ha governato il borgo di Bugnara la famiglia Di Sangro. Oggi è possibile osservare solo alcune parti dell’antico palazzo, che rappresenta in maniera plastica il passato feudale di questo borgo antico. In particolare ricorda il ruolo strategico di Bugnara nel controllo del territorio della Valle Peligna. Dell’antica fortificazione oggi è possibile ammirare alcune strutture murarie, tratti di cinta e torri che raccontano la pianta triangolare della rocca. Le mura, totalmente in pietra locale, seguono l’andamento naturale della roccia. Tanto da adattarsi al terreno, sfruttandone l’asperità per una difesa naturale. La Rocca è simbolo identitario del borgo e da sempre è oggetto di racconti popolari e leggende.

Tra gli edifici religiosi che meritano di essere visitati, scorgiamo la Chiesa del Santissimo Rosario e la Chiesa di San Giuseppe. La prima è situata nell’omonima piazza ed è stata eretta tra il XVI ed il XVII secolo. Lo stile è pienamente barocco, con fregi e dorature. L’interno è ad una sola navata. Troviamo in oltre un pulpito ligneo, delle sculture in marmo, affreschi e stucchi di piena età cinquecentesca. La seconda chiesa, invece, si trova presso il fiume Sagittario ed è stata restaurata da poco.

Per concludere, immancabili sono i punti panoramici che Bugnara sa offrire. Scorci che si aprono improvvisamente tra le case mentre si passeggia. Lo sguardo sulla Valle Peligna che muta al variare delle stagioni. Un verde intenso in primavera, un tocco quasi d’orato d’estate e l’effetto un po’ tetro della nebbia in inverno. Viste incredibili da raccogliere con uno scatto oppure con un semplice sguardo, per godersi la magia del silenzio.

Edoardo Galeani
Edoardo Galeani

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.

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