Tre riserve naturali separate, poi riunite dal 2016 in un ambiente comune: è il Parco dell’Orecchiella, spazio verde della Toscana lucense. Ci troviamo nella Garfagnana, pregevole zona naturale dell’Appennino toscano, al limite con le vicine Liguria ed Emilia Romagna.
Quello dell’Orecchiella non è un parco vero e proprio, bensì l’unione di tre riserve naturalistiche specifiche in un grande progetto di salvaguardia ecologica. Una zona che, per gli amanti del viaggiare in sella, non poteva che essere meta di un itinerario. Pronti a conoscere le bellezze di questo luogo?
Scoprire la riserva dell’Orecchiella in moto è un’esperienza decisamente piacevole, soprattutto perché ci permette di percorrere parte della suggestiva Garfagnana in moto. Fissiamo la partenza dal comune di Sillano Giuncugnano, situato in una zona di particolare pregio turistico. Da qui, infatti, si raggiunge tramite la SP12 il Passo della Pradarena, che porta verso Ventasso. Quest’ultimo, nato nel 2015 sostituendo quattro comuni separati, incorpora località molto apprezzate, come Ligonchio e Cerreto Laghi, con il suo Passo del Cerreto.
Dopo una breve risalita a nord verso Brica, però, l’itinerario vira decisamente verso sud, raggiungendo Sulcina e Corfino. È la SP47 che, sfiorando il Lago di Pontecosi, ci permette di arrivare a Castelnuovo di Garfagnana. Molto piacevole, il borgo ospita ancora in ottimo stato di conservazione la Rocca Ariostesca. La bella fortificazione deve il suo nome a Ludovico Ariosto che, come governatore della Garfagnana durante la dominazione degli Estensi di Ferrara, vi risiedette per più di tre anni, dal 1522 al 1525. Proseguendo il cammino verso Sarzana, ci allontaniamo dal Parco dell’Orecchiella ed entriamo nel Parco delle Alpi Apuane. È la SP13 che, tra curve e dislivelli significativi, ci porta fino alla città di Massa, quasi in corrispondenza del Mar Tirreno.
Proseguiamo però in direzione nord-ovest, toccando Carrara – la città del marmo, celebre in tutto il mondo – e Fosdinovo. In questo bel comune è possibile visitare Villa Malaspina di Caniparola, residenza estiva del Settecento. L’edificio, dallo stile imponente ed elegante, è circondato da un suggestivo giardino all’italiana, visitabile. In meno di 8 chilometri giungiamo a Sarzana, meta finale del nostro viaggio. Da qui, chi vuole può proseguire verso la Riviera di Levante e le sue bellezze, come Lerici, le Cinque Terre e la penisola di Portofino.
La zona occupata dall’Orecchiella fu, nel primo dopoguerra, sottoposta a un violento sfruttamento delle risorse naturali. I progetti di recupero dell’ecosistema furono presentati nel 1927 e partirono nel 1936.
È, però, solo dagli anni Cinquanta che il Corpo Forestale dello Stato (oggi confluito nello specifico Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri) ha iniziato una vera e propria tutela integrata di questa zona dell’alta Toscana.
Nel 1971 è stata istituita la riserva naturale di Pania di Corfino, seguita dalla Lama Rossa nel 1977 e dall’Orecchiella nel 1980. Sono tre progetti specifici e “individuali”, integrati dopo anni insieme alla foresta dell’Alto Serchio e confluiti, nel 2001, nel Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Quest’ultimo conta un territorio complessivo di quasi 23.000 ettari, lungo 2 regioni e ben 4 province.
Il Parco dell’Orecchiella ha una superficie di 5200 ettari, più del 20% del complessivo territorio del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Si tratta di una zona prevalentemente montuosa, sulla quale spicca il Monte Prado. Questo, con i suoi 2054 metri, è il più alto di tutta la Toscana.
Le Alpi Apuane, ricche in argille e arenarie, sono caratterizzate da amplissimi boschi, fiumi. La biodiversità emerge anche nella presenza di innumerevoli specie animali, soprattutto di selvaggina.
Interessanti le grotte, vera e propria ricchezza ed eredità dei fenomeni erosivi di ghiacciai ormai scomparsi. Molte, infine, le vette che superano i 1.500 metri di quota.
Sono quattro i comuni che corrispondono al territorio dell’attuale Parco dell’Orecchiella: Piazza al Serchio, San Romano, Sillano e Villa Collemandina.
Tra i punti di interesse della zona, possiamo citare, la Chiesa di San Pietro a Piazza al Serchio, suggestivo edificio sacro di epoca medievale. Da ammirare anche la Fortezza delle Verrucole a San Romano in Garfagnana, risalente al XV secolo e costruita dagli Este sui resti di un edificio basso medievale dei conti Gherardinghi e la Chiesa della Natività a Rocca Soraggio, che ospita il Volto Santo, un crocifisso tunicato ligneo risalente al Duecento. Consigliamo, infine, anche una visita al Lago di Villa Collemandina, un piccolo ma suggestivo specchio d’acqua artificiale nato dopo la costruzione di una diga nel 1914.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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