L’Alto Adige da cartolina da scoprire durante le Feste: ecco il percorso che ti porterà tra le montagne più belle

L’Alto Adige da cartolina da scoprire durante le Feste: ecco il percorso che ti porterà tra le montagne più belle

In questo meraviglioso parco naturale tra le Dolomiti si trova il posto perfetto per escursioni indimenticabili, trekking avventurosi e viste mozzafiato.
Antonia Festa  | 01 Gen 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Il Trentino-Alto Adige in moto regala da sempre grandi emozioni e, per scoprirlo al meglio, è imperdibile la zona dello Sciliar-Catinaccio. Poco più di 110 chilometri con partenza e ritorno a Selva di Val Gardena, percorrendo in senso antiorario la zona del Parco Naturale Sciliar-Catinaccio e passando per il Gruppo del Catinaccio e la Val di Fassa, prima di rientrare in Val Gardena.
Una vera full immersion tra le strade della regione più settentrionale d’Italia, soprattutto tra quei panorami di montagna che non possono non offrirci un giro in moto da sogno. Pronti a partire?

Sciliar-Catinaccio in moto: l’itinerario

Mappa

Percorso

Il percorso in moto sullo Sciliar-Catinaccio è un anello di 110 chilometri che percorre il cuore dell’Alto Adige, virando lungo il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio, il Massiccio dello Sciliar, il Sassolungo e la Val Gardena, in una delle zone di maggior interesse per i motociclisti. Partiamo da Selva di Val Gardena, al centro del Sellaronda, una delle località di turismo invernale (ma non solo) più famose d’Italia. Da qui prendiamo la SS242, in direzione di Telfen-Lanzin, ma non prima di una breve sosta a Castelrotto.

Ci soffermiamo ad ammirare il profilo monumentale del campanile della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Ripartiamo e arriviamo a Telfen-Lenzin in 20 chilometri e, da qui, proseguiamo lungo la LS24 che attraversa proprio la zona più interessante dell’itinerario, ai piedi dello Sciliar. Oltrepassata Fiè allo Sciliar (dove possiamo fermarci per una visita allo splendido Castello di Presule, di origine medievale) il percorso vira verso sud in direzione di Tires prima e di Carezza poi. Per arrivare al Lago di Carezza, l’Arcobaleno del Latemar, ci aspettano ben due passi molto interessanti: il Passo Nigra e il Passo di Costalunga.

Una volta percorsi anche questi splendidi luoghi torniamo sulla SS241 che, in meno di venti chilometri, ci porta dritti in Val di Fassa. Dopo aver approfondito la conoscenza anche di queste terre ci attende un ultimo “gran premio della montagna”, quello del Passo Sella, che ci riporta verso la parte altoatesina del percorso e ci ricongiunge a Selva di Val Gardena, partenza e arrivo dell’itinerario.

Cosa vedere lungo le tappe dell’itinerario nello Sciliar-Catinaccio

L’inizio dell’itinerario è Selva di Val Gardena, dove ammirare la Chiesa di Santa Maria Assunta con l’architettura tutta in gotico che incornicia il borgo, mentre la Vallunga invita a farsi guardare con i suoi incantevoli panorami. Percorrendo la Strada Meisules potresti trovare bei sentieri nel Parco Naturale Puez-Odle mentre, per i più avventurosi (ed equipaggiati), c’è la Via Ferrata delle Meisules che regala viste mozzafiato sul Gruppo della Sella.

Per gli scorci da fiaba non si può ignorare Telfen-Lanzin. Qui c’è un bosco meraviglioso chiamato Bosco di Laranza con un punto panoramico molto famoso, la Veduta del Re, e qualche percorso tematico. Il Sentiero dei Funghi è utile per famiglie o per chi ama curiosare un po’. A Tires c’è la graziosa Chiesa di San Cipriano e, andando verso la Val Ciamin, si raggiunge il rifugio Bergamo con vista sulle Torri del Vajolet.

La località di Carezza ospita il famoso Lago di Carezza coi suoi riflessi colorati che esaltano la maestosità del Latemar. Qui si trova il Passo di Costalunga, altro punto strategico per escursioni panoramiche, con tanto di Sentiero delle Leggende. A Campitello di Fassa, infine, si può prendere la funivia del Col Rodella per andare oltre le alture. La Val Duron è paradisiaca per gli escursionisti e appassionati di mountain bike e permette di ammirare panorami straordinari. Il borgo ospita anche la storica Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, ben affrescata.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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