
Il nostro itinerario di oggi ci porta alla scoperta di un territorio poco conosciuto e lontano dalle mete più turistiche. Ci riserverà, però, la possibilità di rilassarci godendo di scorci indimenticabili e di escursioni in siti storici ed archeologici straordinari. Partiamo alla scoperta di Vallepietra, nella zona al confine tra Lazio e Abruzzo.
Quello che presentiamo oggi è un itinerario su due ruote pensato per chi non vuole allontanarsi troppo da Roma. Il tour in sella parte dal centro della capitale; attraverso Via Tuscolana, ci dirigiamo in direzione Castelli Romani e, con appena 20 chilometri percorsi in circa 50 minuti, arriviamo nella favolosa cittadina di Frascati. La zona dei Castelli Romani saprà regalare scorci e vedute sui numerosi vitigni che fanno di questo posto un punto di riferimento per la produzione vinicola del Lazio.

Per chi volesse fare subito una pausa, consigliamo una visita a Villa Aldobrandini, edificio seicentesco che oltre alle tante sfarzosità offre una visita su Roma che difficilmente ritroverete. Ci rimettiamo in moto e ci dirigiamo verso Palestrina, tramite la Strada provinciale 216. Dopo 23 chilometri e circa 40 minuti, ci troveremo in questa bellissima cittadina costruita alle pendici dei Monti Prenestini. In età medievale, Palestrina è stata proprietà della famiglia dei Colonna, che fece costruire molti monumenti a carattere religioso. Per gli appassionati dell’enogastronomia, il posto è famoso per la produzione e coltivazione delle fragole.
Riprendiamo il nostro viaggio su due ruote, imboccando la Strada Regionale 155 che, dopo 53 chilometri, ci porta fino al borgo medievale di Vallepietra; da qui in poi inizia il tratto più selvaggio dell’itinerario. La strada attraversa la parte di Lazio che si avvicina al confine abruzzese, il paesaggio intorno a noi cambia, ci lasciamo alle spalle i vitigni e le coltivazioni di fragole per immergerci nel paesaggio dei Monti Simbruini.
Rocce bianche e bassa vegetazione fanno da contorno a una lunga via, caratterizzata da curve e tornanti che, passando dagli altipiani di Arcinazzo alla cascata di Trevi, seguono il fiume Aniene fino a Vallepietra. Non ci resta che intraprendere il viaggio di ritorno ripercorrendo a ritroso il precedente percorso e rientrare a Roma con il cuore pieno di meraviglia.

[foto @Buffy1982/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Vallepietra, meta finale del nostro tour, è un piccolo borgo medievale molto caratteristico (225 abitanti) che si trova sulla punta di uno sperone di roccia del Monte Faito, sull’Appennino centrale. Una sosta è inevitabile in questo comune sui Monti Simbruini che, in posizione privilegiata a 825 metri s.l.m., domina la valle del fiume Simbrivio. Spalleggiata, o meglio circondata, dalle vette che superano i 2.000 metri (Monte Autore e Monte Tarino), è una piccola oasi di tranquillità.
Il simbolo del borgo è il Santuario della Santissima Trinità, situato a 1.3337 metri di altitudine. Risale agli insediamenti rupestri neolitici ed è oggi una meta di pellegrinaggio frequentatissima. Il borgo medievale è ben conservato ed è possibile passeggiare tra le strette viuzze e le case di pietra e ammirare la torre merlata, l’ultima traccia rimasta dell’antico castello dei Caetani.
I più golosi non possono non assaggiare la specialità di Vallepietra: il fagiolone. Lo si conosce pure come Ciavattone ed è riconosciuto come presidio Slow Food, eccellenza locale. Intorno, il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini offre diverse possibilità di escursioni e trekking. Tra i tanti, segnaliamo l’Anello di Vallepietra, che conduce per boschi rigogliosi e cascate.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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