
L’Emilia-Romagna in quanto a castelli e borghi da favola è una delle regioni d’Italia in grado di offrire ai propri visitatori una vasta scelta. Il simbolo della Valmarecchia e delle colline del Montefeltro non può che essere il borgo di San Leo, con il suo bellissimo forte che domina dall’alto dei quasi 600 metri l’intera valle circostante e che ospitò, in una delle sue celle, il famosissimo alchimista Cagliostro. A due passi da San Marino e situato nella provincia di Rimini, questo luogo va assolutamente scoperto in sella.
Il punto di partenza di questo itinerario che ti condurrà verso il fantastico borgo di San Leo non può che partire da Rimini. La direzione è quella dell’entroterra e, dopo aver lasciato la città e la costa alle tue spalle, comincerai a salire di quota, verso le colline romagnole, attraversando la campagna fino a raggiungere la prima tappa del percorso, il borgo di Verucchio. Questo antico paese, con la sua rocca che domina il paesaggio, offre una vista spettacolare sulla Valmarecchia. È un luogo ideale per una breve sosta e un caffè, magari godendoti il panorama.
Riparti da Verucchio e continua il viaggio verso un altro dei piccolo borghi di questa zona, Pietracuta. Una frazione tranquilla, perfetta per una breve pausa prima di affrontare il tratto successivo, che ti porterà ancora più in alto. Il paesaggio si fa più montuoso e la strada diventa più tortuosa, ma la vista che ti aspetta a San Leo vale ogni curva. Il borgo è famoso per la sua fortezza che domina imponente su uno sperone roccioso e una visita al castello è quasi d’obbligo per chi passa da queste parti.
Anche se San Leo sarà la meta principale di questo itinerario, il viaggio non terminerà nel borgo. L’ultima tappa sarà Novafeltria, un comune che si trova a un’altitudine più bassa rispetto a San Leo e il suo forte. In questa parte finale, però, potrai goderti l’atmosfera rilassata della cittadina, fermandoti per un ultimo pasto in uno dei tanti ristoranti tipici della zona.

San Leo è uno dei borghi più incredibili dell’Emilia-Romagna. Citato e decantato da moltissimi scrittori, poeti e registi, è una vera e propria poesia medievale del Montefeltro. Sorge su uno sperone di roccia a un’altezza di quasi 600 metri ed è considerato uno dei simboli della Valmarecchia. Un aspetto molto particolare, legato al borgo di San Leo, è che fino al 2009 ha fatto parte della provincia di Pesaro-Urbino e, quindi, incluso nel territorio delle Marche; in seguito a un referendum, ora fa parte della provincia di Rimini.
Tra le cose da vedere a San Leo, senza dubbio la fortezza è il simbolo principale. Appena fuori dal centro storico, domina l’intera valle con la sua imponenza e la sensazione di essere inespugnabile. Ospita diverse mostre e collezioni che testimoniano la storia di un edificio davvero molto importante. Dagli strumenti di tortura alle armi, ma anche esposizioni di opere contemporanee. Oggi la Rocca è uno degli edifici più belli dal punto di vista architettonico, ma in passato i primi a mettere le basi per un edificio di questa portata furono i Romani, fino ad essere adatta nella funzione che ha tenuto per più tempo, quella di carcere.

[foto @AlexBuess/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Il cuore del borgo, però, non è la Rocca, bensì la sua piazza principale. Passeggiando per i vicoli non puoi non fermarti in Piazza Dante, il cuore pulsante del fantastico borgo. Qui si affacciano alcuni dei più importanti edifici di San Leo, come il Palazzo della Rovere, Palazzo Nardini e il Palazzo Mediceo. Il nome della piazza deriva dal Sommo Poeta, Dante Alighieri, che cita proprio San Leo nella sua opera più importante, La Divina Commedia.
Qualche passo più in là e troverai il Duomo di San Leone, una delle chiese più importanti della regione che, insieme al Duomo di Pennabilli, condivide il titolo di cattedrale della diocesi di San Marino-Montefeltro. Da questo punto poi, potrai godere di una vista panoramica magnifica e realizzare degli scatti unici del Forte di San Leo.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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