
L’etimologia è semplice, un borgo come Pico non può che avere il significato di “picco aguzzo“, ovvero l’altura su cui sorge l’abitato e il vecchio castello. Resta solo da capire per quale motivo una delle frazioni si chiami “Ponte Odioso“. Ma le questioni linguistiche non si limitano a questo, perché il paese ha dato i natali a un importante scrittore del Novecento, Tommaso Landolfi, poeta e… “glottoteta” – ovvero lo studioso che inventa artificialmente delle lingue. Tra le sue opere di natura estremamente varia, tra componimenti, racconti, romanzi, traduzioni, l’intellettuale ha definito il suo paese “un minuscolo borgo sperduto tra le montagne […]” che sono “[…] le bizzarre e possenti sagome degli Aurunci“. Andiamo a vedere se questo angolo di Ciociaria è ancora così minuscolo e sperduto.
Partenza dal capoluogo di provincia, Frosinone. Prendi la statale SS6 che arriva fino a Ceprano (oppure l’autostrada del Sole ed esci all’omonimo casello). Imbocca la SR82 che incrocia il fiume Liri e va a San Giovanni Incarico, poi Colle Ponte e, infine, Pico. Un’alternativa, per i riders che vengono dalla Campania, è uscire dall’autostrada a Casilina e prendere la SP628 che porta a Pontecorvo, poi alla località di Ponte Odioso e, successivamente, arriva a destinazione.

[foto @Giambattista Lazazzera/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Pico, in provincia di Frosinone, è situato nel Parco Naturale dei Monti Aurunci e la sua altitudine varia dai 100 agli 800 metri s.l.m, data la vastità del paesaggio. Vanta una discreta fama per il tradizionale Rally di Pico, che si svolge, dal 1979, solitamente durante il primo week end di settembre. La gara passa dalla piazza centrale del paese e ha la peculiarità di essere l’unico rally italiano a essere organizzato con una licenza comunale. Del Comune fanno parte anche le frazioni di Capocroce, Case sparse, Colle Ponte, Cupone, Le Pietre e appunto Ponte Odioso.
Allo scrittore Tommaso Landolfi, originario di questo borgo, è dedicato il Parco Letterario allestito dal comune per le vie del paese. Pannelli e punti informativi raccontano i luoghi descritti dall’artista in Pietra Lunare, Le due zitelle e in altre opere. Non solo Landolfi, ma anche il poeta Eugenio Montale – suo amico – ha descritto Pico nella poesia Elegia di Pico Farnese. Vicino alla Chiesa di Sant’Antonino, si incontra il palazzo storico dove è vissuto Landolfi, con il suo giardino.

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Restano soltanto poche mura del Castello Farnese, edificato intorno all’anno Mille, e collocato sul “Pic” (il sostantivo che, in celtico, indicava la “punta aguzza” e lo sperone sul quale sorgeva) del borgo medievale. Vale comunque la pena fare una passeggiata in questo luogo, perché offre una bellissima vista sulla distesa di verde che lo circonda.

Pico è ricco di aree verdi, parchi e percorsi naturalistici. Alcune delle escursioni che gli appassionati di trekking possono fare addentrandosi nei Monti Aurunci sono sui sentieri che salgono al Monte Fontanino (823 metri s.l.m.) e al Monte le Festole (900 metri s.l.m.), passando per il Rifugio Ranucci.
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Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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