
Nel cuore delle Murge occidentali, immerso in uno scenario incontaminato, troviamo Castel del Monte, uno dei più iconici esempi dell’architettura federiciana. Questo maniero, dalla particolare pianta geometrica, è tra i monumenti più visitati d’Italia e non c’è da stupirsene, trattandosi di un esempio di fortificazione ottimamente conservatasi sin dal Duecento. Non lontano da Andria e dalle ulteriori mete turistiche della Puglia centro-occidentale, può essere facilmente inserito in un motoitinerario in Puglia che collega Taranto a Barletta, sulla SS170, unendo così la sponda ionica e quella adriatica della regione.
L’itinerario in moto verso Castel del Monte e le Murge prende il via da Taranto, la “città dei due mari“. Da qui, il percorso parte verso nord, seguendo per un primo tratto la SS7 (Via Appia) in direzione di Massafra, deviando sulla SS100 in corrispondenza di Palagiano e Mottola e proseguendo in direzione di Altamura, lungo la SP22, SP140 e SP41. Altamura si raggiunge in circa 80 chilometri, mentre Castel del Monte, meta di questo percorso, è facilmente raggiungibile in 54 chilometri, attraverso la SP238, che entra a pieno titolo nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Una volta visitato Castel del Monte, si può decidere se deviare sulla SP231 e raggiungere, dopo Ruvo di Puglia e Bitonto, il capoluogo pugliese Bari, oppure prendere la SS170/dir per arrivare dapprima ad Andria e, alla fine, a Barletta, al termine di questi circa 170 chilometri di itinerario in moto in Puglia.

[foto @Stefano Tammaro/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Federico II di Svevia, tra il 1220 e il 1250, fu imperatore del Sacro Romano Impero. Il suo regno coincise con un incredibile periodo storico, foriero di modernizzazioni nella struttura territoriale e non solo. Lo stupor mundi, questo l’appellativo di Federico II, chiese, intorno al 1240, al giustiziere di Capitanata, Riccardo da Montefuscolo, di realizzare un castello che difendesse la zona attorno all’attuale Andria.
L’edificio, su cui le fonti storiche sono discordanti sia per la data di costruzione che il progettista (si parla di Riccardo da Lentini), avrebbe in ogni caso occupato lo spazio di una precedente fortezza. Chiamato sin da subito “Castello di Santa Maria del Monte“, dal nome di una chiesa che si trovava nelle vicinanze, l’edificio venne distrutto nel 1528 da parte delle truppe francesi. Recuperato, rimase poi abbandonato per quasi tre secoli.
Restaurato a inizio Novecento, e poi ancora negli anni Settanta, è dal 1996 Patrimonio dell’Umanità UNESCO e, nel 2020, è stato incluso nell’elenco dei beni a protezione rafforzata.

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L’edificio presenta una pianta geometrica a forma ottagonale, i cui lati ospitano ciascuno una torretta (larga circa otto metri), separata da tratti rettilinei di parete lunga circa 10 metri. Il complesso ha un diametro di 56 metri, le torri hanno un’altezza di 24 metri e di 20,50 metri in corrispondenza del cortile interno, anch’esso ottagonale e con un diametro di circa 18 metri. Gli interni di Castel del Monte, molto ben conservati, si suddividono in due livelli con ambienti a forma di trapezio, che ruotano intorno al cortile centrale, collegato direttamente alle torrette.
Rispetto ai “classici” castelli, Castel del Monte si compone di elementi decorativi e architettonici che sono sostanzialmente avulsi alle strutture militari dell’epoca. È per questo motivo che molti storici ipotizzano che, oltre al concetto militare, dietro la struttura ci siano anche simbolismi esoterici, legati forse alle scienze o al sapere, se non addirittura al benessere di corpo e spirito. Il castello si può visitare, previo pagamento di un biglietto dal costo di 10 euro. Per tutti i dettagli, invitiamo a consultare la pagina ufficiale.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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