Il borgo sulle Dolomiti che fece vacillare persino Nietzsche: la sua bellezza semplice tra montagne e fonti termali

Il borgo sulle Dolomiti che fece vacillare persino Nietzsche: la sua bellezza semplice tra montagne e fonti termali

Terme dalle acque curative, siti archeologici, sentieri immersi nella natura e importanti testimonianze storiche: questo luogo delle Piccole Dolomiti è perfetto per un breve viaggio rigenerante.
Antonia Festa  | 26 Gen 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti
Recoaro Terme, Dolomiti, Veneto. Shutterstock_1845972322

Tra le pieghe piene di tornanti delle Piccole Dolomiti, c’è un borgo la cui bellezza è riuscita a conquistare uno dei filosofi più conosciuti e rigorosi della storia. Il motoitinerario di oggi porta all’esplorazione del Veneto più autentico, passando per Recoaro Terme, che fece vacillare Friedrich Nietzsche nella primavera del 1881. Tra monti e fonti termali, il sentiero è zeppo di tornanti, in un mare di verde, diversi torrenti e un sacco di cose da vedere, che saranno semplicemente a lato strada (o a una svolta di distanza). Il percorso è ad anello e finisce tatticamente con un birrificio. Partiamo?

Recoaro Terme in moto: l’itinerario

Mappa

Itinerario

Si comincia a Valli del Pasubio, sotto la famosa Via dell’Acqua, sulla SP246 per Via Gobbi scendendo verso sud ovest e, da lì, cominciano già curve strettine e tornanti. Tagliando per Staro (frazione di Valli del Pasubio), si vede a inizio paese la statua dello Scoiattolo di Staro.

Continuando a scendere sulla SP246 per Via Capitello, si scorge Villa Ada e si arriva a Recoaro Terme con quattro tornanti quasi uno dopo l’altro. Scendete al parcheggio Piazza Vittorio Veneto e vi ritroverete su Piazza Dolomiti, dove c’è la moderna Chiesa parrocchiale, risalente al dopoguerra. Scendete per Via Leila e per Via Bruni sulla Strada delle Casare, sotto al Bunker Savoia, a Villa Margherita e al Bunker comando di Kesselring.

A metà strada fra Recoaro Terme e Recoaro Mille, c’è l’inizio del famosissimo Sentiero dei Grandi Alberi. Usciti da Recoaro Terme e scendendo a sud ovest, sempre sulla Strada delle Casare, dopo il campo sportivo noterete con piacere che cominciano vari tornanti uno dopo l’altro, fino ad arrivare a Recoaro Mille. Da lì prendete la Strada Provinciale 100 e la Contrada Fongara; arriveranno altre curve a partire da Borga.

Cominciate, quindi, a scendere verso Valdagno e, sulla SP246 che corre assieme al torrente Agno, passate vicino al Laghetto Marchesini (dove si fa pesca sportiva). Tra gli alberi noterete il Santuario di Santa Maria di Panisacco prima e la Chiesa parrocchiale di Maglio di Sopra poi, davanti alla centrale idroelettrica di Maglio. Esplorate Valdagno (ci sono il Duomo di San Clemente e il Palazzo Festari col museo paleontologico), poi salite in sella e tornate alla prima grossa rotonda di Valdagno. Salite a Via Pasubio fino alla SP45, per uscire e andare verso Monte Magré, con tre tornanti e varie curvette.

Salendo sempre sulla SP45 per Via Ongaro, comincia l’ascesa per Schio e si alternano diverse curve su Via Palazzina, con vista sul Monte Crocetta. Per arrivare al centro, oltrepassate il Monumento ad Alessandro Rossi e la magnifica Chiesa di Sant’Antonio Abate, per salire verso Piazza Statuto, con dietro il Museo Civico Palazzo Fogazzaro. In Piazza Rossi c’è il sontuoso Duomo di San Pietro Apostolo, con davanti il Monumento al Tessitore, primo monumento italiano dedicato ai lavoratori tessili. Non lontano, sorgono i resti del Castello di Schio, con la sopravvissuta torre merlata. Sotto al castello, negli anni ’40, venne creato un rifugio antiaereo scavato nella roccia che, nel 2010, è stato rimesso a posto e adibito a luogo per stagionare vini e formaggi.

Tornando e salendo sulla rotonda della SP45 per andare sulla SP46, scendete verso Via Lioy per tornare a Valli del Pasubio. Per strada, trovate il Birrificio Pasubio. Andando verso Valli del Pasubio, il percorso sarà, invece, molto liscio. Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la SP246, la Strada delle Casare, la SP100, la SP45 e la SP46.

Recoaro Terme, ovvero: dove parlò Zarathustra

Incastonata tra le Piccole Dolomiti, Recoaro Terme è il borgo che conquistò un famosissimo filosofo. Nella primavera del 1881, Friedrich Nietzsche soggiornò a Recoaro, lasciando traccia nei suoi scritti di questo luogo. Leggenda vuole che trasse ispirazione dal verde panorama e dall’ambiente culturale recoarese per scrivere Così parlò Zarathustra.

Il fascino che stregò Nietzsche viene dalle acque minerali scoperte nel 1689 dal conte Lelio Piovene, che hanno trasformato questo angoletto del Veneto in una delle stazioni curative più rinomate del Bel Paese. Recoaro, infatti, è famoso principalmente per le acque ferruginose che la resero meta ambita di molte personalità influenti: Giuseppe Verdi, Giacomo Zanella, Radetzky, Lamarmora, Mayerbeer e Ponchielli.

Cosa vedere a Recoaro Terme

Recoaro Terme, Veneto, itinerario in moto. Shutterstock_2391364051

Tra le principali attrazioni da vedere a Recoaro Terme, c’è la moderna Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate del 1950, progetto di Giuseppe Vaccaro, esempio importante dell’architettura sacra nel dopoguerra. La Via Crucis di terracotta e la facciata policroma spiccano sulla “conca di smeraldo” dei monti circostanti.

Il territorio conserva importanti testimonianze storiche: sulla Strada delle Casare, ci sono il Bunker Savoia e il Bunker comando di Kesselring, strutture militari della Seconda Guerra Mondiale che raccontano un capitolo poco felice. Recoaro Terme fu scelto, nel maggio del 1944, dal Feldmaresciallo Albert Kesselring come Alto Comando dei tedeschi in Italia.

Villa Margherita o Villa Tonello, poi, completa il quadro delle attrazioni storiche che punteggiano l’itinerario in mezzo al verde di oggi. Costruita per Giuseppe Tonello di Trieste sempre da Antonio Caregaro Negrin, la villa è eclettica e neorinascimentale, decorata a stucchi floreali, e anticipa il gusto liberty. Qui sono interessanti le statue del conte Lelio Piovene (lo scopritore delle proprietà curative delle acque di Recoaro Terme) e le torrette poligonali asimmetriche. La località è, inoltre, famosa per essere diventata dimora estiva della Regina Margherita di Savoia.

Come anticipato, la fine dell’itinerario coincide con una birreria ma, se amate le birre artigianali, dovete assolutamente scoprire il prossimo itinerario!

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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