Un meraviglioso itinerario a sorpresa tra i laghi più belli delle Marche: accendi la moto e parti all’avventura

Un meraviglioso itinerario a sorpresa tra i laghi più belli delle Marche: accendi la moto e parti all’avventura

Alla scoperta dei laghi marchigiani più affascinanti, immersi in paesaggi fiabeschi e circondati da borghi di indescrivibile bellezza.
Antonia Festa  | 28 Gen 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Dalle montagne al mare, le Marche vantano un invidiabile tesoro di paesaggi naturali. Tra questi, gli specchi d’acqua, visto che i laghi marchigiani ai piedi dell’Appennino sono punti di partenza e di arrivo molto apprezzati dagli escursionisti. Per i riders, inoltre, rappresentano tappe perfette per un bel viaggio che attraversa la regione toccando i bacini più belli e che ti presentiamo subito!

Laghi marchigiani in moto. L’itinerario

La strada che collega i laghi delle Marche percorre buona parte della regione lungo le pendici dell’Appennino. L’ideale è distribuire il viaggio in più giorni, per esempio un weekend pieno, per poter visitare tutti gli scenari che incontrerai.

Mappa

Percorso

Il viaggio parte subito con uno dei più importanti laghi marchigiani: il Lago di Pilato, che si trova nel comune di Montemonaco, in provincia di Ascoli Piceno. Un comune raggiungibile in circa un’ora dall’Autostrada Adriatica A14 Bologna Taranto – uscita Martinsicuro. È una zona che vale un pernottamento e un’escursione a scelta tra le tante nell’area tra la Piana di Castelluccio e i Monti Sibillini.

La strada da prendere è la SP89, tra le frazioni Balzo, Castro, Rascio, San Giorgio all’Isola e poi il Lago di Gerosa. Il sentiero prosegue verso Piane Vecchie (SP237) e Comunanza. Da qui, imbocca la SP50 che, con una bella serie di curve, ti conduce a Ceresola, Castorano, San Martino al Faggio e, infine, al Lago di San Ruffino. Continua dritto sulla SP57 verso San Cristoforo e, poi, fino a Rustici, dove devi svoltare a destra riprendendo la SP237. La strada diventa SP78 e attraversa Cardagnano Alto, Sarnano, Pianello, fino a Santa Maria di Pieca.

Continua in direzione nord sulla SP502 verso Morichella, Camporotondo, Belforte del Chienti e qui prendi la SS77var fino a raggiungere Tolentino. Prosegui per San Severino Marche e riprendi la SP502. Castel Sant’Angelo, Moscosi e, infine, la tua destinazione: il Lago di Cingoli, ultima tappa di questo viaggio in moto alla scoperta dei laghi marchigiani.

Tutto ciò che c’è da sapere sui laghi marchigiani

È utile approfondire ciò che riguarda ciascun lago delle Marche, in particolare quelli che toccherai nel tuo itinerario in moto. Questa guida ti sarà utile per scegliere quali tappe fare lungo il percorso. Ti parleremo dei più interessanti!

Lago di Pilato, Montemonaco


[foto @ValerioMei/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Viene chiamato “il lago con gli occhiali”, perché è composto da due bacini rotondi, la cui ampiezza varia a seconda delle precipitazioni. Il Lago di Pilato è un lago glaciale di tipo alpino – unico naturale nelle Marche – che si trova sul Monte Vettore, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a un’altitudine di 1.941 metri s.l.m. Il comune di appartenenza è Montemonaco. L’escursione per raggiungerlo è impegnativa ma paesaggisticamente molto bella e ci sono tre percorsi, che partono dalla frazione di Foce, da Arquata del Tronto e da Castelluccio (sentiero più lungo). La balneazione è vietata.

Lago di Gerosa, Montemonaco

È alimentato dal fiume Aso che, dal Monte Vettore, scende fino all’Adriatico. Il Lago di Gerosa “nasce” nel 1983, quando venne costruita l’omonima diga per creare un bacino utile all’approvvigionamento idrico nei periodi di siccità. Si trova a un’altitudine di 650 metri. È balneabile e di solito, in estate, ci sono turisti e bagnanti nelle piccole spiaggette che si affacciano sull’acqua.

Lago di San Ruffino, Amandola

Anche il Lago di San Ruffino, come i precedenti, è situato nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La sua creazione risale al 1963, con la costruzione della diga sul fiume Tenna, in un punto a 360 metri sul livello del mare. Viene anche chiamato “il lago fantasma”, perché in autunno la diga viene aperta per far defluire il fiume, il lago si svuota e rimane un terreno paludoso. In primavera, la diga viene nuovamente chiusa e si riforma lo specchio d’acqua, nel quale non è permesso fare il bagno.

Lago delle Grazie, Tolentino

Il Lago delle Grazie, a Tolentino, prende il nome dalla vicina chiesa di Santa Maria delle Grazie, che risale al ‘400. È prodotto da una diga sul fiume Chienti e ha una spiccata biodiversità, che lo rende di notevole importanza a livello naturalistico. È luogo anche di sport e di cultura (viene organizzato il concorso nazionale di poesia “Il poeta del Lago”) ma qui è vietato fare il bagno.

Lago di Cingoli

Il Lago di Cingoli si trova nell’omonimo comune in provincia di Macerata, che è considerato il Balcone delle Marche e annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia. Con i suoi 2,4 chilometri quadrati, è il più grande lago delle Marche ed è anche piuttosto profondo, visto che nei pressi della diga raggiunge la profondità di 55 metri. Sulle spiaggette in riva alle acque si può fare il bagno, dunque è un perfetto punto d’arrivo per il tuo itinerario in moto alla scoperta dei laghi marchigiani.

[foto copertina @Kristina Drozd/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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