Una strada salata, ma il pedaggio non c’entra nulla: nell’Alto Lazio le meraviglie da scoprire sono qui

Una strada salata, ma il pedaggio non c’entra nulla: nell’Alto Lazio le meraviglie da scoprire sono qui

È l’antica strada utilizzata dai Romani per scopi commerciali e, lungo il suo percorso, è possibile esplorare borghi meravigliosi, dalla storia e dalle tradizioni millenarie.
Antonia Festa  | 29 Gen 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Un territorio ricco di natura e di storia, ma soprattutto di strade come la Via Salaria, un tracciato da vivere su due ruote. Questa è la terra dove avvenne il Ratto delle Sabine e il luogo del cammino di San Francesco. La Sabina è un territorio ricco di bellezze, spesso rimaste nascoste, tutte da scoprire semplicemente percorrendo la Via Salaria, l’antica “via del sale” che collegava Roma e la costa adriatica. Noi di TrueRiders, procacciatori di avventure, vi guidiamo alla scoperta di un piccolo lembo di questo territorio.

Via Salaria in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Un percorso molto lineare che segue, per quasi la sua totalità, la Strada Statale 4 Via Salaria. Si parte da Nerola, deviando subito per Colle San Pietro. Da qui, la SS4, in alcune decine di chilometri, ci porta in direzione Collelungo. Deviamo verso Monteleone Sabino, per uno dei borghi della Salaria da scoprire. Riprendiamo poi la Statale 4 e torniamo a Collelungo, penultima tappa del sentiero che ci porta a Montenero Sabino.

Quali sono i borghi della Via Salaria da visitare

Nerola


[foto @K – Photo/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Partiamo da Nerola, un borgo medievale a circa 453 metri s.l.m., nelle vicinanze dei Monti Lucretili. Arrivare a Nerola sarà divertimento puro, percorrendo la via Salaria, tra curve e natura. Il borgo offre l’opportunità di scoprire anche dei piccoli gioielli, come il castello appartenuto alla famiglia Orsini, in pieno stile romanico medievale, che sovrasta e domina la vallata circostante.

Monteleone Sabino

Ritornando sulla via Salaria direzione Rieti, a circa 25 chilometri da Nerola, si arriva a Monteleone Sabino, eccellenza architettonica del territorio. Oltre l’opportunità di fermarsi e concedersi una pausa, è doverosa la visita del borgo. Per i più temerari e appassionati conoscitori dei territori e della loro cultura, si consiglia la visita al decentrato Santuario di Santa Vittoria, una delle più belle chiese in stile romanico presenti in centro Italia, e del vicino Anfiteatro Romano di Trebula Mutuesca.

Collelungo Sabino

Tornando nuovamente sulla via Salaria e percorrendo la SR314 Licinese, dopo cinque chilometri ecco arrivati a Collelungo Sabino, piccolo borgo medievale che sorge su una roccaforte, posizione che regala atmosfere particolarmente suggestive. La visita del borgo deve essere fatta rigorosamente a piedi, perdendosi fra gli stretti vicoli, ricchi di fiori colorati, assaggiando la specialità culinaria del posto, ovvero il raviolo dolce, e concedendosi una passeggiata grazie alla quale sarà possibile scorgere un panorama mozzafiato che domina le vallate circostanti.

Montenero Sabino

Dista pochissimi chilometri da Collelungo Sabino e Casaprota. Il suo nome con molta probabilità nacque proprio per la presenza di una montagna che sovrasta un piccolo borgo abitato da poche centinaia di persone.
Montenero Sabino è un piccolo gioiello che ti immerge fin da subito nella sua piccola e accogliente piazzetta principale e dalla quale è possibile scorgere un castello in stile medievale, il Castello Orsini, tutto da visitare, senza dimenticare di assaggiare i maccheroni a fezze, piatti tipico del luogo ricco di maggiorana e aglio.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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