
30.000 ettari di territorio protetto, cime che arrivano fino a 2.000 metri, immensi altopiani, acque sorgive e un patrimonio culturale, storico e naturale senza eguali. Parliamo dei Monti Simbruini, il parco naturale più grande del Lazio, a due passi dalla capitale, tra le province di Roma e Frosinone, fino al confine con l’Abruzzo. Un’area protetta che, fin dall’antichità, si è distinta per le sue grandi risorse di acqua, che hanno permesso la realizzazione di grandiosi acquedotti. L’acqua rappresenta, certamente, la risorsa sulla quale queste zone da sempre hanno puntato e il nome stesso del parco deriva proprio da questo.
In latino, infatti, sub imbribus significa sotto la pioggia, a indicare proprio la grande quantità d’acqua tipica di questi monti e le condizioni climatiche e idrologiche di tutta la grande area. Ma i Monti Simbruini non sono solo acqua, ma tanto altro. Scopriamoli insieme a TrueRiders, sulle due ruote, per un itinerario all’insegna dell’adrenalina e del divertimento puro.
Il nostro moto tour tra i Monti Simbruini ha inizio a Subiaco. Un suggestivo e antico borgo medievale della città metropolitana di Roma Capitale, definito città della stampa e di San Benedetto. Proprio all’interno di uno dei monasteri di Subiaco, infatti, nel 1465, nacque la prima tipografia italiana. Sarete accolti dal Ponte di San Francesco, costruito nel 1358, passando così direttamente sul fiume Aniene.

In paese il consiglio è di spegnere i motori e addentrarsi un po’ tra i vicoli medievali di questo caratteristico borgo, alla volta dell’antico Sacro Speco di San Benedetto. Da Subiaco, seguiamo la strada provinciale SR411 in direzione di Trevi nel Lazio. Il tratto è breve, solo 24 chilometri, ma il percorso sarà da favola. Tempo di percorrenza circa 35 minuti, per godere di un paesaggio stupendo e divertirsi in sella alla propria moto. Arriviamo nel cuore di un’ampia vallata, con doverosa sosta a Trevi nel Lazio, piccolo ma caratteristico paese della provincia di Frosinone, che conserva ancora segni evidenti e peculiari del periodo romano. A sorvegliare l’intero borgo, il Castello Caetani; l’intero nucleo abitato è ancora protetto dalla cinta muraria romana e medioevale, che si nota fin da lontano per via delle diverse torri, quadrate e circolari.
Pausa pranzo in una trattoria tipica della zona, per riposare e solleticare il palato, e si riparte. Ci lasciamo alle spalle Trevi nel Lazio, per entrare nel cuore montano dei Monti Sibillini. La guida in sella alla moto diventa sempre più entusiasmante e vi attende un vortice di emozioni. Inizia, infatti, da qui il divertimento puro, tra tornanti, gomiti e curve che solo la montagna sa offrire.

Prossima tappa Vallepietra, un paesino arroccato sulle montagne, che ci fa deviare un po’ il percorso, ma che merita assolutamente di essere visitato, non solo per le sue bellezze ma anche per l’adrenalina che la strada offre, l’ideale per i veri enduristi. Vi attenderà un vero e proprio paradiso naturale. Un giro tra le viuzze del paese e, poi, un’imperdibile visita al santuario della S.S. Trinità di Vallepietra, incastonato in una paesaggio da favola, alle pendici del monte Autore e a ridosso della Tagliata, uno strapiombo di roccia.
L’ultima tappa del nostro itinerario è il Monte Livata, per una boccata d’aria ad alta quota, luogo per eccellenza di attrazione turistica di tutto il Lazio, sia in inverno, per via delle pista da sci, sia d’estate, per la possibilità di praticare sport ed effettuare escursioni e trekking.

Il nostro itinerario interesserà l’intero territorio del Lazio, per una gita fuori porta all’interno di un paesaggio suggestivo che ancora pochi conoscono. Sarà un mototur che vi coinvolgerà e vi stupirà non soltanto per la bellezza del paesaggio, ma anche e soprattutto per la grande ebbrezza da vivere in moto. Attraverseremo il cuore dell’intero parco dei Monti Simbruini, tra alte montagne e infiniti altopiani, tra salite e discese che vi chiameranno a virate sensazionali.
Le strade che percorreremo sembrano essere disegnate appositamente per essere percorse in moto: tortuose, tipiche della montagna, che si addentrano tra faggi e abeti, per poi tagliare in due valli e altopiani che si perdono a vista d’occhio. Insomma, un itinerario a due ruote di tutto rispetto, per un territorio che noi di TrueRiders consideriamo il paradiso dei motociclisti. Tra l’imponenza delle vette e la meraviglia dei panorami che hanno fatto sì che questo immenso parco prendesse il nome di “Alpi romane”.
[foto copertina @ValerioMei/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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