
Un valico ‘alternativo’ nell’affollato panorama dell’Appennino tosco-emiliano: è il Passo di Cirone. Ci troviamo, del resto, in una delle zone in cui le strade di montagna, i passi e i valichi non mancano. Ognuno con la sua storia da raccontare: ci sono quelli che risalgono ai tempi dei Romani, mentre altri hanno ospitato pellegrini o devastanti combattimenti bellici. Perché, allora, scegliere proprio questo percorso, che passa per l’affascinante Lunigiana? Scopriamolo!
L’itinerario in moto che vi suggeriamo alla volta del Passo di Cirone parte dal versante toscano, in particolare da Deiva Marina, un comune affacciato sul mare in provincia di La Spezia. Deiva Marina è delle località più popolari della riviera ligure ed è divisa nel “paese vecchio“, costituito da piccole strade e caruggi che si sviluppano intorno alla piazza principale, e la parte di recente formazione chiamata “Marina“, che include la passeggiata a mare, negozi e ristoranti.
Imboccate Corso Italia/SP40 verso la località Piazza, seguite le indicazioni per E80/Livorno ed entrate in A12/E80. Proseguite per Aurelia/Carrodano/SS 556/Sesta Godano/Varese Ligure/Mattarana ed entrate in Via Levanto. Svoltate a sinistra e prendete Via Aurelia, che vi condurrà in Via Sesta Godano/SP566. Seguite le indicazioni per Varese L./Brugnato/Borghetto Vara e prendete SP50. Attraversate Ponte Santa Margherita e continuate fino al Villaggio del Rastrello, una frazione del comune di Zeri, in provincia di Massa-Carrara.
Continuate in direzione di SP37 fino a Pontremoli, tappa della Via Francigena e perfetto connubio tra le influenze di Parma, Liguria e Toscana. Procedete in direzione nord da Via della Liberazione verso Via 1º Maggio, svoltate a sinistra in Via Europa e poi prendete Viale dei Mille/SS62. Svoltate a destra e imboccate SP42. Nel giro di 40 minuti sarete al Passo di Cirone.
Guardando la cartina, il Passo di Cirone sfugge agli occhi meno attenti. Soprattutto i motociclisti, potendo contare sui passi della Cisa o del Cerreto, non si impegnano a scoprire alternative che uniscono Emilia e Toscana. Il Passo di Cirone non è caratterizzato da incredibili curve, eppure è un tratto davvero affascinante, soprattutto per la sua storia. Questo reticolato di sentieri, infatti, era usato nel Medioevo per portare il sale di contrabbando tra la Toscana e l’Emilia.

Il Passo di Cirone, a 1.255 metri di altitudine, si trova nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. La Sella, il punto di raccordo fra la valle del Magra e quella del Parma, è raggiungibile sia passando per la Lunigiana che percorrendo la strada provinciale SP42 e risalendo dal borgo di Pracchiola, con la sua magnifica Cascata di Odino.
Dall’altro versante, quello emiliano, il Passo si trova lungo la SP108 che attraversa Corniglio. La vista da qui è sconfinata e abbraccia le cime del Monte Orsaro e del Monte Borgognone, fino a incontrare il profilo del Gottero, del Molinatico, dei Caio e del Navert. Il valico indica oggi il confine tra le regioni Emilia-Romagna e Toscana, ma già nei secoli passati segnava il passaggio dal Granducato di Toscana a quello di Parma. E, se vogliamo andare ancora più indietro nel tempo, la mitica Via del Sale passava proprio da qui. Stiamo parlando del sentiero di contrabbando della preziosa merce che, dalle coste, risaliva la valle del Magra fino a giungere nell’Emilia.

Il Passo di Cirone è una meravigliosa distesa di prati sorvegliata dal Monte Orsaro, che nella bella stagione si trasforma in un tappeto di fiori. Uno scenario naturalistico paradisiaco e rilassante, perfetto per coronare una bella gita fuori porta su due ruote. Questo passo accoglie, poi, un’attrazione di indubbio fascino. Incastonata nel valico, si trova la Chiesetta della Madonna dell’Orsaro, un luogo che sembra vivere al di fuori del tempo e che regala emozioni in ogni stagione.
In questo snodo di viandanti, pellegrini, contrabbandieri, escursionisti e motociclisti, una decina di anni fa Luciano Preti volle sancire nella pietra la solennità della montagna appenninica. Lo scultore eresse, così, il suggestivo luogo di culto. Non ve lo aspettereste, ma l’aspetto romanico della chiesetta risale, in realtà, solamente al 2003, così come gli interni decorati con formelle, sculture e bassorilievi, ispirati al simbolismo dell’Arca di Noè e alla vita di Cristo.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
Percorrendo la "spina dorsale d'Italia", gli Appennini che attraversano il paese, si ...
Nel cuore dell’est della Svizzera, in particolare nella zona della Bassa Engandina ...
Un piccolo specchio d'acqua dalla forma vagamente a boomerang, non lontano dalla ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur