
Percorrendo la “spina dorsale d’Italia”, gli Appennini che attraversano il paese, si incontrano numerose strade che fanno la felicità dei riders ma non solo. È nella Lunigiana, terreno di incontro tra Toscana e Liguria, che si celano piccoli borghi apprezzabili per la loro originalità, rimasti fedeli a tradizioni secolari, nonostante le innovazioni apportate negli anni. Tra di essi, spicca Bagnone, uno dei più piccoli comuni del territorio, uno scrigno color della pietra, attraversato da un torrente e immerso tra i boschi. Sembra una fiaba, forse lo è. Partiamo?
Il nostro itinerario su due ruote parte da Bologna, capoluogo della regione Emilia-Romagna, per raggiungere Sestola, piccolo comune in provincia di Modena. Come primo tratto, dobbiamo uscire dalla città metropolitana di Bologna, facendo in parte la Via Nuova Bazzanese; dopo poche centinaia di metri ci troviamo in Via Garibaldi, attraversando le tante frazioni intorno al capoluogo felsineo. Proseguiamo dritto per 10 chilometri fino al momento di svoltare sulla strada provinciale 4, una tratta lontano da strade frequentate; costeggiando il fiume Panaro, in appena due ore dalla partenza, ci troviamo a Sestola.
Siamo pronti a ripartire da Sestola e affrontare la scalata del monte Cimone, lasciamo scorrere i chilometri immersi nella bassa vegetazione caratteristica di questi monti e imbocchiamo la strada provinciale 324. Passando il confine tosco-emiliano ci troviamo a Castelnuovo di Garfagnana. Da qui proseguiamo per Cerreto Laghi, percorrendo la strada provinciale 91 per 65 chilometri. L’ultima tratta del nostro motoitinerario ci porta da Cerreto alla nostra meta finale, il borgo di Bagnone. Dobbiamo percorrere la strada statale 63 e la strada provinciale 22 per circa 60 chilometri.

Il borgo si chiama come il torrente… o è il torrente ad aver dato il nome al borgo? Una “domanda marzulliana” che ci introduce alla scoperta di Bagnone, un piccolo scrigno di case ed edifici dal colore grigio-ocra incastonate su una collina nel cuore della Lunigiana. Un borgo “di delizia”, potremmo definirlo, con i suoi circa 1.700 abitanti che difendono questa bella località. Percorrendo i suoi vicoli, intrisi di storia e che sembrano emersi da un unico blocco di roccia, incontriamo l’antico Castello di Bagnone e le numerose chiese, come la Chiesa di San Niccolò, risalente, nella sua forma attuale, alla prima metà del Settecento.

Molti edifici di Bagnone sono dotati di portici, una consuetudine ricorrente in diverse città del nord Italia. Nonostante l’apparente dimensione ridotta del comune, però, i luoghi da scoprire non mancano, a partire dall’antico ponte medievale che supera il torrente omonimo della città, oppure l’elegante Teatro Comunale Quarteri, passando per il millenario Oratorio di San Niccolò o il trecentesco castello Malaspina di Monti.
Una passeggiata da fare a piedi, per stimolare la fame e apprezzare la cultura gastronomica della Lunigiana, fatta di testaroli, sgabeo, panigacci, patona, barbotta, nomi curiosi che celano primi piatti della tradizione. Impossibile, inoltre, resistere a una schiacciata di cipolle e farina di ceci o alle schiacciate fritte e farcite con formaggi e salumi.

Sul territorio comunale di Sestola insiste il profilo del monte Cimone che, con i suoi 2.200 metri, si attesta come vetta più alta degli Appennini. Questa zona vi appassionerà, concedendovi la possibilità di concentrarvi alla guida e affrontare tante curve. Lungo il percorso incontriamo Castelnuovo di Garfagnana, capoluogo dell’altra regione storica della Toscana settentrionale, con la splendida Rocca Ariostesca, così chiamata poiché ospitò Ludovico Ariosto, padre dell’Orlando Furioso, ma che qui risiedette in qualità di governatore per conto della famiglia Este. Insieme alla Fortezza di Mont’Alfonso, alla Porta di Castruccio e al Teatro Alfieri, è una splendida località che merita qualche ora di sosta.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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