
Avete voglia di un’avventura indimenticabile? Allora l’itinerario che proporremo oggi farà al caso vostro. La meta finale è un meraviglioso santuario dalla storia millenaria, raggiungibile tramite un ascensore di pietra a picco sulle acque. La strada, in realtà, non presenta un gran numero di tornanti, ma è caratterizzato da tantissimi panorami mozzafiato. Il motoitinerario parte dal Lago Maggiore e tocca il Lago di Vrese, il Lago di Comabbio e il Lago di Monate, per un viaggio avvincente e ricco di luoghi di interesse. Pronti a partire alla volta dell’Eremo Santa Caterina del Sasso?
Il viaggio inizia da Arolo, piccolo centro affacciato sul Lago Maggiore, che accoglie con l’atmosfera tranquilla e i primi scorci sul lago. Il percorso è molto semplice: vai verso nord-ovest su Via Europa, seguendo la SP69 verso Via della Campagna. I primi chilometri son dolci, come la maggior parte dell’itinerario, col lago che fa capolino tra la vegetazione. Svolta a sinistra su Via Santa Caterina e continua dritto fino alla destinazione principale, ossia l’Eremo Santa Caterina del Sasso.
Dal Santuario riprendi Via Santa Caterina verso nord e svolta a destra su Via Verbano, che diventa SP69. Continua sulla Strada Provinciale 32dir d’Eremberto verso Gemonio, saluta le sponde del Lago Maggiore per entrare nell’entroterra varesino. Percorri la SP1 verso Gavirate, con un paesaggio che inizia a cambiare volto. La SP1 conduce a Oltrona al Lago, il comune affacciato sulla punta orientale del Lago di Varese. Nei dintorni, è possibile visitare il Parco delle Cinque Piante, che prende il nome dai cinque alberi sulla cima della collina e offre una bella vista sul Campo dei Fiori e sul Lago di Varese. Si può anche visitare la Parrocchia Ss. Vitale e Agricola (chiesa di Oltrona), un punto panoramico molto bello.
Da Oltrona al Lago continua su Via Giovanni Macchi e segui le indicazioni per Varese. La strada continua su Via Francesco Daverio, Viale Piero Chiara e Via Metastasio fino a Via Giuseppe Bernascone. Il centro di Varese è molto elegante e qui non può mancare una visita alla Basilica di San Vittore, col bellissimo campanile barocco alto 77 metri e il Battistero di San Giovanni, la parte spirituale della “Città Giardino” con una facciata neoclassica e interni stupendi. Per gli amanti del trekking, c’è il Parco Campo dei Fiori, una riserva naturale con molti sentieri escursionistici e panoramici; qui si trova anche l’Osservatorio Astronomico G.V. Schiaparelli.
Dal centro di Varese, prendi Via Luigi Sacco per Viale XXV Aprile, poi vai su Via Filippo Corridoni verso il Lungolago della Schiranna. Alla rotonda rimani sul lungolago (seconda uscita) che diventa SP1. Imbocca la SP36 per raggiungere Osmate, piccolo centro strategicamente posizionato tra due laghi: il Lago di Comabbio a sud e il Lago di Monate a nord. È il punto più particolare dell’itinerario.
Per il ritorno verso Arolo, vai a nord-ovest su Via G. Marconi che diventa SP33, poi svolta a destra su Via Solferino tenendo la SP33. Gira a sinistra su Largo D. Bozza che diventa SP36 e fatti le rotonde rimanendo su Via E. Fermi che, alla terza rotonda, diventa SP69. Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la SP69, la SP32dir, la SP1, la SP36 e la SP33.

Immagina un secondo di essere un ricco mercante del XII secolo; ti chiami Alberto Besozzi e ti trovi in mezzo a una tempesta sul Lago Maggiore che vuole inghiottirti con la tua barca. Fai una promessa: se sopravvivi ti dedichi al Signore. Questo è esattamente l’episodio che si verificò intorno al 1170, quando Alberto si salvò dal naufragio e si ritirò come eremita in una grotta di Leggiuno, sulla parete rocciosa del Lago. Così nacque l’Eremo Santa Caterina del Sasso.
Alberto visse nella sua grotta per anni, finché la sua fama di santità non si diffuse tra i fedeli. In questo modo nacque il primo nucleo del monastero che, col passare dei secoli, si arricchì di edifici e decorazioni fino al complesso attuale. La denominazione del Sasso viene dalla posizione, visto che l’eremo è costruito direttamente nella roccia, aggrappato alla parete sovrastante il Lago Maggiore. Venne dedicato alla martire di Alessandria d’Egitto.

La parte migliore dell’Eremo Santa Caterina del Sasso è l’architettura “impossibile”. Il complesso si allarga su due livelli, seguendo naturalmente la roccia, e crea un insieme armonioso che sembra crescere direttamente dalla, e non sulla, montagna. Tra Duecento e Trecento, la struttura inglobò vari edifici sacri, incluse le costruzioni per Santa Maria Nova e San Nicolao, oggi parte della visita. La chiesa conventuale (ben affrescata con opere medioevali e rinascimentali) è uno splendore. La parte spettacolare, però, si trova all’inizio: l’ascensore panoramico scavato nella roccia è meraviglioso. Un impianto inaugurato negli anni ’80, con un dislivello di 51 metri e capienza fino a 12 persone. Evita di dover salire ben 268 gradini.
L’Eremo di Santa Caterina del Sasso è un luogo di pellegrinaggio molto noto e apprezzato. Le classiche celebrazioni religiose si alternano alle visite turistiche; la comunità francescana di Betania custodisce il santuario e, nella bella stagione, organizza concerti ed eventi culturali che, giustamente, sfruttano l’acustica naturale dell’Eremo. La vista dal terrazzo è impressionante, perché spazia dal Lago Maggiore alle montagne che fanno da cornice alle isole Borromee.
Cosa vedere di specifico all’Eremo Santa Caterina del Sasso? Sicuramente il porticato rinascimentale, che conserva i resti di un ciclo di affreschi di uno dei figli di Bernardino Luini. Imperdibili, poi, le opere di Giovanni Battista De Advocatis, incluse le vetrate istoriate, e un organo fatto da Domenico Antonio Rossi. Sono, infine, da vedere gli affreschi della cappella di San Nicolao, sopravvissuti alla Controriforma, e la salma del Beato Alberto Besozzi, nel santuario.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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