Dove la Svizzera parla italiano: è da qui passa il treno più bello al mondo

Dove la Svizzera parla italiano: è da qui passa il treno più bello al mondo

Questo passo è stato riconosciuto Patrimonio UNESCO, per i molteplici luoghi incantevoli che racchiude, tra laghi, ghiacciai, avvincenti tratti ferroviari e insolite attrazioni naturalistiche.
Antonia Festa  | 14 Feb 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

I riders che conoscono il Passo del Bernina si trovano ad attraversare Poschiavo, un tipico borgo alpino anticipato da un bellissimo laghetto. Siamo all’ingresso del grande cantone svizzero dei Grigioni; procedendo oltre il passo si va nell’Engadina e nella rinomata località turistica di St. Moritz. Al di qua del valico si respira ancora un po’ di “Italia”, sebbene siamo già oltre il confine. È un borgo dall’aspetto rurale, sobrio, circondato dalle vette alpine e con un lago ideale per passeggiate e relax. Da qui, inoltre, passa la famosa ferrovia turistica del Trenino Rosso del Bernina, patrimonio UNESCO che collega Italia e Svizzera con paesaggi magnifici. Noi, però, gireremo l’area in moto, con un bel viaggio che parte dal nord Italia. Pronti?

Passo del Bernina in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

Il viaggio dura due ore abbondanti. Da Lecco la direzione è quella della Statale SS36 del Lago di Como e dello Spluga, per poi proseguire sulla SS38 dello Stelvio, in direzione Sondrio. Continua avanti fino a Tirano e al bivio svolta a sinistra verso la dogana di Campocologno. Continua in territorio svizzero sulla strada 29 che attraversa Brusio e, poi, costeggia il Lago di Poschiavo; in pochi minuti arrivi al borgo. Per proseguire per il Passo del Bernina è sufficiente seguire la strada senza deviazioni e affrontare le curve e tornanti che portano fino alla cima a 2.328 metri di altitudine.

Un giro nel Passo del Bernina, tra bellezze naturalistiche e borghi incantati

La passeggiata più semplice nel Passo del Bernina è, certamente, quella che fa il il giro completo del lago di Poschiavo. In tutto sono 8 chilometri che si possono percorrere in meno di due ore di camminata tranquilla. Si può partire sia da Miralago che da Le Prese, i due centri affacciati sullo specchio d’acqua. Il percorso è in parte su asfalto e in parte su sterrato e lungo alcuni tratti si trovano piccole gallerie scavate nella roccia.

Il comune alpino della ferrovia del Bernina


[foto @simona flamigni/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Poschiavo (Cantone dei Grigioni, Svizzera) sorge a 1.014 metri s.l.m. nell’omonima valle, percorsa dal fiume Poschiavino. Il punto più alto del comune è la cima del Piz Palü (3.905 metri s.l.m.). Nel territorio ci sono molte cime raggiungibili a piedi, come il Pizzo Sassalb (2.862 metri s.l.m.), dal caratteristico calcare bianco, e tanti laghi alpini d’alta quota, oltre al Lago di Poschiavo.

Tra i punti di interesse, segnaliamo il Museo Poschiavino, all’interno del Palazzo De Bassus-Mengotti, che racconta la storia della valle attraverso testimonianze della vita, della cultura e dell’arte del passato. Un’altra sede del Museo Poschiavino, dedicata a 650 anni di storia locale e di vita contadina, si trova nella Casa Tomé, anch’essa nel centro storico.

A Poschiavo c’è anche la Collegiata di San Vittore Mauro, dell’alto Medioevo, con il campanile della prima metà dell’XIII secolo e una straordinaria architettura tardogotica e romanica. La Tor, invece, è un’antica torre presso la quale, tra XVI e XVII secolo, si tennero più di 300 processi per stregoneria, di cui 130 catalogati fra il 1631 e 1753, con gli atti processuali ancora consultabili nell’archivio comunale.

Merita, infine, una visita il Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia, una millenaria attrazione naturale. Si trova a 500 metri circa a sud della stazione ferroviaria di Cavaglia ed è raggiungibile attraverso un sentiero ben segnato. Il Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia stupisce il visitatore con le “marmitte dei giganti“, ovvero enormi buche delle rocce, formate in seguito alla potente e costante pressione dell’acqua del ghiacciaio nel corso dei millenni, talmente profonde da poter contenere… un gigante!

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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