Il borgo bianco della Valle d'Itria: i suoi ventimila trulli ti incanteranno immediatamente

Il borgo bianco della Valle d’Itria: i suoi ventimila trulli ti incanteranno immediatamente

Scopri Locorotondo, il borgo bianco della Valle d’Itria: un viaggio tra trulli, panorami fiabeschi e itinerari tra Bari, Monopoli e Fasano.
Edoardo Galeani  | 26 Feb 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Tra le dolci colline costellate di alberi d’ulivo e vigneti nel cuore della Valle d’Itria sorge un piccolo borgo, tra i più incantevoli della Puglia. Oggi fa parte dei Borghi più belli d’Italia e si trova nella provincia di Bari. Un vero e proprio gioiello che grazie ai suoi muretti a secco, masserie, trulli ed il bianco delle sue case è in grado di disegnare un panorama quasi fiabesco. Si tratta di Locorotondo, qui ci si può immergere in luogo magico, dove ogni scorcio può diventare una fotografia perfetta.

Locorotondo in moto. L’itinerario

Percorso

In questo viaggio alla scoperta dei trulli e della magia di Locorotondo partiamo da Bari. Da qui si affronta un percorso che si sviluppa su gran parte della costiera adriatica per poi rientrare nell’entroterra e scoprire un altro volto della realtà pugliese. Saliti in sella scopriamo nel nostro viaggio anche altri piccoli comuni del territorio. Una volta partiti si prende la SS16 da via Caldarola e la si percorre per 5km, da qui la si segue fino ad Area Produttiva. Poi si prende l’uscita Monopoli Nord da SS16 dopo 35,2km e si continua su viale Aldo Moro. Una volta qui si prende via Marina del Mondo in direzione di via Capitano Pirrelli a Monopoli e dopo 4km ecco la prima tappa. Siamo a Monopoli, piccolo comune in provincia di Bari tutto da scoprire.

Dopo una breve pausa si riparte cominciando a prendere la strada verso l’entroterra pugliese. Da qui si prende SS16 da via Magenta e via amleto Pesce e si segue in direzione di corso Garibaldi/SP4 a Fasano. Una volta qui si prende l’uscita Fasano Centro da SS16 dopo 13,8km. Una volta entrati ecco l’ultima tappa prima della destinazione finale: Fasano. Ripreso il cammino per lo sprint finale si prende la SS172 per quasi 10km. Dopodiché si svolta a destra su via Alberobello/SS172 ed eccoci alla nostra destinazione: Locorotondo. Con un viaggio che parte da Bari ed arriva a Locorotondo avremo scoperto le due facce della Puglia. Per un totale di 1 ora e 16 minuti e 71,7km di viaggio.

Locorotondo, le origini

La storia di questo borgo risale all’epoca medievale. Tutto si sviluppò attorno ad un piccolo insediamento agricolo. Il nome Locorotondo deriva dal latino: “locus rotondus” (luogo rotondo) e richiama la particolare forma circolare del centro storico. In origine questo borgo si chiamava Casale San Giorgio, per via del santo protettore del paese. Ma a seguito dell’ampliamento e quindi della trasformazione in pianta circolare divenne prima Casale Rotondo, poi Luogorotondo ed infine Locorotondo.

Nel corso dei secoli il paese fu conteso da diverse famiglie nobiliari tra cui i Sanserverino e gli Argonesi, tanto da influenzarne l’architettura ed anche l’organizzazione urbana. Il terreno fertile e la posizione strategica hanno permesso a Locorotondo di svilupparsi e crescere come centro agricolo e vitivinicolo.

Il borgo bianco e la magia dei trulli

Uno degli elementi che più contraddistingue Locorotondo e lo rende famoso a chi viene in visita è il suo essere definito il “borgo bianco” della Valle d’Itria. Questo è dato dalle sue case completamente imbiancate a calce che riflettono la luce del sole e regalano un effetto visivo veramente unico. Le stradine in lastricato del centro storico e le famose “cummerse”, le abitazioni con tetto a spiovente in pietra, contribuiscono a rendere il centro un vero capolavoro di armonia e bellezza. Ma ciò che rapisce di più lo sguardo dei visitatori è il paesaggio circostante, arricchito dai ventimila trulli, le celebri costruzioni in pietra dal detto a forma conica tipiche della Puglia. Nonostante Alberobello, che dista pochissimo da qui, sia il più famoso per queste strutture, Locorotondo sa offrire una visione più autentica e diffusa dei trulli. Sono immersi nella natura e spesso ancora abitati, oppure vengono utilizzati come masserie e strutture ricettive.

Passeggiare tra queste costruzioni significa entrare in un mondo al di fuori del tempo, dove la pietra racconta storie antiche ed il silenzio della campagna restituisce un’esperienza di viaggio suggestiva.

Edoardo Galeani
Edoardo Galeani

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.

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