È la strada d’oro delle Alpi: da più di 2000 anni, cercatori e turisti passano da qui

È la strada d’oro delle Alpi: da più di 2000 anni, cercatori e turisti passano da qui

È lo storico passo tra Lombardia e Svizzera noto per le curve adrenaliniche, i panorami fiabeschi e la natura incontaminata. Percorrerlo è un’esperienza imperdibile per i motociclisti.
Antonia Festa  | 02 Mar 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

C’è una strada, a poca distanza dal confine italiano, conosciuta già in epoca romana. Sul Passo dello Spluga (o Passo Spluga) c’erano dei giacimenti d’oro e un impero in via di espansione in tutta l’Europa continentale (e non solo) aveva bisogno di questo metallo prezioso. Così, quella che era solo una zona di montagna anche piuttosto inaccessibile, divenne una mulattiera e oggi è uno dei percorsi motociclistici più belli d’Europa. Pronti a scoprirlo?

Passo Spluga in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Il nostro percorso sulla strada d’oro parte da Montespluga, nei pressi dell’omonimo lago alpino, a una altitudine di 1.908 metri. Con le sue poche decine di abitanti, che appartengono ufficialmente al comune di Madesimo, Montespluga è l’ultimo avamposto italiano prima della “scalata” al passo dello Spluga, che segna il confine italo-svizzero. Si tratta di una salita che, in condizioni climatiche favorevoli, non riserva particolari difficoltà. Percorrerla durante i mesi estivi (generalmente fino a ottobre) è piuttosto facile e piacevolmente emozionante.

Una volta oltrepassato il confine, si entra nel territorio svizzero di Splugen, il “corrispettivo” elvetico di Madesimo; qui si può fare una sosta presso l’accogliente Berghaus Splügenpass, una sorta di “autogrill di montagna”, un rifugio che si trova intorno ad alcuni torrenti, come il Lengeggbach. Da qui parte la discesa verso il territorio svizzero “vero e proprio”, proseguendo sulla strada segnata dal confine italiano, costeggiata dallo scorrere del torrente Huschrenbach. Dopo circa 20 chilometri, si arriva finalmente a Splugen, sulla quale insiste la Strada 13, una delle principali rotte di collegamento interno in Svizzera.

Un po’ di storia dello Spluga, la ‘via aurea’ dell’antica Roma

Il Passo dello Spluga vero e proprio, come lo conosciamo oggi, risale all’Ottocento. Fu costruito tra il 1821 e il 1823 e presenta moltissimi tornanti e deviazioni, con pendenze fino al 10%, che superano questo tratto alpino a metà strada tra la Lombardia e il Grigioni, uno dei due cantoni svizzeri dove si parla anche italiano.

L’origine della strada è, però, ancora più antica e parebbe risalire al I secolo avanti Cristo, quando i Romani realizzarono una via consolare che univa l’antica Mediolanum (Milano) al Lago di Costanza. Chiamata anche Via Aurea Via Drusilla Augusta (in onore della terza moglie dell’imperatore Augusto, Livia Drusilla), di questa tratta rimane solo una traccia: una pietra miliare nella zona di Arcore, poco fuori Milano. La strada fu fondamentale per permettere all’esercito dell’Urbe di conquistare la regione della Rezia nel 17-16 a.C., anche se, per gli abbondanti bacini auriferi, la zona era chiaramente molto contesa.

Il percorso “contemporaneo” è, invece, molto più recente; dopo l’invasione napoleonica del 1800 a opera del generale Macdonald, furono gli Austriaci a costruire la strada tra il 1821 e il 1823. Lo Spluga, dopo l’Unità d’Italia, divenne sempre meno frequentato, in seguito all’apertura dei più agevoli San Bernardino e San Gottardo.

Consigli utili per affrontare il Passo dello Spluga


[foto @Gherzak/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

La SS36 è chiusa da novembre a maggio, a causa delle forti nevicate sulla zona. Una volta sgombrata dal residuo nevoso, la strada è percorribile per tutta l’estate e, generalmente, anche nel mese di ottobre. L’accesso è libero per i mezzi inferiori a 18 tonnellate e con larghezza sotto i 2,3 metri. La segnalazione stradale è presente su ambedue i lati ed è facile da comprendere. Trattandosi di un paese non-UE, al confine con la Svizzera è presente un posto frontaliero, ma i controlli sono blandi visto il ridotto traffico.

Il clima sul Passo dello Spluga è fresco durante tutto l’anno, con le temperature minime che raramente salgono sopra i 10 °C. I mesi più caldi sono quelli da luglio a settembre, con le massime fino a 15 °C. In inverno si raggiungono facilmente i -10 °C e tra dicembre e febbraio sono numerosi i giorni nei quali il termometro non supera lo zero. La neve è presente in inverno ma le precipitazioni sono ampiamente possibili in autunno e primavera e, occasionalmente, anche in estate.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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