
Ci sono stati secoli bui e di superstizioni popolari, durante i quali le vittime erano donne indifese. Queste epoche sono ormai alle spalle, ma qualcosa rimane nella memoria storica dei luoghi. Triora era noto nel Cinquecento come il “paese delle streghe“, per i processi per stregoneria compiuti su diverse donne del paese. Conserva ancora questo soprannome, ma oggi è un paese serenissimo, arroccato sulle Alpi Liguri e con una vista stupenda, che corre per tutta la Valle Argentina. La “caccia alle streghe” – per fortuna – non esiste più, ma possiamo comunque andare a caccia di testimonianze e suggestioni che raccontano il passato misterioso e oscuro di quella che è stata definita la “Salem italiana“. Pronti?
Se ti piacciono i lunghi viaggi lisci e rettilinei, probabilmente non sarà il tuo itinerario preferito. Ma se ami le salite, le curve e i tornanti, allora avrai pane per i tuoi denti! Il percorso “classico” inizia da Taggia e dura poco più di mezz’ora; esci dall’autostrada A10 (Savona-Ventimiglia) ad Arma di Taggia, imbocca la strada provinciale SP548 fino a Badalucco e continua fino ad arrivare a Molini di Triora e, poi, a Triora. E l’itinerario alternativo? È più lungo e panoramico. Parti da Bordighera e prendi la SP64, che passa per Dolceacqua e Isolabona, e prosegui dritto sulla SP65, che è una sfida continua tra curve e tornanti. Arriverai a destinazione in un’ora e mezza circa.

Triora è il comune più esteso della provincia di Imperia e confina sia con il Piemonte sia con la Francia. Si trova a 780 metri di altitudine, circondato da vette che superano abbondantemente i 2.000 metri; anche se il paesaggio montano parrebbe smentirci, ci troviamo in Liguria. Si tratta di un paese appartenente al circuito dei Borghi Più Belli d’Italia e insignito del riconoscimento della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Il Museo Etnografico e della Stregoneria di Triora si trova nel Palazzo Stella, situato nel centro storico, a Piazza Reggio. Espone moltissimi oggetti che raccontano la cultura contadina e pastorale del passato. Non può mancare una sezione dedicata alla “stregoneria”, occasione per visitare i sotterranei già sede delle carceri; i documenti e le ricostruzioni presenti nelle sale e nelle celle raccontano persecuzioni e interrogatori spietati avvenuti nei processi del 1587. L’ingresso ha un costo di 3 euro e il museo è aperto durante tutto l’anno a orari alterni.
Dal 1° ottobre al 31 marzo è aperto tutti i giorni dalle 14:30 alle 18:00, mentre nei weekend e festivi anche la mattina dalle 10:30 alle 12. Dal 1° aprile al 30 giugno, è aperto tutti i giorni dalle 15:00 alle 18:00, mentre la domenica e i festivi anche dalle 10:30 alle 12:00. Dal 1° luglio al 30 settembre, l’apertura è prevista dalle 10:30 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:30.

[foto @Paolo Trovo/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Il tour non può che proseguire alla Cabotina, ovvero la casa che veniva ritenuta la residenza delle streghe. Una targa qui recita “nel sec. XVI credevasi luogo delle streghe“. Raggiungerla è semplice, basta procedere a destra appena prima di entrare nel centro storico. Al di sopra di questo edificio in pietra abitava il boia del paese e poco distante si trovava il mattatoio dove venivano celebrate le esecuzioni.
Ma chi erano queste “streghe”? Erano soprattutto anziane rimaste vedove oppure giovani provenienti da famiglie povere, che vivevano ai margini della vita sociale. Divennero il capro espiatorio individuato dalla cittadinanza quando una carestia colse il paese. Vicino al “villaggio delle streghe” c’è la Chiesa di San Bernardino, dalla vista magnifica.
A Triora di sicuro non rimarrai affamato e assetato, perché ci sono diversi locali dove gustare un delizioso piatto tipico e bere un buon bicchiere di vino. Nel centro storico, c’è L’Erba Gatta (via Roma 6), che offre squisiti piatti di carne ma anche baccalà e lumache. L’Osteria La Loggia della Strega (Via Bernardino 14), nonostante il nome “oscuro”, è un luogo incantevole, accogliente e con ottime pietanze, ma meglio prenotare per avere la certezza di trovare posto.
Dopo la visita, puoi ripartire per altri borghi della Valle Argentina: anche questi ti lasceranno… stregato!

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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