
Questa zona, che segna il confine geografico tra il nostro Paese e gli altri Stati europei, è particolarmente battuta dai motociclisti. Grazie alla presenza di ristoranti, rifugi e baite, sono tanti i riders che vi si ritrovano, percorrendo itinerari di particolare pregio turistico. È proprio qui che si trova il Passo Sella, che regala curve adrenaliniche e panorami indimenticabili. Pronti per un nuovo avvincente itinerario?
L’itinerario in questione parte da Bolzano. Prima di partire, vale la pena lasciarci attirare da alcune delle sue attrazioni principali, come il Museo Archeologico in cui è esposto Otzi, l’uomo proveniente dal ghiaccio, ma anche la centralissima Piazza Walther. Una volta usciti da Bolzano, si imbocca la strada in direzione del Monte Brennero. Un percorso che non “giunge a destinazione”, poiché si dovrà deviare dopo pochi chilometri in direzione dell’Alpe di Siusi.
Qui il panorama cambia radicalmente; non si percorreranno sentieri di rocce e ghiaia o alti tornanti in montagna, bensì una pacifica strada che passa tra boschi fitti e rigogliosi. In questo tratto bisogna prestare particolare attenzione, perché la strada risulta essere molto stretta in certi punti. Specialmente per chi si trova a guidare una maxi-enduro, è la strada perfetta, ma attenzione ai cavalli e agli animali selvatici che si possono incontrare lungo la carreggiata.
Una volta abbandonato il bosco delle Alpi di Siusi, il panorama si allarga e si scorgeranno in lontananza le alte montagne che caratterizzano le Alpi. In particolare, si noterà la vista dell’imponente Massiccio dello Sciliar che rompe la vastità monotona dei boschi di abeti. Una buona idea per questo itinerario potrebbe essere quella di prendere la seggiovia che sale a Compatsch, che giunge fino a un’altezza di ben 1.835 metri. In inverno e nei primi periodi primaverili, è ancora presente la neve.
Una volta ridiscesi, si prosegue verso la Val Gardena, terra che presenta il tipico paesaggio alpino. Da un lato si avrà la vista dei boschi di pini e abeti che si alterneranno a enormi spazi verdi e colorati, variegati dalle grandi coltivazioni o da fiori di vario genere. Molte di queste piante sono utilizzate nella preparazione di caramelle o piatti tipici. Se si è vicini all’ora di pranzo vale la pena fermarsi in uno dei diversi ristoranti collocati all’interno delle baite in legno che caratterizzano il luogo.

[foto @Olena Tur/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Lungo la strada verso il Passo Sella, ci si imbatterà nella città di Castelrotto e si arriverà poco dopo verso Ortisei, lungo una strada in discesa molto gradevole da attraversare. A Ortisei va assolutamente visitato il meraviglioso centro storico, con le tipiche abitazioni di montagna. Il paesaggio circostante, infatti, è disseminato di casette dallo stile tedesco, con il tetto spiovente e fioriere collocate praticamente a ogni finestra. Nel periodo ideale per visitare le Dolomiti – ovvero la primavera – si assiste a delle vere e proprie gare di decorazione di facciate degli edifici.
Un’altra peculiarità della zona è quella di poter portare a casa un souvenir di eccezione, acquistato in qualche bottega in cui si lavora e si intaglia il legno, un’attività tradizionale di questo luogo. Una volta finita la visita, ci si rimette in moto e si passa attraverso Santa Cristina e, poi, Selva. Da qui il tratto diventerà più impegnativo, poiché la strada sarà quasi completamente in salita e nel bosco e presenterà un elevato numero di curve e tornanti. Si procede all’ombra del Sasso Lungo e si attraversa il Passo Gardena.
Lungo il Passo Gardena si giungerà a un bivio; imboccando la destra, si arriverà alla destinazione di questo itinerario, cioè il Passo Sella, che si distingue dagli altri per essere più lungo. Questa è indubbiamente la parte più divertente di tutto il tragitto, perché la strada diventa ampia e piena di curve e tornanti, che si alternano ai rettilinei con visibilità completa per prendere un po’ di respiro prima di piegarsi nuovamente a terra verso l’asfalto.
Una strada dalla carreggiata ampia e ben tenuta, che darà la possibilità ai più tranquilli di ammirare lo spettacolare paesaggio che si poserà davanti ai propri occhi. Lungo il Passo Sella sono, inoltre, presenti diversi punti in cui poter fermare la moto e fermarsi ad ammirare il panorama. La prima parte del Passo Sella è quasi completamente in salita perché si sta andando a scalare le pendici del massiccio del Sella. A questo proposito, i più avventurosi saranno stuzzicati all’idea di abbandonare la strada principale per dedicarsi, tramite vie secondarie, alla scalata del gruppo montuoso.

Lungo il passo si incontreranno tantissimi motociclisti. Dopo aver curvato abbondantemente fra le strade ricche di alpeggi da un lato e imponenti montagne dall’altro, il ritorno verso Bolzano si fa passando per il Passo Pordoi verso Canazei. Da qui si imbocca il Vigo di Fassa in direzione del Passo di Costalunga. A questo punto, prima di tornare a Bolzano, consigliamo di deviare di qualche chilometro verso il Lago di Carezza, chiamato anche ‘Lago Arcobaleno‘ per via degli spettacolari colori che lo caratterizzano. C’è una leggenda che narra che questo nome derivi da un mago che gettò l’arcobaleno stesso nelle acque a causa di un amore non corrisposto.

Il Passo Sella, attraversato dalla SS242 della Val Gardena e Passo Sella, si inerpica lungo le sponde delle Dolomiti, fino ai 2.240 metri di altitudine. Un livello ragguardevole, non certo da record, al quale fa da contraltare la pendenza piuttosto impegnativa, con un massimo dell’11%.
Il valico è detto Jouf de Sela in ladino fassano e Jëuf de Sela in ladino gardenese. L’influenza ladina, in questo territorio, è, infatti, estesa anche alla toponomastica di luoghi e strade. L’importanza del Sella non è legata solo al mondo motociclistico, ma anche alle due ruote ciclistiche. Non a caso, qui è passato per molte volte il Giro d’Italia e vi si tiene la manifestazione Sellaronda Bike Day. Dal 2017, nel periodo estivo, la circolazione sul Passo Sella è limitata a un numero prestabilito di mezzi a motore. La decisione, che ricade nell’iniziativa Green Days, vuole promuovere la mobilità sostenibile soprattutto in alta quota.
Sul Passo Sella non mancano le strutture ricettive e di accoglienza rivolte al vasto pubblico turistico. In particolar modo, possiamo evidenziare la presenza di due rifugi. Il Rifugio Salei, situato a 2.225 metri di altitudine, che domina il percorso del Sellaronda (il Giro dei Quattro Passi). Non un rifugio vecchio stile, ma un vero e proprio luogo del wellness. È, infatti, dotato di ristoranti, lounge bar, Spa, sauna e piscina con una vista mozzafiato sul Passo Sella.
L’Hotel Passo Sella Dolomiti Mountain Resort, poi, è una splendida struttura a 4 stelle (la prima delle Dolomiti con questo rating sopra i 2.100 metri di quota), immersa in uno scenario stupefacente. Direttamente prospiciente le piste da sci, è dotato di camere standard, superior e suite di altissimo livello.
Ma presso il Passo Sella è possibile trovare decine di hotel dedicati al turismo, motociclistico e non solo, aperti 12 mesi su 12. La zona è, infatti, una pregevolissima meta turistica durante tutto l’anno. In inverno, è possibile approfittare delle piste da sci e gli impianti di risalita, mentre in estate si possono organizzare lunghe e piacevoli escursioni ad alta quota.

Il clima sul Passo Sella è generalmente paragonabile a quello di qualsiasi altra meta di montagna a una quota di 2.000 metri. Le estati, piuttosto brevi, si presentano con giornate miti (intorno ai 20 gradi) e con notti fresche, intorno ai 10-12 °C. Gli inverni sono lunghi e con una prevalenza di precipitazioni nevose da novembre fino a marzo-aprile. In alcuni casi, è possibile trovare la neve anche a giugno o settembre. Le temperature tendono a scendere intorno allo zero già da ottobre.
Le strade delle Alpi sono adatte a tutti i tipi di moto, ma si rivelano piuttosto impegnative, data la presenza di curve e tornanti. Sono, quindi, raccomandate gomme in ottimo stato e protezioni prima di mettersi alla guida. Nell’attraversare i diversi passi, i dislivelli sono parecchi; di conseguenza, gran parte dell’itinerario si svolgerà in salita oppure in discesa.
Il periodo migliore per visitare il Passo Sella è la primavera o l’estate. Passando fra zone aperte e zone boschive, sono da tenere in considerazione gli sbalzi termici a volte piuttosto rigidi, quindi è consigliato un abbigliamento a strati.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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