Sulle sponde del Mincio si trova il borgo che ti farà dire Grazie: bagnato da acque colorate e fiori di loto

Sulle sponde del Mincio si trova il borgo che ti farà dire Grazie: bagnato da acque colorate e fiori di loto

Questo borgo nel mantovano merita assolutamente una visita se amate le architetture gotiche, la storia, l’arte e la buona cucina. Ogni anno, qui si tiene un evento molto suggestivo.
Antonia Festa  | 11 Mar 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

In Lombardia, c’è un borgo dal nome insolito, che merita l’attenzione degli amanti delle due ruote. Per raggiungerlo, proporremo un percorso abbastanza lungo, di poco più di 250 chilometri, che ripercorre il famoso “quadrilatero” difensivo austriaco, utilizzato durante ben tre guerre d’indipendenza e che comprende i territori di Peschiera del Garda, Mantova, Legnago e Verona. Si tratta di un sentiero che farà felici gli appassionati di storia, che potranno godersi la meta finale: Grazie. Pronti per questa affascinante avventura, TrueRiders?

Grazie in moto. L’itinerario

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Itinerario

Le curve sono poche, visto che ci troviamo nel bel mezzo della Pianura Padana. E allora, mettetevi in sella a una bella custom luccicante e partite; mantenete una velocità di 80-90 km/h, casco aperto, parabrezza che protegge dall’aria frizzantina ma che, comunque, lascia percepire abbondantemente i profumi che il paesaggio sprigiona. Si parte da Cremona e si punta verso nord, completamente dal lato opposto rispetto a Grazie, ma questo viaggio è l’occasione giusta per scoprire a fondo tantissimi posti lombardi. Raggiunta Brescia, virerete con decisione per raggiungere prima Peschiera e poi Verona, località che valgono una sosta.

Dalla provincia veneta, metterete la prua verso sud-est e, in un’oretta, raggiungerete Legnago, la terza fortezza. Non prima di aver svoltato verso ovest, arriverete a Mantova, ultima fermata prima del capolinea: Grazie di Curtatone.

Grazie alle grazie i Gonzaga fondarono Grazie

Grazie oggi è una splendida frazione del comune di Curtatone e nacque attorno a una chiesa eretta durante l’XI secolo, intitolata alla Madonna delle Grazie. Qui, era collocata un’immagine sacra della Vergine con il Bambino a cui i locali attribuivano poteri taumaturgici. Il culto ebbe, poi, un ulteriore incremento quando, sul volgere del XIV secolo, la famiglia Gonzaga fece costruire un monastero in onore della Vergine delle Grazie, che aveva salvato la popolazione locale da una tremenda pestilenza. Il complesso venne inaugurato nel 1398 e tutt’oggi è uno dei principali siti artistici e religiosi di tutto il mantovano. Famosa è, infatti, la celebrazione del 15 agosto, giornata in cui si tiene l’Incontro Nazionale dei Madonnari, artisti specializzati nel realizzare immagini sacre estemporanee sul selciato, che qui si radunano colorando di vivaci tinte il borgo.

Tra piatti tipici e decorazioni sui generis


[foto @freevideophotoagency/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Ma, a prescindere dal periodo di festa, Grazie e il suo Santuario meritano sempre una visita, se non altro per gustare il cotechino, prelibatezza locale, o per ammirare le ricchissime, vivaci e, a tratti, bizzarre decorazioni interne della chiesa. I fedeli, in passato, avevano l’abitudine di portare un manichino di cartapesta raffigurante un pericolo scampato, come tributo alla Madonna.

Nei secoli si è, quindi, formata una nutrita schiera di figure popolari che oggi sono parte integrante dell’apparato decorativo; e, per non far mancare altre bizzarrie, dal soffitto pende anche un coccodrillo imbalsamato, applicato fra il XVI e il XVI secolo.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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