
In lingua berbera, il suo nome significa silenziosa. Ed è proprio questa la prima sensazione che rompe l’apparente monotonia del deserto marocchino, raggiungendo Ouarzazate. Un silenzio che in realtà corrisponde solo a parte dell’identità contemporanea di questa città che da molti è stata ribattezzata la Hollywood del deserto. Un esercizio stilistico che ci narra parte della sua storia, fatta sì di tradizione ma anche di una certa flessibilità e di una riconoscibilità che traspare nelle tantissime pellicole girate da queste parti, lungo i monti dell’entroterra del Marocco, in un contesto decisamente “da grande schermo”. Andiamo a scoprirla insieme.
La qasba di Ouarzazate, fulcro storico della cittàOuarzazate, la Hollywood del deserto. Situata a quasi 1200 metri di altitudine, fu ampliata durante il controllo francese nella prima metà del Novecento, ma è una antica città berbera, il popolo che costituisce il nucleo originale del Marocco, e per il quale la città prende il nome di Warzazat.La città, non distante dalle suggestive Gole del Dadès (altra meta motociclistica di sicuro rilievo) ha prestato le sue scenografie urbane a innumerevoli pellicole, da Lawrence d’Arabia a L’uomo che volle farsi re. Imperdibile la visita alla qasba Taouirt, la cittadella antica ancora perfettamente conservata e perfetto esempio dell’architettura mudejar. La casba fu progressivamente abbandonata dagli abitanti negli anni ’30, ma una musealizzazione ben studiata le ha permesso di essere conservata, divenendo un vero e proprio monumento e il punto focale del turismo in città, che altrimenti si espande all’esterno, circondata da montagne spesso innevate per buona parte dell’anno.
La Moschea di Hassan II a Casablanca è il più grande luogo di culto islamico del MaroccoQuando uscì al cinema, nel 1942, Casablanca (con Humprey Bogart, Ingrid Bergman e Paul Henreid) divenne subito un fenomeno di costume, nonostante il periodo bellico. L’immagine della città oggi è decisamente diversa però da quella fiabesca che oggi ha più di ottant’anni, e Casablanca è divenuta una metropoli moderna, punto fermo dell’economia marocchina ma dove al tempo stesso non mancano testimonianze del passato che fu. Esempio di legame tra passato e presente è la magnifica Moschea Hassan II, con il suo minareto alto 210 metri, completata negli anni ’90 e ispirata alle tradizionali architetture islamiche. Tra i luoghi imperdibili in città anche la Nuova Medina (Habous), con la sua tipica architettura che mescola elementi arabeggianti e andalusi, e la Corniche, lunghissima passeggiata alberata fronte mare, arricchita dalla presenza di locali dove provare la gustosa cucina marocchina.
Punto di riferimento per il turismo del Marocco e dell’intero Maghreb, Marrakesh raccoglie milioni di visitatori ogni anni. Nonostante abbia subito un profondo rinnovamento nel corso degli ultimi 50 anni, ha saputo mantenere il fascino estremo e esotico di una città che ha ancora nella sua medina il nucleo della vita di tutti il giorni. Piazza Jemaa el-Fna, il suo cuore pulsante e vivo, è un enorme mercato a cielo aperto, palcoscenico di artisti e incantatori di serpenti, luogo di ritrovo e meta irrinunciabile. Alla pari dei coloratissimi Giardini Majorelle, la cui fama si deve a Yves Saint Laurent, che la comprò e vi visse per anni, dandole nuova vita ma mantenendo inalterato lo stile architettonico. Ammirabile solo all’esterno, la Moschea Koutoubia è un simbolo della fede islamica, mentre visitabile è la Medina con le sue centinaia di artigiani e venditori.
Giornalista, appassionato di viaggi e tecnologia, ho iniziato a occuparmi di TrueRiders sin dalla sua fondazione nel 2015. Mi piace raccontare il modo attraverso numeri e curiosità, perché ogni viaggio è un'esperienza da raccontare e condividere
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