
Ubicato nella zona più settentrionale del Friuli-Venezia Giulia, poco sotto al confine con l’Austria e tra le splendide vette delle Alpi Carniche, Sella Chianzutan è un passo montano molto ambito dagli amanti delle due ruote, poiché offre un percorso di difficoltà intermedia, che consente di godere dei meravigliosi paesaggi alpini tra i quali si snoda. Creato intorno alle vecchie piste da sci di Tolmezzo, il percorso attraversa luoghi ricchi di storia e di cultura della Carnia, terra antica e dalla natura incontaminata, offrendo scorci che culminano in uno specchio d’acqua ben nascosto, il Lago di Verzegnis, dove la natura regna sovrana. Partiamo?
La bellissima strada che collega le due note località di Sella Chianzutan e Verzegnis è comunemente considerata una vera “pista permanente“, poiché impiegata anche per raduni e competizioni ufficiali di moto e auto. Il breve, ma straordinario, circuito si trova a pochi chilometri da Tolmezzo, ridente località friulana che costituisce il centro più importante della Carnia, tanto da rappresentarne il capoluogo. Proprio da Tolmezzo, tramite la SP1, si raggiunge agevolmente Verzegnis e si prosegue sulla medesima Strada Provinciale per circa 10 chilometri, finché non si raggiunge il passo di Sella Chianzutan, a un’altitudine di 954 metri sul livello del mare.
Il percorso, interamente asfaltato, si presenta in ottimo stato, dalle curve che si susseguono in serie, da affrontare lentamente, al rettilineo veloce e invitante, dove il repentino aumento di velocità è d’obbligo. La lunghezza piuttosto limitata del tracciato, inoltre, richiede una costante concentrazione, mentre almeno quattro stretti tornanti, immediatamente successivi a tratti lineari e tranquilli, necessitano di attenzione continua. Circa 550 metri di dislivello separano i due estremi del tracciato, che diventa più accidentato nel secondo terzo, quando la provinciale lambisce il Lago di Verzegnis e dona il piacere indescrivibile di guidare tra paesaggi mozzafiato.

La Carnia è una regione geografica storica del Friuli-Venezia Giulia, del quale occupa la propaggine più a nord. La morfologia di questa zona è caratterizzata dalla presenza di ben sette valli, ognuna delle quali ha preso il nome dal torrente che l’attraversa. Proprio la natura possente e incontaminata che domina le valli carniche rende questo territorio un sito ricercato da amanti della natura, del trekking, delle escursioni e dell’alpinismo.
Nel corso delle lunghe passeggiate tra i boschi e sui versanti dei maestosi rilievi che caratterizzano la Carnia, infatti, non è raro imbattersi in ruscelli e cascate dal suono argentino e vivace, in verdi pascoli alpini e in simpatiche famiglie di marmotte e caprioli. Bellissimi borghi, composti da tradizionali case in pietra e legno, ravvivati dalla presenza di antiche botteghe artigianali e fervidi mercatini, donano folklore e colore alla regione, sia d’estate, quando il verde dei prati e degli alberi inonda i panorami, sia d’inverno, quando è il candore della neve a uniformare i paesaggi.

Le caratteristiche geografiche della Carnia hanno sempre fatto, di questa regione, un passaggio obbligato per gli spostamenti dal Friuli-Venezia Giulia alla Carinzia o dalle Dolomiti del bellunese alla pianura friulana. Uno dei passi più importanti della regione, che conduce verso l’Austria, è stato uno scenario della Prima Guerra Mondiale. Riconosciuto come valico di fondamentale importanza tra il Friuli e la Carinzia, nel 1915 fu profondamente militarizzato e, ancora oggi, si leggono con chiarezza i segni delle violente battaglie che qui si sono svolte. Sentieri, trincee, baraccamenti e piccole caserme si susseguono in grandi e affascinanti musei all’aperto, dove è possibile rivivere i difficili momenti della Grande Guerra.
Ma non è solo la storia del secolo scorso a emergere dalle pieghe di questo territorio. Ben altre epoche storiche sono, infatti, riscontrabili nelle numerose e antiche tracce che spuntano un po’ ovunque, in Carnia. Scavi archeologici e reperti risalenti a secoli remoti rimandano ai Carni, antica popolazione che, tra il V e il II secolo a.C., si stabilì in questa terra. Non mancano testimonianze di civiltà successive, come il sito archeologico romano di Val de Brut, dove si ammirano, accanto alle antiche abitazioni, la basilica, il foro e un magnifico tempio. Nella straordinaria Valle del Tagliamento, invece, è visibile la rassegna completa dell’arco temporale che va dal Neolitico al Medioevo.

Il Lago di Verzegnis è un gioiello d’acqua selvaggio che emerge tra le vette della Carnia. Nacque negli anni ’50 dallo sbarramento del torrente Ambiesta tramite una diga ad arco alta una sessantina di metri, per un’estensione di 1.5 chilometri. Con un sentiero ad anello di 3 chilometri lo si può percorrere per bene. Non è, però, adatto alla balneazione.
La zona del Lago di Verzegnis e della Sella Chianzutan si caratterizzano per il clima tipicamente alpino, con inverni piuttosto freddi ed estati brevi e tiepide. Durante il periodo tardo autunnale e invernale le minime sono stabilmente sotto zero (-2 °C a novembre, -7 °C a gennaio). In estate, le minime oscillano tra 1o e 11 °C e le massime non superano i 23 °C. La piovosità è piuttosto accentuata, con un picco positivo in giugno e novembre (140 mm/mese) e uno negativo fra gennaio e marzo (60 – 70 mm/mese). In generale, cadono sulla località quasi 1.300 millimetri di pioggia all’anno.
Presso il passo Sella Chianzutan consigliamo di fare una sosta al Bar Ristorante da Gioia. Il menù casalingo prevede piatti semplici e genuini, dove primeggiano i formaggi locali e il celebre prosciutto di San Daniele, ma anche primi e secondi piatti a base di selvaggina, come il cervo. Tra i dolci, va assaporato lo strudel, realizzato con le ottime mele delle valli e il rinomato miele locale, ma è da provare anche la crostata farcita con abbondante marmellata ai frutti di bosco. Solo dopo il caffè, con il palato deliziato dai sapori tipici della Carnia e gli occhi colmi della bellezza dei panorami, il viaggio potrà continuare.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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