Il meraviglioso borgo delle erbe del basso Lazio: un piccolo gioiello nascosto

Il meraviglioso borgo delle erbe del basso Lazio: un piccolo gioiello nascosto

Un borgo medievale nel cuore della Ciociaria, famoso come “paese delle erbe”, tra natura, storia e un suggestivo itinerario in moto.
Edoardo Galeani  | 23 Mar 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Ci troviamo nel basso Lazio, nel cuore della Ciociaria dove sorge un piccolo borgo medievale a circa 586 metri d’altitudine sui Monti Ernici. A pochi chilometri di distanza da Frosinone, questo luogo è circondato da boschi, vallate e spettacolari fenomeni carsici. Siamo a Collepardo, una delle mete più autentiche e spesso meno conosciute della Regione Lazio. Famoso per le sue grotte e soprattutto per essere “il borgo delle erbe”. Un’identità che andremo a scoprire e che lo rende davvero unico in tutta l’area.

Collepardo in moto. L’itinerario

Percorso

Abbiamo previsto un viaggio circolare che parte da Frosinone e lì ritorna, andando a toccare altri famosi comuni laziali nel cuore della Ciociaria. Saliti in sella si prende via Aldo Moro e via Tiburtina fino a via per Fiuggi per 1,9km. Da qui seguiamo SR155 in direzione di via Cabina Porpuro/SP48 ad Alatri e ci restiamo per 12,4km. Una volta qui si continua su SP48 per altri 5km ed avremo raggiunto la prima tappa del nostro itinerario. Eccoci a Collepardo. Dopo essere saliti, rispetto al punto di partenza, continuiamo nella parte più a nord della Ciociaria andando a toccare il secondo comune: Fiuggi.

Si procede, infatti, verso via Cannavie (sempre su SP48) per 5km. Qui svoltiamo a destra per prendere SR155 e la seguiamo per circa 13km. Superata una rotonda, prendendo la prima uscita, svoltiamo a destra per prendere strada Comunale Caiano/SP147. Dopo 1,3km svoltiamo leggermente a destra e si prende via Armando Diaz/SP147. Di nuovo svoltiamo a destra per Contrada dei Casali/SP147 ed eccoci alla nostra seconda tappa.

Dopo una piccola sosta possiamo ripartire andando a prendere la Superstrada Anticolana/SR155racc e la seguiamo per 14km. Da qui inizia la discesa per tornare al punto di partenza. Dopo il tratto in superstrada si prende l’uscita verso Anagni, svoltiamo a sinistra per Strada Provinciale 118. Da qui si svolta a sinistra e si prende via Cerere Navicella/SP25 per 2,5km. Continuando poi su viale Roma/SP25, alla rotonda prendendo la prima uscita ci ritroviamo su via dello Spizzone/SP26 e dopo pochi metri eccoci ad Anagni. Da qui il viaggio prosegue verso l’ultima tappa prima di arrivare a destinazione.

Ci spostiamo verso Ferentino seguendo SP26 per poi prendere via Casilina/SS6 in direzione via Nocicchia a Ferentino per 6km. Da qui si continua su SP49 in direzione viale Guglielmo Marconi/SP24 a Ferentino. Dopo quasi 3km eccoci all’ultimo comune nel nostro percorso. Da qui il ritorno ci occuperà solo 11,6km per circa 17minuti di viaggio. Seguendo via Casilina/SS6 in direzione Frosinone per 8,6km ecco che saremo tornati al punto di partenza.

Un percorso alla scoperta di Collepardo e toccando altri piccoli comuni Ciociari che ci ha tenuto occupati per 85,3km ed 1 ora e 48 minuti di tragitto.

Collepardo: un borgo antico che profuma

Questo borgo affonda le sue radici nel VI secolo, precisamente quando le popolazioni di questa zona iniziarono a stabilirsi sotto il dominio di Teodorico, facendo nascere una comunità strutturata. Collepardo ha poi vissuto fasi di dominio e sviluppo per lo più sotto il controllo di importanti famiglie ed anche dello Stato Pontificio. Nel corso dei secoli ha attirato comunità di monaci ed eremiti che scelsero questo territorio come dimora, attratti dalla solitudine che lo caratterizza. Nonostante le origini di Collepardo facciano riferimento al VI secolo, è al periodo medievale che invece risalgono le mura che oggi circondano il centro storico fatto di vicoli, piazze e chiese di pregio che si intervallano a scorci pittoreschi.

Ciò che primariamente distingue Collepardo è il suo profondo legame con le erbe officinali. Da diversi secoli è riconosciuto come il “borgo delle erbe”, a causa della ricchezza della flora che cresce spontanea sui monti Ernici, ma anche grazie alla tradizione erboristica che è stata tramandata. Oggi, infatti il borgo ospita un orto botanico tra i più importanti di tutto l’Appennino, ed anche un museo che ospita corsi di erboristeria. Il Giardino Botanico della Flora Ernica custodisce ben 500 specie spontanee della flora appenninica. La ricchezza di erbe che crescono in questo territorio permette anche di farne un uso mirato e rispettoso.

La purezza dei fiori, piante ed erbe consente la produzione di liquori, distillati ed estratti per pasticceria, oltre ad integratori alimentari. L’esempio più noto è quello di una famiglia che agli inizi del ‘900 ha aperto una liquoreria alla quale si deve la conoscenza e diffusione della sambuca realizzata dai monaci.

Edoardo Galeani
Edoardo Galeani

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.

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