
La Provenza, così vicina all’Italia eppure profondamente diversa. Questa regione ha sempre richiamato a sé artisti come Cézanne e Van Gogh, per le incredibili sfumature violette della lavanda, per i pittoreschi borghi arroccati sulle colline o per le loro variopinte finestre. Questa regione della Francia meridionale emana un fascino ineguagliabile e, dunque, vogliamo proporvi un itinerario lungo la Strada della Lavanda che tocca alcune delle cittadine più caratteristiche e meno conosciute della Provenza. Pronti per un’avventura d’altri tempi?
Cavaillon è il punto di partenza dell’itinerario. Seguiamo Avenue John Fitzgerald Kennedy e prendiamo la D15 e poi, raggiunto Coustellet, procediamo in direzione est da Route d’Apt/D900 verso Rue lou Marca. Da Bonnieux, seguiamo D36, poi su Ancien Chemin de Lourmarin e, infine, imbocchiamo la D232. Qui si aprono infiniti campi di lavanda che arrivano sino a Saignon, nel territorio Plateau du Claparèdes. Arrivati a Buoux, Val des Loubès/D113 è la strada che dobbiamo seguire fino a Les Agnels, dove si trasforma in Avenue des Bories/D113.
Imbocchiamo Place du Septier in direzione di Rue du Septier e andiamo ad Apt, dove ci immettiamo sulla D48 fino a Saignon. Continuiamo sulla A51 a Venelles e seguiamo la A8 fino a Mandelieu-la-Napoule, dove prendiamo l’uscita 41. La strada successiva sarà la D1009. Ed eccoci ad Auribeau-sur-Siagne. Prendiamo A8, poi la A57 in direzione di Route des Sources/D82 a Le Castellet e, infine, prendiamo l’uscita 11 da A50. A Le Castellet prendiamo la A50, entriamo in A8 e continuiamo su A51 fino all’ultima destinazione: Le Château du Bois.

Gli infiniti campi di lavanda del Plateau du Claparèdes si estendono tra Bonnieux e Saignon, ma anche verso Les Agnels si intensificano le distese viola. Sempre da Saignon possiamo allungarci fino ad Auribeau, un borgo in pietra medievale a soli quaranta chilometri da Nizza che sorge nel cuore delle Alpi Marittime.
Le Castellet è un altro imperdibile borgo tipicamente provenzale, che sorge nel cuore dei vigneti Bandol ed è noto per l’automobilistico Circuito Paul Ricard. A Le Castellet, o meglio Coustellet, seconda tappa del nostro percorso, è possibile fare una profumatissima visita nel Museo della Lavanda. Qui è possibile visitare i campi, acquistare prodotti realizzati con la materia prima e partecipare a laboratori per il fai-da-te con questa pianta pregiatissima. A Les Agnels c’è, invece, un interessante museo, le Distillerie Agnel, che risale al 1895 e presso il quale si può assistere alla distillazione delle foglie di cipresso, rosmarino e ovviamente di lavanda. Ad Apt ci aspetta, invece, la Distillerie Coulet. Anche Château du Bois, ultima tappa tra i borghi provenzali, ospita un immancabile Museo della Lavanda.
Tra saponette profumate, oli essenziali, tovaglie e piatti dai tipici toni gialli e viola, i mercatini provenzali sono un must ai quali non potete sottrarvi. Oltre alla lavanda, infatti, l’artigianato è il simbolo delle tradizioni locali, che vanno dalle ceramiche di Vallauris ai profumi ai sandali e ai tessuti degli altri luoghi del territorio. Ma non solo, perché in Provenza sono speciali il cioccolato, la pasticceria, l’olio e le erbe aromatiche, senza dimenticare ovviamente il vino, da provare nelle tante cantine che organizzano degustazioni.

Sebbene la Provenza sia sempre bellissima, poter ammirare la lavanda nel pieno della fioritura è uno spettacolo imperdibile ed eccezionale. In realtà, l’intervallo dell’anno per godere al meglio delle distese violette è tra giugno e luglio. Più precisamente, tra la terza settimana di giugno e la metà di luglio, ma la variazione annuale permette di considerare un po’ di elasticità. Se, quindi, volete evitare la folla, potreste pensare di anticipare di qualche giorno la vostra visita, per vivere quest’esperienza in maniera più tranquilla.

La Provenza va scoperta lungo la Strada della Lavanda, tra i numerosi borghetti e mercatini locali, ma anche a tavola. Ma quali sono i prodotti tipici da assaporare in questa poetica regione francese? Senza dubbio, la bouillabaisse, una zuppa di pesce originaria di Marsiglia. Servita con crostini di pane, è a base di pesci poveri. La brandade de morue, invece, è una salsa spalmabile a base di patate, baccalà, aglio e pepe.
Immancabile un assaggio dei bignets de Sardines, palline di sardine tritate con aglio, prezzemolo, cumino e uova. Tra i piatti di terra, invece, spicca il gardiane de Taureau, stufato di toro a cottura lenta, con vino rosso e spezie aromatiche, e servito su un letto di riso selvatico di Camargue. Ad accompagnare le pietanze, il fougasse, un pane piatto, croccante fuori e morbido dentro, servito con salumi. Ormai piatto famoso anche all’estero, l’insalata nizzarda è preparata con fave, uova sode, olive nere, acciughe, tonno, aglio, peperoni verdi, pomodori e cetrioli.
E, dal momento che già siamo qui, suggeriamo di scoprire anche il Col de la gineste in moto, sempre in Provenza!

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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