È un borgo in mezzo alla Pianura Padana, ma si sente proprio come una capitale: la sua piazza ti stupirà

È un borgo in mezzo alla Pianura Padana, ma si sente proprio come una capitale: la sua piazza ti stupirà

Questo borgo sul Po della bassa reggiana è molto noto per le sue architetture storiche, la piazza e un teatro amato dagli spettatori per una peculiare caratteristica.
Antonia Festa  | 03 Apr 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

La località protagonista dell’itinerario odierno è diventata un importante centro tra il Cinquecento e il Seicento, grazie ad alcune opere di bonifica che l’hanno resa una zona salubre e accogliente. È così che Gualtieri si è affermata come una prospera cittadina in riva al Po, il cui centro storico conserva ancora oggi le testimonianze dell’epoca d’oro dei Marchesi Bentivoglio. Ecco una destinazione da non perdere nella bassa reggiana, ideale per un viaggio primaverile su due ruote. Pronti, TrueRiders?

Gualtieri in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Lasciamo il centro di Parma tramite la Via Emilia Est, poi deviamo sulla SS62 che oltrepassa la Via Emilia e continuiamo lungo la SP62R, che supera l’Autostrada A1. La Regionale 62R attraversa Sorbolo prima di arrivare a Brescello (20 chilometri). Da qui, seguiamo Via Argine, così chiamata perché scorre lungo l’argine sud del Po, e proseguiamo per 10 chilometri fino a raggiungere Gualtieri. Dopo la visita al borgo, siamo di nuovo in sella sulla SP62Rvar, poi SP42 da Ponte Pietra verso sud per 12 chilometri in direzione Novellara. Ancora, SP30 per Campagnola Emilia, poi SP48 da San Lodovico a Correggio. Si conclude su Via Strada Statale Reggio, SP468R per arrivare a Reggio Emilia, al termine di 71 chilometri nel cuore dell’Emilia-Romagna.

Gualtieri, la “piccola capitale padana”

Gualtieri ha un rapporto di “amore e odio” con l’acqua. Seppur nei secoli passati abbia brillantemente condotto un’importante opera di bonifica grazie ai Marchesi Bentivoglio, è spesso stata bersaglio di alluvioni che l’hanno duramente provata. I quasi settemila abitanti di questo borgo reggiano hanno saputo mantenere i luoghi ospitali e attraenti, arricchendo il tradizionale panorama di monumenti in stile rinascimentale con percorsi naturalistici e culturali, in quella che è definita come “una delle piccole capitali della Padania“.

Bentivoglio al cubo: la piazza, il palazzo, la chiesa

L’edificio più importante di Gualtieri è il Palazzo Bentivoglio, che si trova in piazza Bentivoglio 43. Fu costruito alla fine del XVI secolo su progetto di Giovan Battista Aleotti, rispettando i canoni classici del Rinascimento. Nel Palazzo sono ospitati diversi poli espositivi: il Museo Documentario, la Fondazione Museo Antonio Ligabue e la Donazione Umberto Tirelli. Sono visitabili il Salone dei Giganti, la Sala dell’Eneide, la Sala di Giove, la Sala di Icaro e la Cappella gentilizia.

Di fronte al palazzo, la grande Piazza Bentivoglio di forma quadrata, dai lati lunghi 100 metri, è stata realizzata dallo stesso Aleotti. L’architetto ha progettato anche la Chiesa di Santa Maria della Neve, distrutta da un’inondazione e ricostruita nel Settecento.

Il teatro senza palco di Gualtieri

All’interno del Palazzo Bentivoglio c’è un teatro particolare, il Teatro Sociale Gualtieri, senza palcoscenico, nel quale gli attori possono coinvolgere il pubblico con particolare emozione. Il primo piccolo teatrino settecentesco nacque dal disegno dell’ingegner-architetto Giovan Battista Fattori nel 1775 e nei secoli successivi venne allargato. Nel 1951 il Po allagò Gualtieri e in teatro l’acqua arrivò alla balconata di prim’ordine; ancora oggi è visibile il segno del livello raggiunto.

La Casa Museo Antonio Ligabue

Il pittore del Novecento Antonio Ligabue è la personalità più nota legata a questa cittadina. Amante delle Moto Guzzi, visse qui per alcuni anni e nella sua residenza (Via Giardino, 27 – 42044 Gualtieri) è allestita oggi la Casa Museo Antonio Ligabue, che si può visitare previa prenotazione telefonica al 3336546098.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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