
Questa volta ci troviamo a pochi chilometri di distanza da Arezzo, nel cuore della Toscana. Qui dove si respira l’autenticità di questa regione si trova un borgo quasi sospeso nel tempo, arroccato su di una collina che dall’altro domina interamente la Valdichiana. Ed è proprio grazie a questa sua posizione che si può godere di un panorama unico. Dalle colline ai campi coltivati, fino ai borghi circostanti, come se fosse una vera e propria terrazza naturale. Si tratta di Castiglion Fiorentino, andiamo a scoprirlo.
Il nostro itinerario prevede un percorso che parte da Arezzo e lì ritorna, andando a toccare come prima tappa proprio Castiglion Fiorentino e poi i comuni di Cesa e Pieve Al Toppo. Partendo proprio da Arezzo si prende la SS73 e Sr71 in direzione di via della Madonna del Rivaio/Strada Provinciale Palazzo del Pero a Castiglion Fiorentino. Seguendo questa strada per 18km si arriva subito alla prima tappa. Siamo a Castiglion Fiorentino e qui ci possiamo rilassare ammirando la bellezza di questo borgo medievale.
Il viaggio poi prosegue ed una volta ripartiti si prende la SR71 fino alla rotonda in cui si imbocca la SP25 e la si segue per 8,7km. Arrivati ad un’altra rotonda, si prende la terza uscita e ci si immette su via Cassia/SP327, dopo 100m ecco la seconda tappa: Cesa. Da qui si procede verso via Castiglioni/SP25 per 800m ed alla rotonda si prende la seconda uscita per rimanere su SP327 per 9,6km. Dopo pochi metri ecco Pieve al Toppo. Una volta attraversato quest’altro comune siamo in dirittura d’arrivo per chiudere il cerchio. Seguendo SS73 in direzione di via Leonardo da Vinci ad Arezzo si prende l’uscita verso Mecenate/Alberghi (Zona Monumentale da SS73 per 7,8km. Dopo 2,5km su via Leonardo da Vinci eccoci tornati al punto di partenza. Un viaggio breve che ci impegnerà per 1 ora e 3 minuti ed un totale di 48,8km.
Il passato di questo borgo si lega fin dall’epoca etrusca, tra il peridio tardo arcaico (VI – V sec. a.C.) e quello ellenistico (dal IV sec. a.C.). Proprio in questo periodo iniziò a svilupparsi il nucleo abitato. Una volta avvenuta la conquista, poi, da parte dei romani il territorio venne ridefinito organizzando la produzione agricola in forma di ville. È nel medioevo che assunse la propria identità, oggi più riconoscibile. Nel corso dei secoli, il controllo venne conteso tra le importanti potenze locali come Firenze e Perugia, lasciando difatti tracce visibili nell’architettura e nella struttura urbana.

L’impronta medievale è, però, ben riconoscibile passeggiando lungo le vie del centro storico. Le mura possenti, le grandi torri difensive ed i vicoli stretti raccontano un passato vissuto da strategie militari e vita comunitaria. Tra i simboli di Castiglion Fiorentino non si può non citare la Torre del Cassero, parte integrante del sistema difensivo, e che ancora oggi si erge su tutto il territorio circostante.

La vera chicca di questo luogo è senza ombra di dubbio la sua posizione panoramica. Una volta qui e passeggiando per le piazze o lungo i bastioni lo sguardo si apre sulla Valdichiana ed in tutta la sua bellezza. Un susseguirsi di colori che cambia al passare delle stagioni. Il cuore di Castiglion Fiorentino è la Piazza del Municipio da cui si sviluppano le vie principali. Da non perdere, come già anticipato, il Cassero. L’area archeologica e panoramica che offre una delle viste più belle della zona. Per chi invece ama l’arte la Pinacoteca Comunale è sicuramente una tappa da non perdere.
Ce ne è per tutti, anche per chi ama perdersi tra le vie e passeggiare lungo le mura. La cinta muraria medievale risale infatti al XII sec., e nel secolo successivo venne ampliata costruendo il “muro dell’Ala”, per collegare il Cassero alle mura esterne. L’accesso principale al centro avviene grazie alla Porta Fiorentina. Alle mura sono inoltre addossati vari edifici tra cui il vecchio ospedale ed il Teatro Comunale.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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