
L’Emilia-Romagna riserva sempre piacevoli e deliziose sorprese per chi decide di esplorare la Regione in sella. L’itinerario di oggi ne è la dimostrazione: dolci colline, vigneti a perdita d’occhio e la tradizione del Lambrusco. Qui c’è un piccolo borgo davvero speciale, Castelvetro di Modena, dove si produce il famoso Lambrusco Grasparossa. Torri storiche, autenticità, profumo di vino e tranquillità: questo percorso in moto è irrinunciabile. Andiamo?
L’itinerario di oggi parte da Modena e comincia con Via Vignolese/SP623, proseguendo su Via Medicine e Via Belvedere di Soragna fino a Spilamberto. Si continua su Via Destra Guerino verso Via Costituzione/SP17 per Castelvetro di Modena e, quando si arriva al borgo, serve Via Guglielmo Marconi per accedere al centro storico.
Fatta la sosta a Castelvetro, si va a nord-est verso Borgo di Sotto, poi si svolta a sinistra e si prende la SP17. Si continua sempre sulla SP17 prima per Via Costituzione e poi per Via Palona (segui la rotonda), Via Per Castelvetro e la rotonda di Viale Vittorio Veneto e quella di Via Nino Tavoni, per arrivare a Vignola, famosa per le ciliegie e per il Palazzo Barozzi. La Rocca di Vignola ha 3 torri: la Torre di Nonantola, la Torre delle Donne e la Torre del Pennello.
Da Vignola si procede a nord-est da Corso Italia/SP569 verso Via Alessandro Plessi, si continua sulla SP623 e si imbocca la SP Nuova Estense verso Vellasmoggia. Si prende la SP569 con l’Asse Attrezzato Sud-Ovest verso Via Don Giovanni Minzoni e si arriva al centro di Bologna tramite Via Guglielmo Marconi.
Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la SP623 (Via Vignolese), la SP17, la SP569 e l’Asse Attrezzato Sud-Ovest.

Castelvetro di Modena è un borgo medievale che profuma di cartolina d’epoca. Il toponimo viene dal latino, Castrum Vetus, e la sua storia la si respira ancora. Dove? In ben 6 torri medievali tutte da vedere con lo sguardo verso il cielo, che creano un profilo inconfondibile. Tra le attrazioni da non perdere a Castelvetro, la più famosa è la Torre dell’Orologio di Piazza Roma, con una caratteristica pendenza di circa 16°, una mini Torre di Pisa che si fa notare. Vicino ci sono la Torre delle Prigioni e il Torrino del Palazzo Comunale; a sud-est, invece, si trova la Torre degli Arcieri, mentre nel nucleo del Castello di Levizzano Rangone (la frazione a ovest) c’è la Torre Matildica con le Stanze dei Vescovi. Dietro la piazza di Castelvetro, a due passi, sorgono la Chiesa dei Santi Senesio e Teopompo e Palazzo Rangoni. Il centro storico si espande attorno alla piazza a scacchiera (Piazza Roma) tutta da fotografare.
Ma Castelvetro di Modena è anche Città del Vino e patria del Lambrusco Grasparossa, il più corposo e strutturato tra i Lambruschi: rosso rubino, orli violetti, spuma evanescente, profumato, poco acido e molto fruttato. Un buon bicchiere di vino rosso va assaporato con le specialità gastronomiche della zona: salumi, gnocco fritto, tigelle, tagliatelle e carne alla brace.
Un’ultima tappa imperdibile è l’Acetaia Comunale di Castelvetro, gestita dai Maestri Assaggiatori della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Qui si produce l’oro nero modenese e varie altre acetaie e aziende agricole propongono visite alle cantine.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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