Non è un film in bianco in nero, ma una meraviglia a colori: il mare in Sardegna fa rima con Villasimius

Non è un film in bianco in nero, ma una meraviglia a colori: il mare in Sardegna fa rima con Villasimius

Nel sud della Sardegna c’è una località con spiagge bianche, mare limpidissimo e siti storici di rilievo. Raggiungerlo in moto da Cagliari consente di attraversare panorami fiabeschi.
Antonia Festa  | 05 Apr 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

La Sardegna merita di essere visitata anche durante la stagione primaverile. Proprio in questo periodo dell’anno, infatti, è possibile apprezzare con tranquillità gli straordinari tesori naturalistici di questa regione, soprattutto se si sceglie di raggiungerla in moto. Ecco, dunque, un itinerario in sella alla volta di Villasimius, da organizzare prima che il turismo di massa invada le strade. Pronti per una nuova avventura, TrueRiders?

Villasimius in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Partenza dal capoluogo sardo, la meravigliosa Cagliari (“Casteddu” in lingua autoctona, in onore al quartiere nobile della città che sovrasta il panorama). Guadagneremo l’uscita della città verso est, entrando a Quartu Sant’Elena e, da qui, allacciandoci alla SS125. Il primo tratto costeggia le pianure dell’hinterland cagliaritano, tra lunghi rettilinei che non lasciano presagire la tempesta di curve che, di lì a poco, affronteremo. San Basilio, San Paolo e San Gregorio, tre santi prima dell’inferno che porta a San Priamo; la strada diventa un dedalo di curve che non lasciano tregua a freni, frizione e cambio e che lasciano i bikers letteralmente senza fiato.

La tentazione di aprire il gas è elevata, ma bisogna sempre prestare attenzione e andare adagio, per ammirare il panorama circostante, caratterizzato dalle alte pareti rocciose che costeggiano la strada e da una vegetazione fitta e lussureggiante. A San Priamo fermatevi e riprendete fiato. Da qui, si comincia a scendere nuovamente verso il mare; Villasimius è a qualche chilometro di distanza dal percorso principale, ma le sue spiagge valgono certamente la breve deviazione. Torneremo, poi, verso Cagliari costeggiando tutto il litorale quartese, sino alla rotatoria Margine Rosso.

Villasimius e la sua storica fortezza

Villasimius è una meta d’eccellenza del turismo balneare, ma non solo. A Capo Carbonara, poco distante dal centro abitato, sorge la Fortezza Vecchia, una struttura militare le cui origini risalgono al medioevo sardo. Nel 1324, la Corona d’Aragona sbarcò sull’Isola, forte dell’infeudamento ottenuto da papa Bonifacio VIII nel 1297 (atto con cui il pontefice sostanzialmente autorizzava la Corona d’Aragona a invadere il Regnum Sardiniae et Corsicae) e Villasimius venne affidata alla nobile famiglia aragonese dei Carroz di Valenza. La Fortezza fu una loro creazione, voluta per difendere la costa che, al tempo, si chiamava ancora Carbonara.

La struttura che possiamo ammirare oggi, graniticamente e saldamente ancorata alla roccia del litorale, risale ai lavori di ampliamento eseguiti nel XVI secolo, necessari per rendere l’edificio idoneo a respingere le incursioni dei pirati barbareschi.

Si scrive Cagliari, si legge “Casteddu”

La maggior parte dei sardi si riferisce alla città di Cagliari esclusivamente con l’appellativo di “Casteddu“, Castello. Castello, infatti, rappresenta uno dei quattro quartieri storici del capoluogo, insieme a Villanova, Marina e Stampace ed è stato, per diversi secoli, il simbolo del potere cagliaritano. Qui avevano sede tutti i palazzi più importanti della città, a partire dal Palazzo Viceregio, la sede del Vice Re, prima di Spagna e poi del governo sabaudo. Costruito dai Pisani durante l’epoca in cui i mercanti toscani avevano il controllo sulla città (XIII secolo), Castello venne occupato anche dagli Aragonesi non appena presero il controllo della città (1326).

Il quartiere è un pregevole dedalo di vicoli, di cui diversi talmente stretti da poter essere percorsi solo a piedi. Le antiche mura, costruite dai Pisani per difendere il quartiere, oggi sono degli ampi belvedere realizzati nel XVIII secolo quando non fu più necessario difendere il Castello. Palazzo Università, la Cattedrale di Santa Maria, Palazzo Boyl sono solo alcune delle opere architettoniche di grandissimo pregio che si possono visitare, per poi continuare la visita tra i vicoli, costantemente con il naso all’insù per non perdere nessun dettaglio.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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