Una volta era un’isola, ma oggi è connessa alla terra: il promontorio delle meraviglie si trova in Toscana

Una volta era un’isola, ma oggi è connessa alla terra: il promontorio delle meraviglie si trova in Toscana

È un vero e proprio paradiso terrestre ed è pronto ad accogliere i viaggiatori con le spiagge dalle acque cristalline, la ricca biodiversità, i borghi coloratissimi e i siti archeologici.
Antonia Festa  | 12 Apr 2026  | Tempo di lettura: 5 minuti

Quella che prima era un’isola, ora è connessa alla terra e si è trasformata in una rinomata meta turistica. Stiamo parlando dell’Argentario, il promontorio delle meraviglie, una delle principali attrazioni naturalistiche della Bassa Toscana, situato nella provincia di Grosseto e a poca distanza dal confine con il Lazio. Una protuberanza che emerge dalla placida Maremma Grossetana, con le sue colline che dolcemente digradano verso il Mar Tirreno. Due laghi, ai lati dei quali trovano spazio tre strade di collegamento con la “terraferma”, torri difensive e vigneti. Il paesaggio della natura impervia e selvaggia, le candide spiagge e i piccoli borghi che si incontrano sulla strada disegnano un unicum nelle zone costiere italiane. Una zona facile da raggiungere, che vi proponiamo con un avvincente tour motociclistico. Pronti a partire?

Argentario in moto. L’itinerario

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Itinerario

Il nostro percorso tra le bellezze dell’Argentario parte e arriva fuori dal promontorio. Due ore circa, escludendo le soste, che da Talamone ci accompagnano nel giro costiero del promontorio, fino ad arrivare ad Ansedonia. La piccola frazione di Talamone, celebre per il porto turistico che risale addirittura all’epoca etrusca, è un’interessante tappa, grazie alle architetture storiche, che vanno dalle mura perimetrali alla fortezza, fino all’imponente Mausoleo Vivarelli. Una visita è d’obbligo, prima di arrivare a Fonteblanda, dove seguiamo per un tratto la E80 (già Via Aurelia) fino ad Albinia. È da qui che attraversiamo la Provinciale della Giannella, che percorre per intero il tombolo nord dell’Argentario.

Siamo diretti a Porto Santo Stefano, che raggiungiamo in circa 26 chilometri. A seconda della stagione, la nostra sosta qui sarà inframmezzata da tuffi, passeggiate o da un classico giro a piedi del centro. Straordinariamente panoramica, la strada che tocca il Monte Argentario prosegue verso le varie calette, arrivando fino al Carrubo e allo Sbarcatello per risalire a Porto Ercole. In tutto sono 24 chilometri, forieri di scorci unici che meriteranno più di una pausa fotografica.

Altra pausa e altra ripartenza. Non attraversiamo il Tombolo di Feniglia, ma viriamo lungo la Provinciale 161 per raggiungere Orbetello, ulteriore luogo che merita una sosta. Da qui, lasciamo l’Argentario e, in 10 chilometri, arriviamo alle spiagge di Ansedonia, meta finale di questo itinerario.

Tutto quello che c’è da sapere sull’Argentario

Tra le isole e i tomboli

Abbiamo accennato che l’Argentario, in epoca preistorica, era null’altro che un’isola costiera, distante pochi chilometri dalla terraferma. Se pensate che sia stata unita artificialmente alla Toscana costiera, sbagliate. Le due ali di terra che la congiungono, rispettivamente ad Albinia e Ansedonia, infatti, sono naturalissime. Si chiamano tomboli, più precisamente il Tombolo della Feniglia e il Tombolo della Giannella. Queste strisce di terra, lunghe 4-6 chilometri e larghe circa 300 metri, permettono oggi di raggiungere anche a piedi l’Argentario.

Orbetello, che si trova al centro della Laguna, è collegata a Le Miniere attraverso un ponte-diga. La profondità della Laguna di Orbetello è talmente ridotta (1-2 metri circa) che sarebbe potenzialmente possibile passare da un tombolo all’altro anche camminando. Il punto più alto dell’Argentario è il Monte Telegrafo, che arriva a 635 metri s.l.m. e dal quale si gode di uno straordinario panorama su tutta la zona circostante. Da qui ammirerete spiagge, ampi vigneti e anche le due località dell’Argentario: Porto Santo Stefano e Porto Ercole.

I ‘due porti’ del monte

La Costa d’Argento, così viene chiamato il tratto di spiagge che dall’Argentario arriva fino a Capalbio, è introdotta da Porto Santo Stefano. Insieme a Porto Ercole, è una delle principali località che fanno parte del comune unico di Monte Argentario. Queste due zone portuali hanno conquistato nel tempo una certa fama tra i turisti, soprattutto quelli sportivi. Qui, infatti, le condizioni climatiche favorevoli permettono lo svolgimento delle gare di vela e della nautica da diporto. Sia Porto Santo Stefano sia Porto Ercole sono, dunque, dotati di grandi approdi turistici, capaci di accogliere centinaia di natanti.

Porto Santo Stefano è il capoluogo del comune, nonché la zona più grande, con quasi novemila abitanti. Chi arriva in città non può non visitare l’antica Fortezza Spagnola e l’Acquario mediterraneo. A Porto Ercole, con il suo bel centro storico dagli stretti vicoli, si superano le antiche mura e si arriva fino al Palazzo dei Governanti.

Cosa vedere all’Argentario: non solo spiagge

L’Argentario fa parte delle ASPIM, Aree Specialmente Protette di Interesse Mediterraneo. È un riconoscimento importante che premia gli sforzi per la tutela della biodiversità, che qui si mostra in tutta la sua forza. In questa zona della Toscana, infatti, la flora e la fauna non risentono eccessivamente della presenza umana. Lo vediamo nell’altissima qualità delle acque esterne, che bagnano spiagge spesso poco sviluppate ma dall’alto valore ambientale. Le varie punte, ovvero i tratti di costa sporgente, delimitano molti lidi. Tra questi La Giannella, Bagni di Domiziano, Pozzarello, La Cantoniera sono solo alcune delle spiagge da scoprire all’Argentario. Si tratta di vere e proprie calette, con sabbia fine e chiara, dotate di servizi essenziali.

Chi preferisce le spiagge di ciottoli può, invece, virare su Cala Piccola; la più organizzata, La Feniglia, è sul tombolo meridionale e vi si trovano degli stabilimenti balneari. Ma ribadiamo che l’Argentario non è solo spiagge. Lo scoprirete percorrendo la strada panoramica che congiunge Porto Santo Stefano e Porto Ercole, con degli scenari che ricordano l’Alghero-Bosa e altre strade marittime celebri. Molto bello è il Convento dei Passionisti, non lontano dalla vetta del Monte Argentario, ma da scoprire ci sono anche le fortezze spagnole, antichi edifici militari che risalgono all’incirca al Trecento.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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