Piadine, Sangiovese e murales: la strada più amata dai motociclisti è un anello di sapere e sapori tra le colline del Nord

Piadine, Sangiovese e murales: la strada più amata dai motociclisti è un anello di sapere e sapori tra le colline del Nord

Un itinerario primaverile perfetto tra le colline romagnole, circondati da vigneti, città d’arte e sapori tradizionali autentici.
Antonia Festa  | 17 Apr 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Terra dall’inconfondibile storia gastronomica, l’Emilia-Romagna è una regione che tutti amano e dove si sviluppa il percorso della Strada del Sangiovese. Che sia la grassa Bologna o la vivace Rimini, che si percorrano le strade di Parma o di Brisighella, c’è sempre qualcosa da scoprire, in tavola e non solo.
Amatissima dal mondo delle due ruote, questa è in assoluto la regione dove la tradizione enogastronomica si fa più evidente, conosciuta e parte integrante della vita quotidiana. E, come molte delle Weinstrasse italiane, anche questa emiliana ha moltissimo da offrire ai bikers, che apprezzeranno un territorio eterogeneo, ricco di colline, discese ardite e morbide risalite. Pronti a partire con TrueRiders?

Strada del Sangiovese in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

L’itinerario della Strada del Sangiovese (ufficialmente la Strada del Sangiovese e dei Sapori delle Colline di Faenza) che abbiamo ideato ha una lunghezza media: 78 chilometri, da percorrere in mezza giornata (visite incluse). La zona, in realtà, ben si presta anche a un weekend da trascorrere su due ruote, in una regione dove le idee di viaggio non mancano affatto. Il nostro tour parte da Castel Bolognese, dove riscopriamo le antiche tradizioni dei mulini e dell’agricoltura, prima di percorrere un tratto della Via Emilia (indicata come SS9) che ci porta dritti a Faenza.

Tra ceramiche e capolavori contenuti nella Pinacoteca Civica, abbiamo sicuramente molto da vedere prima di tornare in sella. Seguendo la Provinciale 302 in direzione sud, sono 12 i chilometri che ci separano dalla bella Brisighella. Il Parco Regionale della Vena del Gesso ci accompagna nel tratto che, da Brisighella, tocca altri due comuni della Strada del Sangiovese: Riolo Terme e Casola Valsenio. In quest’ultimo borgo dominano le antiche architetture religiose, come l’Abbazia di Valsenio, costruita nell’anno Mille.

Circondati dall’Appennino casolano, riprendiamo la strada raggiungendo Fontanelice, dove i numerosi calanchi disegnano un territorio originale e meritevole di un’escursione a piedi. Dozza, meta finale del nostro tour della Strada del Sangiovese, dista soli 20 chilometri. La raggiungiamo risalendo queste terre “divine” e ammirando ancora una volta la bellezza della natura romagnola.

Tutto quello che c’è da sapere sulla Strada del Sangiovese

Le Terre di Faenza

L’itinerario della Strada del Sangiovese si sviluppa all’interno delle cosiddette Terre di Faenza. Ci troviamo nel Ravennate, zona dalla profondissima storia e ricca di suggestioni turistiche di rilievo. Se Faenza è indiscutibilmente la “città delle ceramiche“, tutt’intorno si sviluppa un territorio rigoglioso, perfetto per le coltivazioni. Le più importanti? Sicuramente vigneti e oliveti, che danno vita alle produzioni enologiche e oleiche che dall’Emilia-Romagna raggiungono ogni parte d’Italia e non solo.

Ad essere toccate da questo itinerario sono cinque località, Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme e Castel Bolognese, in un territorio inframmezzato da vari fiumi che, nati dalle vette del vicino Appennino, ridiscendono verso la vallata.

Una terra da assaporare

Quella del Sangiovese è una zona dove il denominatore comune è la gastronomia. Oltre al celeberrimo omonimo vino, troviamo infatti anche il Trebbiano, la Cagnina e il Pagadebit. DOC e DOCG, bianchi e rossi che si accompagnano all’Olio DOP di Brisighella, allo Scalogno di Romagna IGP e a tutti i sapori di questo vasto territorio del Nord Italia.

Percorrendo la Strada del Sangiovese potrete fermarvi a degustare specialità uniche, come i cappelletti al ragù, i passatelli in brodo e l’immancabile piadina con lo scquacquerone. Quest’ultima è proprio il simbolo della cucina di Rimini, Ravenna e dintorni ed è una specialità dello street food locale, da mangiare anche a bordo strada, parcheggiando la moto e godendosi il panorama tutt’intorno.

Cosa vedere in zona


[foto @Mariusz Lopusiewicz/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Il MIC, Museo Internazionale della Ceramica in Faenza, è una delle più importanti collezioni internazionali dedicate a quest’arte. Ospita non solo le ceramiche faentine, ma anche opere di maestri internazionali come Picasso e Chagall. Sì, perché la Strada del Sangiovese è un territorio che ha conquistato, nel corso dei secoli, nomi di grande rilievo.

Dalla città del Palio del Niballo, antica manifestazione in costume, ci spostiamo a Brisighella, con le sue torri e rocche medievali. L’attrazione più curiosa è, però, la Via degli Asini, un percorso costruito all’interno di numerosi edifici, coperto e rialzato, che regala una prospettiva insolita e piacevole di questa cittadina.

A Castel Bolognese fermatevi ad ammirare il Mulino Scodellino di Castel Bolognese, alimentato per secoli dalle acque del Senio e oggi dall’energia elettrica, ma sempre attivo, proprio come durante il periodo leonardesco. Forse fu proprio il genio di Vinci a realizzare una diga che, poco lontano, alimentava il fiume per fornire il movimento alle pale di questo mulino. Imperdibile, infine, la tappa a Dozza, uno dei borghi d’artista d’Italia grazie ai tantissimi murales che ne tappezzano il centro storico.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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