2 regioni e 350 chilometri di pura montagna: il Grand Tour degli Appennini è l’avventura perfetta da fare in moto

2 regioni e 350 chilometri di pura montagna: il Grand Tour degli Appennini è l’avventura perfetta da fare in moto

Itinerario selvaggio alla scoperta dei luoghi più belli dell’Appennino centrale. Tra pisti sciistiche, parchi naturali, bacini e borghi secolari, il viaggio attraversa il cuore di due importanti regioni d’Italia.
Antonia Festa  | 24 Apr 2026  | Tempo di lettura: 7 minuti

Non c’è motociclista che non ami le montagne e gli Appennini non fanno eccezione. Ecco, dunque, un viaggio che attraversa ben due regioni, per un totale di 350 chilometri su sentieri di montagna. Cosa c’è di meglio di un Grand Tour degli Appennini? Un itinerario che unisce Abruzzo e Molise, tra alcuni dei paesaggi più belli dell’Appennino centro-meridionale. Strade panoramiche, tornanti adrenalinici, parchi naturali e laghi si susseguono in un viaggio perfetto per i TrueRiders che vogliono un’avventura in alta quota diversa dal solito. Il percorso, inoltre, abbraccia anche il misterioso e isolato Passo del Diavolo, con la sua leggenda inquietante. Pronti a vivere quest’avventura indimenticabile?

Abruzzo e Molise in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Cominciamo il nostro Grand Tour degli Appennini da L’Aquila, seguendo Via S. Bernardino, Via Luigi Signorini Corsi, Via Castello e Viale Malta, fino a imboccare Viale Gran Sasso D’Italia. Prendi la Strada Statale 17ter, poi la SS17, la SP8 e, infine, la Strada Provinciale 7, che ti porta fino a Castel del Monte. Sei ai piedi del Monte Prena (2.561 metri), dove nel lontano 1971 hanno girato Continuavano a chiamarlo Trinità.

Lasciato Castel del Monte, comincia un tratto stupendo che passa per la Riserva Regionale del Voltigno e Valle d’Angri. Prendi Via Nazario Sauro e la Strada Regionale 17 per Campo Imperatore, proseguendo sulla SR17bis in direzione di Ofena. Continua fino a Capestrano, poi segui la SS153, la SS5 e la Strada Statale 17 fino a raggiungere Roccaraso, attraversando paesaggi appenninici spettacolari. Ci sono diversi tornanti, specie sulla discesa da Carrufo, ma aspettati tanto verde quando ti avvicini al Castello Cantelmo al lato di Popoli, passando per la Riserva Naturale Regionale Sorgenti del Pescara e per la Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio. Taglia, poi, per Sulmona, borgo dei confetti.

Da Roccaraso prendi Viale Napoli e Via Pietransieri, per immetterti sulla Strada Statale 17. Segui la SS17 e la SS17var fino a Isernia, poi prendi Via XXIV Maggio, Via Occidentale e Via S. Ippolito per entrare nella SR627. Continua sulla SS158 e, poi, sulla Strada Provinciale Foci, che ti porta a Cerro al Volturno. È tutto un secondario anello di verde attorno al Valico del Macerone e al Canyon del Vandra.

Da Cerro al Volturno rivai per la SS652, poi segui la SS83 Marsicana fino a Civitella Alfedena, costeggiando tutto il Lago di Barrea con una piccola serie di tornanti. Procedi lungo la SP59, imbocca Via Benedetto Virgilio e continua sulla SS83 Marsicana attraverso il Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise. Fatti Piazza S. Antonio e continua quasi in linea fino al Passo del Diavolo, uno dei punti più affascinanti dell’itinerario.

Dal Passo del Diavolo continua sulla SS83 Marsicana fino a Gioia dei Marsi, dove ti aspettano un bel po’ di tornanti. Attraversa Celano percorrendo Via Circonfucense e imbocca la SS696 del Parco Regionale Sirente-Velino per raggiungere Ovindoli. Da qua continua sulla SS696, poi sulla SP38 e sulla SR5bis, portandoti verso Via Fontesecco a L’Aquila.

Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la SS17, SS83 Marsicana, SS696, SS652, SS158 e la SR627. Per l’itinerario completo (e dinamico) su Maps tocca qui.

Cosa vedere lungo l’itinerario in Abruzzo e Molise

L’itinerario è lungo circa 350 chilometri, fra passi, valichi, curve, tornanti, parchi, borghi e un lago. Data la lunghezza, il nostro Grand Tour degli Appennini potrebbe essere diviso lungo un weekend, per ammirare attentamente tutte le tappe e approfondire la conoscenza di due regioni che hanno tanto da offrire, soprattutto agli amanti della buona tavola. La scelta migliore è affrontare il viaggio in primavera o nel primo periodo estivo, con lo scioglimento dell’ultima neve. Ma quali sono le mete imperdibili del tour?

Cosa vedere a Castel del Monte

Castel del Monte è un borgo medievale arroccato ai piedi del Monte Prena, con un centro storico caratterizzato dal ricetto, ossia l’intreccio di vicoli e archi di pietra secolari. Da visitare la Porta Sant’Ubaldo, ingresso alla parte più antica del paese, e la Parrocchia San Marco Evangelista, punto di riferimento religioso del borgo. Interessante il Museo Civico Etnografico Diffuso in cinque luoghi, che si rifà alle tradizioni locali della pastorizia e dell’artigianato tessile. Castel del Monte è famoso per la Rassegna degli Ovini, evento che celebra la cultura pastorale dell’Abruzzo, e per il Canestrato, un formaggio pecorino presidio Slow Food (da assaggiare e portare a casa).

Cosa vedere a Roccaraso

Roccaraso è una delle località montane più rinomate dell’Abruzzo, famosa soprattutto per il comprensorio sciistico dell’Aremogna, con impianti moderni e piste che richiamano sciatori da tutta Italia. Per il lato più storico, da vedere c’è il Sacrario dei Caduti senza Croce-Monte Zurrone, luogo di memoria ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, con una vista panoramica meravigliosa. Nel centro abitato, invece, sorge la Chiesa di San Rocco, unica struttura storica scampata ai bombardamenti della guerra. A pochi chilometri, poi, c’è il borgo di Pietransieri, tristemente noto per una delle stragi naziste del 1943.

Cosa vedere a Isernia

Isernia è una città dal passato millenario, con testimonianze archeologiche che vanno dall’epoca sannita a quella romana e medievale. Il simbolo dell’abitato è la Fontana Fraterna, elegante struttura del XIII secolo realizzata con blocchi di pietra di epoca romana. Imperdibile, poi, il Duomo di San Pietro Apostolo, eretto sui resti di un antico tempio che era dedicato a Giove. Chi vuole un po’ di archeologia sarà felice di visitare il Museo Nazionale del Paleolitico coi reperti di uno dei più antichi insediamenti umani d’Europa. Passeggiando nel centro storico, si beccano la Chiesa di San Francesco D’Assisi, medievale e affrescata, e il Museo Archeologico di Santa Maria delle Monache, sempre sulla storia sannitica e romana.

Cosa vedere a Cerro Al Volturno

Cerro al Volturno è un piccolo borgo incastonato nella Valle del Volturno, dominato dal Castello Pandone, forte medievale costruito attorno all’anno 1000 con una vista meravigliosa. Passeggiando per il centro storico si percepisce davvero bene l’atmosfera autentica di un abitato di montagna, con stradine lastricate ed edifici in pietra. Da visitare la Chiesa di Santa Maria Assunta, ad architettura romanica, e la Chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo del XIV secolo. Lì vicino c’è pure l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, complesso monastico di origine longobarda con affreschi antichissimi.

Cosa vedere a Civitella Alfedena

Piccolo borgo in mezzo al Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise, Civitella Alfedena è il punto migliore per toccare con mano la natura selvaggia dell’Appennino. Il centro storico ha ancora tutto il fascino medievale, tra strade acciottolate e le case in pietra, ma la prima cosa da vedere è la Chiesa di San Nicola di Bari, del 1605, una ex cappella privata trasformata in chiesa nel ‘700, con interni barocchi e dipinti del Settecento. Altra attrazione da ammirare è l’Area Faunistica del Lupo. Qui si può praticare trekking, tramite sentieri che portano alla Camosciara, tra cascate e pareti rocciose. Eccezionale la vista sul Lago di Barrea.

Cosa vedere al Passo del Diavolo

Avvolto da un’aura di mistero, il Passo del Diavolo è un valico isolato in mezzo al Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise, vicino a Gioia dei Marsi. Oltre che per la bellezza paesaggistica, è famoso per la leggenda che riguarda la sua costruzione. Sulla strada ci sono ruderi di vecchie abitazioni e una chiesa sconsacrata.

Cosa vedere a Ovindoli

In mezzo al Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, sorge Ovindoli, una di quelle località perfette in tutte le stagioni. Centro storico con l’atmosfera tipica dei borghi d’alta quota, con case in pietra e scorci da favola. Da vedere nei dintorni ci sono i ruderi del castello di Ovindoli, il Castello di San Potito. Vale la pena fare un giro anche presso la Chiesa di San Sebastiano, che conserva una statua stupenda del santo; a livello naturalistico, invece, ci sono diversi sentieri escursionistici che attraversano la Valle d’Arano e le Gole di Celano, canyon naturale che regala viste straordinarie. In inverno, Ovindoli diventa una delle mete sciistiche più importanti dell’Appennino, grazie agli impianti del Monte Magnola.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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