
Un giro della Garfagnana in moto è quanto di più speciale e piacevole possiate programmare per una fuga dalla vita frenetica della città. Un itinerario che parte da Castelnuovo di Garfagnana e porta, in 8 tappe, alla scoperta di uno dei territori meno battuti della Toscana. Borghi, natura, cibo e adrenalina sono gli ingredienti speciali che renderanno unico questo viaggio. In sella, si parte!
Il punto di partenza del nostro percorso è il comune di Castelnuovo di Garfagnana. Questo borgo sorge alla confluenza del fiume Serchio con la Turrite Secca. Se capitate qui di giovedì, potete prendere parte al tradizionale mercato cittadino che si ripete ogni settimana dal 1430; se, invece, sarete qui nel primo weekend del mese, potrete approfittare del mercato contadino. Il borgo è noto per la Rocca Ariostesca, che deve il proprio nome al famoso autore, commissario estense delle province della Garfagnana tra il 1522 al 1525. Un’altra fortezza che non passa inosservata, per i suoi 60.000 metri quadrati, è la Fortezza di Mont’Alfonso, voluta proprio dall’omonimo duca estense.
Imboccando la SR445, che già aveva condotto a Castelnuovo di Garfagnana, si risale e, alla rotonda presso il cimitero monumentale, si imbocca la SRT445. Alla prima rotonda che si incontra si imbocca la prima uscita sulla SP72. La strada conduce a Pieve Fosciana. Quest’ultimo fu il primo borgo ad esporre il tricolore in Toscana, nel 1831. Subito fuori il centro storico, il mulino Regoli, ancora oggi attivo, porta avanti la memoria di un’antica tradizione contadina. Terminata la piacevole passeggiata in questo comune, è il momento di riprendere la SP72 del Passo delle Radici e divertirsi tra le molte curve alla volta di Castiglione di Garfagnana.
Il borgo fortificato di Castiglione mostra intatta la sua possenza millenaria, una fortezza vocata alla difesa da quando qui venne istituito un castrum romano. Meritano una visita le due chiese principali risalenti all’anno 1000. Se, invece, desiderate una vista panoramica sulla valle, andate al Torrione della Brunella. Ammirato questo gioiello medievale, è tempo di proseguire e scoprire il resto della Garfagnana in moto.

Procedete in direzione nord-ovest e, attraverso via Alberto Bertolini, imboccate nuovamente la SR445. Rimanete su questa strada fino a Piazza al Serchio. Qui si uniscono le strade tra la Garfagnana, la Lunigiana e l’Emilia-Romagna. Il nucleo della città è raggiungibile solamente attraverso il “ponte a sella d’asino“. Il territorio del comune è frazionato in piccoli centri a cavallo di corsi d’acqua, protetto dal Parco dell’Orecchiella. Ma, proprio la sua posizione strategica, l’ha reso bersaglio di conquiste nel corso dei secoli.
Procedendo sulla SR445 verso via dei Colli, girate leggermente a destra sulla SP51 e poi imboccare la SP59, per arrivare a Minucciano, ai confini della Lunigiana, tra le più alte vette delle Alpi Apuane. A Minucciano meritano una visita la Torre, le numerose chiese e il Santuario della Vergine del Soccorso.
Guidando lungo la SP51 verso SR445, andate in direzione di Via Tenete Silvio Iorio, verso Giuncugnano, il punto più alto della Garfagnana. Tra il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e quello dell’Orecchiella, questo comune è perfetto per gli amanti del trekking e della natura.
Scopri anche il Passo dei Carpinelli in moto.
La Garfagnana è un territorio della Toscana settentrionale, in provincia di Lucca, e si sviluppa intorno al corso del fiume Serchio. Tra la folta vegetazione e i rilievi delle Alpi Apuane che ne incorniciano il profilo, sorgono qua e là meravigliosi borghi medievali, come Castelnuovo di Garfagnana e Barga, alternati a fortezze e imponenti mura che raccontano millenni di storia.
Non è necessario scendere dalla moto per ammirare le meraviglie di questa terra; anche a bordo di una due ruote la Garfagnana non smette di stupire e di allietare gli occhi, tra meraviglie naturalistiche e baluardi di storia che si alternano lungo il percorso.

[foto @stefano cellai/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Un territorio puntellato da castelli e mura che, con le loro merlature, rievocano un passato bellicoso e dinamico, segnato da lotte intestine e campanilistiche tra Signorie, Comuni e poteri locali nella Toscana del Medioevo. Ma la storia di questa regione non inizia in quei secoli; già nell’antichità, infatti, gli Etruschi arrivarono al corso del Serchio, che poi fu stabilmente occupata da popolazioni liguri, in particolare dagli Apuani. La posizione strategica della valle, di passaggio tra il nord padano e il centro, fu causa di annose contese territoriali e amministrative.
Tra i più agguerriti, ci furono Lucchesi ed Estensi che combatterono le “guerre per la Garfagnana“, segnate da assedi, devastazioni e saccheggi. Le questioni di identità ancora si fanno sentire nelle molteplici denominazioni della regione, una stratificazione storica che si è tramutata in tradizione locale e in una cultura dell’accoglienza che allieta i visitatori.

La Garfagnana in moto, lo abbiamo specificato, offre uno scenario magico, sospeso nel tempo. Ma anche le tappe del viaggio meritano di essere approfondite. Oltre ai meravigliosi borghi medievali, merita assolutamente una visita la Grotta del Vento, antro scoperto relativamente di recente. A 500 metri sul livello del mare, qui tunnel, stalagmiti e spazi ampissimi popolano la grotta da sempre e stupiscono tutti i visitatori.
Incantevole anche l’Eremo di Calomini, uno dei più importanti santuari dedicati al culto mariano, scavato direttamente nella pietra. Il paesaggio montano e la natura rigogliosa fanno di questa vallata nei pressi di Lucca una meta ideale anche per gli amanti del trekking.
Il Monte Forato, un complesso montano che prende il nome dal caratteristico passo che collega le due cime maggiori, poi, offre un percorso panoramico. Meritano una visita, infine, il Lago di Vagli, suggestiva destinazione naturalistica dove l’aspetto misterioso della zona sarà il contorno perfetto di una motoavventura, e quello di Borgo a Mozzano, con il suo Ponte del Diavolo.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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