In Abruzzo ci sono degli alberi che hanno più di 500 anni, e questa strada te li farà scoprire in un modo originale

In Abruzzo ci sono degli alberi che hanno più di 500 anni, e questa strada te li farà scoprire in un modo originale

In Abruzzo è possibile camminare tra alberi secolari, riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, per un’esperienza immersiva nella natura unica al mondo.
Antonia Festa  | 30 Apr 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Se la natura è la vostra passione, sicuramente in sella alla due ruote dovete visitare i luoghi più belli che l’Italia offre. Ce ne sono di affascinanti e unici nel loro genere, come le faggete del Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise. Una zona incantevole da riscoprire giorno dopo giorno, dove Madre Natura ha sicuramente dato il meglio di se. Oggi vi portiamo alla scoperta di una delle aree più intriganti e incantevoli della penisola. Partiamo!

Faggete del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Il nostro itinerario in moto ci porterà alla scoperta dello splendido Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si tratta di un luogo ideale non solo per le due ruote, ma anche per chi ama il mondo del trekking. Partenza da Pescina e ritorno nella stessa città in provincia de L’Aquila, per fare un giro intorno alla splendida riserva naturale che ospita le faggete vetuste che anche l’UNESCO ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità.

Un giro da fare in giornata o, meglio ancora, in più giorni, fermandovi a ridosso delle faggete. La loro storia si intreccia con quella del Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise ed è davvero incredibile. Vi facciamo tornare un attimo indietro nel tempo, al 2003, quando un gruppo di ricerca dell’Università della Tuscia di Viterbo, insieme al Servizio Scientifico del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, redasse un articolo scientifico sui dati raccolti in una splendida foresta dimenticata.

Stiamo parlando della foresta di Val Cervara, sulle pendici settentrionali del Monte Schienacavallo, in provincia de L’Aquila, nel comune di Villavallelonga. Qui l’uomo, almeno a partire dal secondo dopoguerra, non aveva sfruttato troppo le risorse naturali, forse perché la zona era troppo impervia, alta e scomoda. Per tale motivo, è rimasta praticamente intatta e protetta.

Lo studio ha permesso di analizzare la struttura e l’ecologia di quella che è una faggeta unica nel suo genere. Alcuni esemplari hanno più di 500 anni e possono essere considerati i più vecchi d’Europa. Una foresta che racconta di un passato glorioso, che qui è rimasto intatto e protetto non solo dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ma anche dalle Nazioni Unite.

Le Faggete Vetuste sono entrate a far parte, nel 2017, del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, nel novero del sito Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa (Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe). Si tratta di uno dei molti siti transnazionali che comprende ben dodici Paesi europei: Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Italia, Romania, Slovenia, Spagna, Slovacchia, Germania e Ucraina.

Valle Cervara non è l’unica testimonianza del genere nel parco nazionale, ma che ce ne sono anche altre degne di nota e che hanno attirato l’attenzione a livello internazionale; stiamo parlando di Coppo Vademogna, Coppo del Principe, Coppo del Morto (nei comuni di Pescasseroli e Scanno), Val Fondillo (tra i paesi di Opi e Civitella Alfedena).

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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