
La Puglia è una delle regioni che riserva il maggior numero di bellezze naturalistiche ai viaggiatori in moto. Oggi vi porteremo alla scoperta del Parco delle Gravine, lungo un percorso che si snoda tra la campagna pugliese e sfiora alcuni dei più caratteristici borghi del territorio, da Mottola a Ginosa. In sella, si parte per una nuova avventura targata TrueRiders!
Il nostro itinerario in moto alla scoperta del Parco Regionale della Terra delle Gravine parte dal comune di Ginosa, situato a pochi chilometri dal mare, in provincia di Taranto. Edificato sul primo gradino delle falde meridionali della Murgia tarantina, a 240 metri sul livello del mare, il comune è anche sede di uno dei più suggestivi villaggi rupestri.
Da Ginosa imbocchiamo la Strada Provinciale 8 in direzione Taranto, continuando poi sulla Provinciale 27, per un totale di circa trenta chilometri in mezzo alla campagna. Oltre che sede di un’altro suggestivo villaggio rupestre, il comune di Mottola regala panorami mozzafiato, grazie alla sua strategica posizione. Situata, infatti, a 387 metri d’altezza, su uno dei pochi rilievi tarantini, la cittadina è anche chiamata “Spia dello Ionio”, poiché i suoi abitanti possono ammirare tutto il panorama del Golfo di Taranto.
Il centro storico, inoltre, custodisce diverse opere artistiche e architettoniche, da Piazza Largo San Nicola all’Arco Fanelli. Visitata Mottola, è tempo di muoversi in direzione del Parco, distante soltanto una manciata di chilometri. Riprendiamo la moto e imbocchiamo la Strada Provinciale 32 per una decina di chilometri, fino all’incrocio con la SP41. Da qui, procedendo in direzione nord, ci addentriamo nel Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine. Giunti all’incrocio con la SP53, svoltiamo a sinistra per attraversare nuovamente il Parco in direzione opposta. All’interno dell’area, alla SP53 si uniscono strade più piccole che si addentrano nella natura, fino al Bosco Sant’Antiuomo e all’Oasi WWF del Monte Sant’Elia.

Esteso nelle provincie di Brindisi e di Taranto, il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine è stato istituito per preservare e tutelare il patrimonio paesaggistico, faunistico e storico della regione. Il nome dell’area deriva dalle “gravine”, imponenti incisioni carsiche delle Murge originatesi oltre 125.000 anni fa per il corso dei fiumi che, dall’altopiano murgiano, si dirigono in mare. Considerate tra gli elementi naturali più significativi e spettacolari del territorio, le gravine hanno trasformato il paesaggio nel corso di migliaia di anni, regalandogli quell’aspetto particolare che, a molti osservatori, ricorda quello dei grandi canyon. Accogliendo un considerevole (e tutelato) patrimonio faunistico, naturalistico e storico-culturale, il Parco Regionale della Terra delle Gravine non è, ovviamente, interamente visitabile in moto.
Due strade percorribili, tuttavia, lo attraversano in distinti punti, dando così la possibilità ai bikers di godersi il meraviglioso panorama offerto dalla natura. Per un’esperienza davvero immersiva, è consigliata una visita a piedi tra le meraviglie nascoste.

Ricordiamo che i 25 mila ettari del Parco si estendono su un territorio comprensivo di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e S. Marzano) e di un comune della provincia di Brindisi (Villa Castelli).
Meritano, infine, un cenno i preziosi e antichi resti dei primi insediamenti umani. La particolare conformazione del territorio, fatto di grotte e canyon, ha. infatti, favorito (fin dal Neolitico ma soprattutto in epoca medievale) l’insediamento umano, accogliendo ancora oggi testimonianze fisiche dei numerosi villaggi rupestri fatti di case, grotte, fortificazioni e muretti a secco. Uno scenario unico che, insieme alla flora e alla fauna del territorio, fanno del Parco un’attrazione turistica e culturale che, senza dubbio, merita di essere visitata.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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