100 chilometri di pura ebbrezza alla guida: ecco la strada del gusto che ti farà scoprire il Basso Lazio

100 chilometri di pura ebbrezza alla guida: ecco la strada del gusto che ti farà scoprire il Basso Lazio

Tour in moto alla scoperta della rinomata zona del Basso Lazio nota per il patrimonio enogastronomico. Vigne, borghi secolari, fortezze e sapori autentici attendono i viaggiatori.
Antonia Festa  | 03 Mag 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Un viaggio che non è solo un percorso enogastronomico, ma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Immaginate di trovarvi su strade serpeggianti tra colline coperte di viti, dove ogni svolta svela scenari da cartolina. I vigneti, coltivati con cura e passione, si estendono come un mare verde, offrendo un panorama che cattura l’anima e il cuore. Ci troviamo in Ciociaria, in quel Basso Lazio che ancora in pochi considerano “degno di viaggio”; la Strada del Cesanese del Piglio vi farà cambiare idea.

Con borghi dalle narrazioni identitarie, castelli medievali, chiese e piazze antiche, simboli di un territorio ricco di storia e cultura e allo stesso tempo un invito a rallentare, a gustare ogni momento e ad assaporare la bellezza di un paesaggio che ha tanto da offrire. È un viaggio che parla di comunità, di condivisione e di un legame indissolubile con la terra. Partiamo!

Strada Cesanese del Piglio in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Lasciata Subiaco tramite la SP40a (Tangenziale di Subiaco), ci immettiamo sulla SR411 in direzione di Affile (13,8 chilometri). Invece di prendere la strada degli Altipiani di Arcinazzo, deviamo sulla SP62a fino al bivio per le Grotte dell’Arco, poi SP110a per Roiate e SP26c per Serrone (14 chilometri). Da qui SR155 e SP20 per Piglio (6 chilometri), vero punto focale del nostro itinerario.

Continuiamo verso sud passando per la SR155racc (17 chilometri) e raggiungiamo la bella Anagni, città papale. Un tratto di 44 chilometri ci aspetta con direzione Isola del Liri, ma passeremo prima (SS6) per Ferentino, poi deviazione sulla SR214 verso la città della cascata. Prenderemo, infine, la SR82 per Sora, meta finale di questo viaggio lungo 100 chilometri.

Le bellezze della Ciociaria, il gusto del Cesanese del Piglio

Percorrere la Strada del Cesanese del Piglio vuol dire concedersi un percorso all’interno di sapori genuini e di una terra allegra come la Ciociaria. Lungo il percorso sono davvero molti i luoghi che meritano una sosta. Innanzitutto, Subiaco, la città di San Benedetto con il Sacro SpecoVero e proprio luogo della devozione monastica, qui si percorre un itinerario della fede che è anche scoperta di magnifici spazi verdi, tra cui il Laghetto di San Benedetto, un piccolo specchio d’acqua immerso nei boschi e alimentato da una cascata.

Anagni, poi, lacittà dei Papi”, ospita l’antico Palazzo di Bonifacio VIII. Al papa Caetani, che nacque proprio qui nel 1235, si deve parte della fama di questa località ricca in testimonianze della vita del pontefice. Affile Serrone, invece, sono due piccoli borghi di collina, dai quali si gode di un magnifico panorama sui Monti Affilani, celebri in particolare per trovarsi nell’areale di produzione del Cesanese DOCG.

Ferentino, cantato nelle sue Epistole da Orazio, è uno splendido borgo termale e dalle antiche testimonianze storiche; si trova non lontano dal gioiellino naturale del Lago di Canterno. A Casamari possiamo ammirare l’antichissima Abbazia, edificio di culto gotico risalente al XIII secolo e ancora oggi abitata da monaci che sono specializzati nella produzione di liquori e specialità varie

Merita una visita anche Piglio, dove si produce il Cesanese del Piglio DOCG che è l’assoluto protagonista della scena enologica del Basso Lazio. Situata a meno di 5 chilometri da Serrone, la cittadina conserva il suo antico aspetto medievale per la presenza dei resti del castello Colonna (XI secolo), che si trova nella sua parte più alta perché in passato aveva la funzione di controllare l’abitato sottostante.

Il vino protagonista della Ciociaria

Il Cesanese del Piglio è un vino rosso, noto per la sua storia ricca e il legame profondo con il Basso Lazio, in particolare con l’area di Piglio, Affile e Serrone. Questo vino, che ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), massimo riconoscimento nel mondo enologico, è un simbolo di qualità e tradizione. È realizzato principalmente con uve Cesanese Comune, un vitigno autoctono che si distingue per la sua capacità di esprimere il terroir unico di questa zona. Ha un colore rosso intenso-granato, un profumo di frutti rossi e spezie, un sapore tannico e si adatta ai piatti della cucina tradizionale laziale, come l’abbacchio alla cacciatora o la pasta all’amatriciana.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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