
L’Appennino Tosco-romagnolo è un territorio geografico che nasconde al suo interno numerosi elementi molto interessanti, con la possibilità di intraprendere viaggi in moto epici. Tra i diversi sentieri, c’è il cosiddetto “1000 curve“, un disegno ideale di valichi che, in rapida successione, permettono di conoscere e amare le prerogative geografiche di questa zona così bella del Centro Italia. In meno di 200 chilometri, infatti, si affrontano ben 7 passi, per un’avventura assolutamente piacevole, soprattutto durante la bella stagione. Pronti a partire?
La lunga sfida del 1000 curve attraverso gli Appennini parte da Barberino del Mugello, in corrispondenza dell’uscita dall’Autostrada del Sole. Da qui si prende la SP8 per Montecarelli e si risale la SS65 in direzione del Passo della Futa, tra i più amati dai motociclisti professionisti. Dopo aver visitato il Cimitero Militare Germanico, si prende la Strada Provinciale 116 in direzione Firenzuola. Da qui, la SP503 passa per Caselle, Rifredo e Barco, fino ad arrivare al Passo del Giogo di Scarperia, dove si tocca una pendenza superiore al 10%. Si prosegue per Scarperia e San Piero, per la SP42, per ritornare verso nord tramite la SR302 che raggiunge il Passo della Colla di Casaglia.
Qui il tragitto diventa decisamente intrigante e piacevole da percorrere. Lasciata la Regionale 302 a Marradi, si segue la SP74, che diventa SP55 e, in Toscana, SS67 in direzione del Passo del Muraglione. Da qui, la statale prosegue fino a Scopeti, da dove deviamo sulla SP91/SR70 verso il Passo della Consuma, attraversando un verde incontaminato che ci porta in direzione della bella località di Poppi. La SR142 ci conduce in direzione del Passo dei Mandrioli, da dove rientriamo nuovamente in Emilia-Romagna. Poco prima di Bagno di Romagna, prendiamo la SS3bis “Tiberina” in direzione sud, fino a Goretto di Formole e, ancora una volta, risaliamo con la SP258 per l’ultimo valico di quest’avventura, il Passo di Viamaggio.

L’antico percorso che unisce Firenze e Bologna è una strada che si snoda tra le braccia accoglienti dell’Appennino Tosco-emiliano, il paradiso per ogni rider che anela a fondersi con la natura e la storia. È il Passo della Futa, dove il cielo sembra toccare la terra, ogni curva narra un racconto, ogni vista apre un capitolo nuovo di bellezza inesplorata. La presenza del Cimitero Germanico ricorda le tragiche pagine della Seconda Guerra Mondiale e fa luce sul sacrificio di milioni di uomini innocenti.

Nel cuore della cosiddetta “Romagna toscana”, incontriamo quasi casualmente il Passo del Giogo, interessante valico dell’Appennino Tosco-romagnolo. Si tratta di una strada morbida, essenziale e senza particolari caratteristiche di rilievo. La sua ridotta altezza, 882 metri, rende il Giogo uno dei passi meno “predominanti” rispetto al circondario. Ma, nonostante numeri non da record, le emozioni qui non mancano.

Situato tra le località di Borgo San Lorenzo, Marradi e Palazzuolo sul Senio, il Passo della Colla offre l’opportunità di percorrere uno degli itinerari più scenografici di questa zona dell’Appennino Tosco-emiliano, tra le vallate del Mugello e del Lamone. Alto 913 metri, si trova non lontano da un’altra interessante strada appenninica, il Passo della Sambuca.

[foto @Alex_Mastro/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
La strada venne costruita, nella sua forma attuale, durante la prima metà dell’Ottocento per volontà di Leopoldo II di Toscana, il penultimo Granduca prima dell’Italia unita. Caratterizzata da forti folate di vento, la zona venne dotata di un grande muro dove ripararsi. Una volta le corriere con i cavalli, oggi le moto, che si ritrovano sul Passo del Muraglione all’insegna di sentimenti ed esperienze comuni, conferiscono a valico il soprannome di “Passo dell’Amicizia“.

Attraversare il Passo della Consuma significa solcare il tracciato della storia motociclistica. Proprio qui, infatti, venne ospitata nel 1903 la prima corsa in salita motociclistica. Un percorso agevole ma ricco di paesaggi, dal castello “dantesco” di Poppi alla prestigiosa Villa Marchese Patrizi, per una full immersion nelle ricchezze della Toscana.

Dei valichi che abbiamo visto finora lungo la 1000 curve, il Passo dei Mandrioli è uno dei più alti, forte dei suoi 1.173 metri s.l.m.. Viene anche detto “Passo di crinale“, perché passa sul fianco della montagna, oppure “Passo abbandonato“, visto che è così che troveremo l’antico edificio dell’albergo-ristorante Raggio, un tempo luogo privilegiato di sosta anche per i motociclisti.

Concludiamo l’avventura esplorativa delle 1000 curve con il Passo di Viamaggio, da scoprire in un itinerario che parte dalla città dell’oro, Arezzo, e conduce verso la città che ha fatto del turismo il suo oro, Rimini. Un itinerario tra mari e monti con al centro questo valico panoramico che sfiora appena i mille metri, fermandosi a quota 983, e dal quale godere di sublimi viste sugli Appennini.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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