Capitale d’Italia per una notte: la storia del borgo abruzzese che nel 1943 diventò famosissimo

Capitale d’Italia per una notte: la storia del borgo abruzzese che nel 1943 diventò famosissimo

Tra le colline abruzzesi si nasconde un fiabesco borgo, dominato da un castello ducale. Questo incantevole luogo è stato protagonista di un evento storico cruciale per l’Italia.
Antonia Festa  | 09 Mag 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Imprevedibili le strade su cui corre la storia. Una di queste strade, nel Novecento, è passata per un piccolo borgo medievale abruzzese, denominato Crecchio. Il 9 settembre 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, il re Vittorio Emanuele III, in fuga da Roma insieme alla sua famiglia e allo Stato Maggiore, si fermò a pernottare nel Castello Ducale del borgo. L’indomani si spostò verso Ortona, per poi darsi alla macchia in uno dei periodi più critici e controversi della storia italiana. Questo passaggio dei Savoia spinge i crecchiesi, ancora oggi, a considerare il proprio paese “capitale d’Italia per un giorno“. Di sicuro è un comune che vanta diverse bellezze architettoniche e, non a caso, rientra nel circuito dei Borghi Più Belli d’Italia. Pronti a scoprirlo?

Crecchio in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

Il viaggio parte dal capoluogo Chieti, che si trova a pochi minuti da Pescara. Prendi la SS649 fino a Galliani, svolta a destra per Ripa Teatina (SS16) e poi a sinistra per arrivare a Foro. Prendi la SS263 verso sinistra e, alla rotonda, imbocca la prima uscita, immettendoti in Contrada Elcine. Continua fino a Venna e poi a Tollo. Prosegui per raggiungere Canosa Sannita e arriva a destinazione, Crecchio.

Cosa visitare a Crecchio? Le bellezze paesaggistiche e architettoniche

Crecchio si trova in provincia di Chieti, a un’altitudine media di 209 metri s.l.m., e conta una popolazione di circa 2.500 abitanti. Geograficamente è compreso nella zona collinare che, dalla costa adriatica, si estende fino alla fascia pedemontana della Maiella.

Il Castello Ducale di Crecchio e il Museo dell’Abruzzo bizantino e altomedievale

Sul colle che sorge tra i fiumi Arielli e Rifago, si trova il castello ducale De Riseis-D’Aragona, un imponente edificio a pianta quadrata, cinto da mura difensive e con quattro torri angolari. Si accede al castello attraverso un ponte e la visita è gratuita. In seguito ai pesanti bombardamenti del 1943, gli interni sono stati ricostruiti negli anni ’60, fedeli all’originale. Ospita il Museo dell’Abruzzo bizantino e altomedievale, che espone oggetti rinvenuti negli scavi archeologici in una villa romano-bizantina presso la località di Vassarella. I reperti testimoniano fitti scambi commerciali tra l’Abruzzo bizantino e l’Oriente, specialmente nei secoli VI e VII d.C. L’ingresso ha un costo di 5 euro. Per gli orari, invitiamo a consultare la pagina ufficiale.

Palazzo Monaco

Palazzo Monaco è una residenza storica che risale al XIV secolo, oggi usata come ristorante e location per matrimoni. Di fronte si trova l’annessa chiesa di Santa Maria da Piedi, eretta nel 1581 e ora utilizzata come auditorium. Sorge a ridosso della Porta da Piedi (unica porta ancora esistente), che chiudeva il centro abitato a nord.

I Mulini della Valle dell’Arielli

Sulla sponda destra del fiume Arielli, sotto il colle di Crecchio, si trova una schiera di mulini ad acqua. Abbandonati dopo il Medioevo, vennero invasi dalla vegetazione e andarono in parte distrutti. La ristrutturazione realizzata negli anni Novanta, però, ha dato vita al Parco dei Mulini, un’area attrezzata di immenso valore naturalistico, nella quale i mulini sono tornati a essere praticabili come strutture polifunzionali.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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