
Siamo nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, immersi nei boschi tra curve e panorami incredibili. Qui si trova un passo che rappresenta ancora oggi uno dei collegamenti più interessanti tra l’Umbria e la costa adriatica. Ci troviamo a 632 metri di altitudine e lungo la via Flaminia. Si tratta del Passo della Scheggia, nel territorio di Scheggia e Pascelupo nella provincia di Perugia, al confine con le Marche. Il valico è diviso in due, da una parte si volge verso Gubbio e l’entroterra umbro, dall’altra apre la strada verso Cantiano, Cagli ed il Mar Adriatico. Questo luogo per secoli ha avuto un ruolo strategico fondamentale nei collegamenti tra Roma ed il nord-est dell’Italia. Vieni a scoprirlo.
L’itinerario parte da Perugia per tornarci andando a toccare tanti piccoli comuni fino a costeggiar il Parco Regionale del Monte Cucco. Partendo quindi da Perugia si prende via Eugubina via Giacomo Puccini e via Leonida Mastrodicasa in direzione di Str. Tiberina Nord a Ponte Felcino per quasi 9km. Da qui si prende la SR298 e si guida in direzione Gubbio per 22,3km. Siamo alla prima tappa e siamo a Mengara, il viaggio procede alla volta di Gubbio su SR298 per altri 10km. Poca distanza ed eccoci a Gubbio, da qui restando sempre su SR298 si prende Borgo di Santa Lucia/via Guido Bonarelli/SR298 per 11km e dopo qualche metro eccoci arrivati al Passo della Scheggia.
Una volta ripartiti inizia la discesa pronti per tornare a Perugia, costeggiando il Parco Regionale del Monte Cucco. Si prende la SS3 e la si percorre per 15,2km, mantenendo la sinistra si continua su via Flaminia/SS3 e dopo qualche chilometro incontriamo Fossato di Vico. Prendendo la SS318 da via Santa Caterina seguiamo la strada fino a Valfabbrica e si prende l’uscita Casacastalda da SS318 per 15,6km. Guidando, poi, in direzione di SP240 a Casacastalda per 3,7km eccoci all’ultima tappa.
Da qui il viaggio è breve per raggiungere Perugia. Prendendo via del Risorgimento in direzione di SS318 per quasi 5km si procede su SS318 fino a Ponte San Giovanni. Da qui si prende l’uscita Ponte S. Giovanni da SS3bis e si prende via Pieve di Campo, via S. Girolamo e via Tancredi Ripa di Meana in direzione di piazza del Pincetto a Perugia. Così con un itinerario di 126km e 2 ore e 15 minuti di viaggio avremo scoperto il Passo della Scheggia.

La storia di questo passo va rigorosamente a braccetto con quella della via Flaminia, una delle strade consolari più importanti dell’Antica Roma. Venne costruita nel 220 a.C. per volontà del console Gaio Flaminio, e nacque con l’obiettivo di collegare Roma all’Adriatico ed ai territori settentrionali di conquista romana. Scavalcare l’appennino non era facile, ma il valico della Scheggia si rivelò uno dei punti più agevoli per superare la catena montuosa, raggiungendo così rapidamente la costa.
Con il passare dei secoli il valico è stato sfruttato ed attraversato da eserciti, mercanti, pellegrini e tanti viaggiatori. Gli imperatori romani, infatti, investirono molto nella manutenzione della Flaminia grazie alla costruzione di ponti, opere murari e gallerie che venivano scavate nella roccia. Questo ha permesso al percorso di essere più sicuro ed efficace. Oggi, lungo tutto il tratto, è possibile vedere testimonianze dell’ottima ingegneria romana che tramanda l’importanza strategica di questa arteria. Inoltre, secondo alcuni studi, nel territorio del Passo della Scheggia sorgeva anche un antico tempio dedicato a Giove Appennino. Questa ipotesi venne rafforzata grazie al ritrovamento di alcuni resti romani ed antichi bagni nei dintorni.
Per diversi secoli questo passo è stato il punto di passaggio principale tra Gubbio, l’Umbria interna ed il Mar Adriatico. Grazie alla via Flaminia i romani riuscirono a creare un vero e proprio asse strategico che collegava Roma a Fano e Rimini. Questo permetteva lo spostamento di uomini, merci ed approvvigionamenti militari in modo rapido. Attraversare il valico significava superare gli appennini seguendo un percorso relativamente agevole. Per Gubbio ed il territorio circostante, il Passo della Scheggia rappresentò una sorta di porta verso l’Adriatico. Qui passavano i commerci provenienti dalla costa, per poi raggiungere l’Umbria e Roma. Mentre le legioni romane utilizzavano la Flaminia per muoversi con velocità verso il nord dell’Italia.
Oggi percorrere il passo significa scoprire secoli di storia millenaria. Le curve immerse nel verde, i panorami appenninici ed il legame con l’antico tracciato romano rendono il valico una meta amata conosciuta da motociclisti e viaggiatori.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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