
Campo dei Fiori? Non si trova solo a Roma. La curiosa omonimia che ci porta a rivedere uno dei grandi miti del turismo capitolino sposta l’attenzione da una storica piazza della capitale italiana al nord Italia, più precisamente all’Alta Lombardia, non lontano dal confine con il Canton Ticino (Svizzera). Qui si trova un magnifico luogo panoramico in un contesto dove si susseguono eremi, hotel con vista sulle montagne, curve morbide e itinerari d’autore, insomma tutto quello di cui si può avere bisogno per una grande avventura motociclistica. Non il solito percorso montano con salite audaci, ma un facile itinerario da fine settimana. Partiamo alla scoperta del Parco Regionale Campo dei Fiori!
Per scoprire il Parco Regionale Campo dei Fiori in moto, TrueRiders propone un itinerario di circa 78 chilometri e 2 ore di durata (soste escluse). Partenza e arrivo nel Varesotto. Partiamo da Laveno-Mombello e seguiamo il lungolago-SP69 per arrivare, in pochi chilometri, all’Eremo di Santa Caterina del Sasso.
Siamo già a Leggiuno, ma la strada verso il Parco Regionale Campo dei Fiori è ancora abbastanza lunga. Lasciamo le sponde del Lago Maggiore dirigendoci verso il Lago di Varese, che raggiungiamo oltrepassando Besozzo e Biandronno. Dopo la SP18, proseguiamo in direzione Varese prendendo la SS394. Visitiamo la città e continuiamo sulla SS344, in direzione di Porto Ceresio, deviando a Bisucchio, per raggiungere Cavagnano. L’ultimo tratto affronta il lato nord di Campo dei Fiori, verso Luino, una delle ultime località italiane prima del confine con la Svizzera.

Il Parco Regionale Campo dei Fiori si sviluppa nelle immediate vicinanze di Varese, una città che fa del suo rapporto con la natura un vero punto di forza. 5.400 ettari lungo diciotto comuni, da Barasso a Valganna, passando per Induno Olona, Luvinate e Valganna. Delimitato dalla presenza di alcune vette rilevanti, come la Punta Paradiso o il Sacro Monte di Varese, il parco venne istituito nel 1984 per proteggere questa vasta area verde.
Le montagne che si sviluppano nel perimetro del lago non raggiungono altezze esasperate, limitandosi ai 1.227 metri del Campo dei Fiori vero e proprio. Sul Monte Tre Croci, poco più basso della Punta di Mezzo, si trova l’edificio di un vecchio albergo, oggi reimpiegato come zona di trasmissione radio-televisiva. L’area protetta presenta numerosi fenomeni naturalistici di rilievo, tra cui cascate (la Cascata del Pesegh a Brinzio), laghi e zone umide (Ganna, Brinzio, Pau Majur, Carecc, Motta d’oro e Tagliata) e alcune fonti carsiche.

A Leggiuno si trova l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, splendido edificio religioso in stile romanico costruito, secondo le fonti più accreditate, nel 1170. Intitolato a Santa Caterina d’Alessandria, pare che fu edificato per volere di Alberto Besozzi, un mercante che, scampato a una difficile traversata del lago, si ritirò in questo angolo del Maggiore costruendo una piccola cappella e vivendo in eremitaggio in una vicina grotta. Il monastero sorse tra il Duecento e il Trecento, ampliandosi di volta in volta e venendo integrato con le chiese di Santa Maria Nova e San Nicolao. Pur afflitto da frane e vari problemi, l’edificio continuò ad attirare turisti e pellegrini. Un suo corposo restauro iniziò nel 1970 e si conclude con la riapertura nel 1986. Oggi è la Fraternità francescana di Betania a portarne avanti le sorti, mentre l’antico sentiero vista lago è stato rimpiazzato da più moderne e facili strade, nonché da un imbarcadero poco lontano.

Tra le attrazioni da non perdere nei dintorni del Parco Regionale Campo dei Fiori, c’è il piccolo borgo di Brinzio, dove si trova un masso errante, ovvero un grande masso trasportato a valle dallo scioglimento dei ghiacci. Le sue dimensioni lo rendono particolarmente interessante, così come la sua collocazione, interamente circondato dalle vette del Parco.
Immancabile, poi, una visita presso il Grand Hotel Campo dei Fiori. Costruito nel 1912 a Varese, fu per mezzo secolo una meta del turismo più esclusivo nella zona. Lo splendido edificio Liberty, opera di Giuseppe Sommaruga, era collegato al fondovalle con una tramvia e una funicolare che portava i turisti fino in quota. Benché in buono stato di conservazione, la struttura è impiegata dagli anni Ottanta per trasmettere i segnali radiotelevisivi. Semi-abbandonato, l’hotel è oggi circondato da numerose antenne, che hanno irrimediabilmente alterato il panorama della zona.
Non lontano dal Grand Hotel, sorge il Sacro Monte di Varese, inserito dal 2003 nei Patrimoni dell’Umanità UNESCO, insieme agli altri Sacri Monti di Lombardia e Piemonte. La salita, dedicata ai misteri del Rosario, risale addirittura al Seicento ed è impreziosita da cappelle di stile barocco-lombardo.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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