In questo borgo delle Marche c'è l'oro rosso: vieni a scoprire di cosa si tratta!

In questo borgo delle Marche c’è l’oro rosso: vieni a scoprire di cosa si tratta!

Nel cuore delle Marche esiste un borgo famoso per il suo ‘oro rosso’: scopri Cantiano, la storia delle visciole
Edoardo Galeani  | 28 Mag 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Vagando per la provincia di Pesaro e Urbino ci siamo persi in un piccolo borgo lungo l’antica via Flaminia. Qui, nel cuore dell’appennino marchigiano si trova un luogo che custodisce una delle eccellenze gastronomiche più sorprendenti della regione. Siamo ai piedi del Monte Catria, a Cantiano, circondati da boschi, vallate e paesaggi da cartolina. Un paese da poco più di duemila abitanti, conosciuto per il suo “oro rosso”, di cui scopriremo meglio più avanti. Un bene preziosissimo che sa conquistare chiunque. Vieni con noi a scoprire di cosa si tratta.

Cantiano in moto. L’itinerario

Percorso

Un itinerario tra i comuni marchigiani, ma che per un momento entra in Umbria a due passi dal Parco dei Daini. Partiamo da Pergola e procediamo verso via Silvio Pellico per andare a prendere la Strada Provinciale della Val Cesano/SP424. Si percorre questa strada per 15,8km fino ad arrivare alla rotonda Marie Curie e si prende la 2ª uscita per via Mameli/SP424. Dopo due chilometri e mezzo eccoci alla prima tappa: Cagli.

Da qui il tratto è breve e subito raggiungiamo Cantiano dopo appena 10 minuti di strada seguendo, appunto, la via Flaminia. In direzione di via dell’Industria a Cantiano si prende l’uscita verso Cantiano da SS3. Da qui si prosegue fino a via Antonio Gramsci a Cantiano e dopo quasi 2km eccoci arrivati. Pronti a gustarci l’oro rosso delle Marche. Il viaggio riprende verso via Edio Margaritelli su SP50 per quasi 10km su via Tommaso Cordelli. Da qui, svoltando a sinistra si prende Frazione Isola Fossara/SS360 per 7,4km per poi imboccare Strada Provinciale 360 Arceviese. Si segue questa strada per 11km circa ed eccoci a Sassoferrato, in provincia di Ancona.

Ultimo tratto di strada che ci riporta al punto di partenza. Prendendo SP16 e via Papa Giovanni XXIII in direzione di viale Catria a Pergola seguiamo questa via per 18km. Proseguendo ancora su viale Catria si raggiunge corso Giacomo Matteotti ed eccoci tornati a Pergola. Un itinerario breve di 76,4km per un totale di 1 ora e 33 minuti.

Cantiano, tra romani e medioevo

La via Flaminia, storica arteria che collegava Roma all’Adriatico è la via principale che porta Cantiano. Questo rese il borgo un punto strategico per romani ed umbri. L’antica città di Luceoli, considerata predecessora di Cantiano, fu un importante presidio sotto il controllo romano e bizantino.

Il centro storico conserva tutt’ora il fascino medievale questo lo si evince principalmente dai vicoli in pietra, dalle chiese antiche e dagli scorci a cui ormai siamo abituati (forse).  Passeggiando lungo le vie di questo luogo l’atmosfera che si respira è autentica e permette di distaccarsi dal turismo di massa. Le botteghe artigiane, le tradizioni contadine e la cultura gastronomica raccontano molto del territorio montano delle Alte Marche.

L’oro rosso di Cantiano

Questo borgo merita assolutamente di essere visitato ma non solo per la sua bellezza. Il vero simbolo è senza dubbio la visciola di Cantiano. Comunemente è chiamata “amarena di Cantiano” e si tratta di un frutto rosso e scuso molto simile alla ciliegia, ma dal gusto decisamente più intenso ed acidulo. Questo frutto cresce in modo spontaneo nei terreni collinari che circondano il paese, il motivo è dato dal particolare microclima che si trova ai piedi del Monte Catria.

È dei primi anni del novecento la tradizione delle visciole, quando alcuni imprenditori della zona iniziarono a conservarle sotto sciroppo zuccherino secondo una ricetta molto semplice ma allo stesso tempo geniale. Visciole, zucchero e succo di limone, il successo fu immediato e le amarene di Cantiano arrivarono fino alla tavola della Casa Reale Italiana. Questo le rese un vero e proprio simbolo di raffinatezza gastronomica. Questo prodotto è oggi inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali delle Marche e rimane una delle eccellenze più amate di tutto il territorio.

Le visciole vengono utilizzate principalmente per preparare marmellate, dolci, sciroppate artigianali ed il celebre vino di visciole. Questo noto anche come “visciolato”: una bevanda aromatica color rubino e dal sapore veramente avvolgente. Principalmente degustata a fine pasto.

Edoardo Galeani
Edoardo Galeani

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.

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