
Il Friuli Venezia Giulia è un tesoro inesauribile di luoghi da scoprire. Andiamo in Val Colvera dalle parti di Frisanco, piccolo borgo montano in provincia di Pordenone, considerato uno degli esempi meglio conservati di architettura spontanea alpina – da ammirare in particolare nella frazione di Poffabro. Ci troviamo in un luogo di pietra e legno, di silenzi e strade secondarie. Ma anche di storie particolari: tra queste, quella legata al cosiddetto salame ungherese, che affonda le sue radici proprio nell’emigrazione friulana verso l’Europa centrale.
Partenza da Pordenone, puntando verso nord lungo la scorrevole SR251 che porta a Vajont e a Maniago. Sulla SP26 si sale poi verso Frisanco, cuore dell’itinerario. Dopo la sosta e la visita, prosegui verso Travesio (SP32) e quindi verso Spilimbergo (SP22), dove la strada torna più ampia e scorrevole. Ultimo tratto verso Casarsa della Delizia e rientro a Pordenone, chiudendo un giro ad anello di circa 100 km, che richiede un paio d’ora in sella, perfetto per mezza giornata di guida senza fretta.

Poffabro, la frazione di Frisanco costruita in “architettura spontanea”.
Frisanco si trova a 500 metri di altitudine, all’ingresso della Val Colvera, nelle Prealpi Carniche. Conta cinquecento abitanti ed è inserito tra i Borghi più Belli d’Italia con la frazione di Poffabro. Questa borgata nasce costruita con architettura spontanea, cioè senza un vero piano urbanistico, ma seguendo esigenze pratiche e materiali locali; le case sono in pietra, con strutture in legno, ballatoi esterni e tetti spioventi. Frisanco vanta anche la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. La chiesa da vedere è quella delle Sante Fosca e Maura.
Addentriamoci nel centro abitato. Il centro di Frisanco non è un classico borgo compatto: è piuttosto un insieme di borgate sparse, tra cui spiccano Poffabro e Casasola. Poffabro, in particolare, è considerato tra i borghi più suggestivi della regione, “presepe tra i presepi“. Il pittore Armando Pizzinato l’ha definito l’esempio di architettura spontanea più fantasiosa e razionale delle Prealpi. Qui si trovano case in pietra addossate tra loro, vicoli stretti e scorci molto fotografici.
Frisanco e più in generale questa zona del Friuli hanno una storia particolare legata all’emigrazione tra Ottocento e Novecento. Molti abitanti – tra cui i Fratelli Dozzi – partirono per lavorare nell’Impero Austro-Ungarico, soprattutto a Budapest. È proprio da questa esperienza che nasce il legame stretto con il tradizionale salame ungherese: diversi friulani, spesso provenienti da Frisanco, andarono a lavorare nei laboratori fondati dai Dozzi in Ungheria, Austria, Romania, contribuendo allo sviluppo e alla diffusione di tecniche di lavorazione dei salumi, portando competenze che poi sono rientrate anche in Italia.
Proseguendo l’itinerario si raggiunge Spilimbergo, centro più grande e vivace, noto per la sua Scuola Mosaicisti del Friuli, punto di riferimento internazionale per l’arte del mosaico. Il centro storico merita una sosta: palazzi affrescati, il Duomo di Santa Maria Maggiore e un impianto urbano ben conservato. Anche Travesio e le aree circostanti offrono scorci interessanti, soprattutto per chi cerca strade secondarie e poco trafficate. E se vuoi salire alla conquista di un valico, allora il Cason di Lanza è quello che fa per te.

Uno sguardo all’interno del borgo di Poffabro, Frisanco

Scrivo di viaggi e musica - che a volte sono la stessa cosa.
Che bellezza guardare il mare da questo borgo arroccato sui primi rilievi della ...
Immaginate un borgo (come tanti, purtroppo, in Italia) che da un giorno all'altro si ...
Avete voglia di visitare un incantevole borgo in Toscana, uno di quelli da ...
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