
Andiamo alla scoperta di un borgo nel cuore dell’Area Grecanica della provincia di Reggio Calabria. Siamo ad oltre 800 metri d’altitudine, sulle pendici est dell’Aspromonte e qui nasce uno dei borghi più belli ed affascinanti del sud Italia. Da qui la vista si apre sul Mar Ionio, mentre alle spalle si ergono le montagne dell’Aspromonte che regalano uno scenario che sembra sospeso tra mare e cielo. Siamo a Bova, un piccolo centro che custodisce un patrimonio storico e culturale unico nel suo genere. È considerato la capitale della Calabria Greca, un territorio dove sopravvivono tradizioni, lingua ed identità che affondano le proprie radici nella Magna Grecia.
Il nostro itinerario alla scoperta di Bova parte da Reggio Calabria e crea un anello toccando la costa e i monti della provincia. Prendendo via del Torrione, via Fortunato Licandro e via Vallone Petrara in direzione di E90 da Reggio Calabria si segue la E90 per 40km. Da qui si va in direzione di Vena a Bova Marina prendendo la strada comunale Armacacoini Ferraina in direzione di via IV Novembre a Bova. Dopo 11km eccoci arrivati a Bova, pronti per godersi la bellezza e la storia che questo borgo tramanda.
Ripartiti da Bova si prende via Polemo per 6km circa, e dopo una serie di svolte si prende Strada di Roghudi Vecchio e dopo qualche metro eccoci alla seconda tappa: Roghudi Vecchio. Da qui si prende SP23 in direzione di via S. Paolo a Bagaladi e si segue la strada per quasi 26km. Presa poi via Luigi Cadorna si va in direzione di via Mantica Giuseppe per 300 metri. Eccoci a Bagaladi. Da qui si procede su SP3 e si segue per 12,2km. Svoltando a sinistra e poi a destra si prende via Embrisi. Dopo 1km si svolta a sinistra e si prende str. Santa Venere Embrisi. Ultima tappa Cardeto Sud.
L’itinerario arriva a conclusione, da Cardeto Sud si torna a Reggio Calabria prendendo str. Santa Venere Embrisi, str. Santa Venere Gambarie, via Provinciale per Armo-Gallina e V. Giuseppe Marino in direzione di via Giorgio La Pira a Reggio Calabria. Dopo 21,4km si prende via Sant’Anna il Tronco, via Giuseppe Battaglia, via Possidonea, via Fata Morgana e via del Torrione in direzione di V. Bonaventura Palamolla. Dopo poco più di un chilometro eccoci tornati a Reggio Calabria. Un percorso lungo per 137km ed un totale di 3 ore e 44 minuti di viaggio.

Tra storia e leggenda pendono le origini di Bova. La tradizione che viene tramandata racconta che il borgo è stato fondato da una regina greca di nome Oichista, ma gli studi archeologici testimoniano che quest’area sia stata popolata già in epoca neolitica. Con il passare dei secoli Bova ha rappresentato un importante centro strategico tra le antiche poleis di Reggio e Locri. Sono state infatti le dominazioni greche, bizantine, arabe e normanne a plasmarne l’identità.
È riconosciuto come “capitale della Calabria Greca” perché è stato il centro culturale della Bovesìa, l’area ellenofona della Calabria meridionale dove ancora oggi è vivo il greco-calabro. Una lingua antichissima che mantiene vive le affinità con il greco parlato in alcune zone di Creta e Cipro. È questa eredita linguistica a rappresentare uno dei più importanti patrimoni culturali di tutta l’Italia meridionale. È merito delle comunità locali e degli studiosi se questo patrimonio viene tramandato e conservato.

Sembra quasi di attraversare millenni di storia se ci si mette a passeggiare lungo i vicoli di questo borgo. Tra le prime curiosità abbiamo l’Orma della Regina, una particolare impronta scavata nella roccia nei pressi dei resti del Castello Normanno. La leggenda narra che sarebbe stata lasciata proprio da colei che fondò questo borgo ed ancora oggi alimenta storie e misteri che vengono tramandati di generazione in generazione. Dall’alto del centro abitato abbiamo, appunto, i resti del Castello Normanno che venne costruito in una posizione strategica per il controllo del territorio e la difesa della popolazione. Attorno a questa fortezza si sviluppa il tessuto urbano prettamente medievale che mantiene il fascino delle antiche città fortificate del sud Italia.
Tra le altre testimonianze non si può non parlare della Cattedrale, la Chiesa di San Leo ed il Museo della Lingua Greco-Calabra che è dedicato al linguista Gerhard Rohlfs, tra i più importanti studiosi che ha contribuito a valorizzare il patrimonio linguistico della Calabria Greca. Non da meno è il Sentiero della Civiltà Contadina, un museo a cielo aperto che tramanda la vita quotidiana delle comunità locali grazie ad antichi strumenti e tradizioni secolari.
Bova è un grande contenitore di tradizione musicale e culturale. Qui infatti si svolgono eventi dedicati alla cultura grecanica che celebrano le radici elleniche del territorio e mantengono vivo un patrimonio immateriale che rischierebbe di andare perduto. Il borgo, grazie alla musica, la lingua e le tradizioni popolari, continua a rappresentare un vero e proprio ponte tra il presente ed un passato che vive nella Magna Grecia.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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