
Andiamo alla scoperta di un piccolo angolo di autenticità in Molise. Tra le montagne del Massiccio Matese sorge un borgo in provincia di Isernia che conserva integralmente il fascino dei paesi d’altura. Circondato da boschi, vallate e sentieri escursionistici è adagiato a più di 850 metri di altitudine. Siamo a Roccamandolfi, un centro medievale che rappresenta una delle destinazioni più sorprendenti della regione. Ciò che lo rende davvero speciale non è soltanto il panorama mozzafiato, ma il fascino della sua storia che è legata al brigantaggio ed alla presenta di uno spettacolare ponte che offre emozioni uniche a chi viene qui.
L’itinerario perfetto che abbiamo testato per scoprire Roccamandolfi parte da Isernia attraversando i comuni di Longano, Roccamandolfi, Taverna e Pesche. Tramite la SP21 ci incamminiamo verso Isernia-Castelpizzuto, proseguendo sulla strada provinciale alla volta di Longano-Isernia. Con un piccolo tratto, partiti da Isernia, dopo appena 10km ci ritroviamo alla prima tappa scendendo verso sud. Siamo a Longano. Da qui proseguiamo costeggiando il confine con la Campania. Seguendo sempre la SP21 si guida fino a Roccamandolfi per 18,8km. Eccoci così arrivati alla nostra destinazione, pronti per goderci l’autenticità di questo borgo.
Una volta ripartiti si procede su via Pietrangelo Cavicchia per 4,5km si continua su SP75 ed alla rotonda si prende la 3ª uscita per SS17. Dopo pochi metri eccoci a Taverna in provincia di Isernia. Da qui percorrendo SS17 per 13,8km si arriva ad una rotonda e si prende la 1ª uscita verso Carpinone, svoltando a destra si prende via Ippocrate ed eccoci a Pesche. Ultima tappa del nostro percorso prima di rientrare ad Isernia. Seguendo SS17 e SS85 Venafrana si prende l’uscita Isernia-S.Spirito da SS85 Venafrana per 2,8km. Da qui imbocchiamo via Santo Spirito in direzione di c.so Giuseppe Garibaldi ed eccoci tornati ad Isernia. Un percorso di 59km per un totale di 1 ora e 29 minuti da Isernia ad Isernia alla scoperta di Roccamandolfi.

Questo borgo è conosciuto in tutto il Molise come la “patria dei briganti”. Un nome che per capirlo dobbiamo andare a ritroso alla storia del brigantaggio meridionale e che tutt’oggi rappresenta uno degli elementi distintivi del borgo. Alla fine del settecento, infatti, questo territorio era interessato da fenomeni di ribellione e banditismo. Questi principalmente legati a tensioni politiche. Tra i principali personaggi di quel periodo spicca la figura di Sabatino Lombardi, conosciuto ai più come “il Maligno”, un brigante di fede borbonica che si oppose alle truppe francesi nel periodo napoleonico.
Nell’ottocento, poi, e dopo l’Unità d’Italia le montagne che circondano Roccamandolfi divennero un rifugio perfetto per le numerose bande di briganti. Infatti, la conformazione territoriale, fatta di fitti boschi, gole ed alture difficilmente scavalcabili, permise lo sviluppo di un fenomeno che a Roccamandolfi assunse proporzioni incredibili. Oggi il paese conserva ancora racconti, aneddoti e tradizioni popolari che portano avanti le gesta di questi personaggi.
Lungo i vicoli del centro storico si evince ancora il forte legame con questo passato. Le antiche case in pietra, le strette stradine ed i resti della vecchia fortificazione medievale rendono l’atmosfera ancor più tipica, quasi a portare il visitatore indietro nel tempo. A quel tempo in cui i briganti dominavano queste terre e le montagne.

Se la storia colpisce appassionati di cultura e tradizioni, il ponte sospeso è la scelta preferita da chi va in cerca di emozioni e panorami unici. Venne realizzato nei pressi dei ruderi dell’antico castello medievale e collega due punti del costone roccioso. Questo offre una prospettiva privilegiata su tutta la vallata sottostante. La struttura è lunga 47 metri ed è sospesa ad oltre 40 metri di altezza dal terreno. Si può attraversare uno scenario naturale di straordinaria bellezza.
Durante il percorso lo sguardo si poggia dalle montagne del Matese, ai boschi che avvolgono il borgo, fino all’antica Rocca Maginulfi, la fortezza che diede origine al paese. L’attraversamento del ponte è accessibile a tutti ed è una delle attrazioni turistiche più fotografate del Molise. L’effetto di essere sospesi nel vuoto, misto al silenzio della montagna ed ai panorami che si aprono intorno, rendono l’esperienza decisamente suggestiva. Il ponte è infatti diventato uno dei simboli di Roccamandolfi ed una delle ragioni che attrae turisti ed escursionisti.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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