
Oggi andiamo fuori dai confini italiani. Siamo nel cuore del Tirolo austriaco, tra le vette delle Alpi di Kitzbühel a circa 1.000 metri di altitudine. Qui sorge un piccolo borgo che sembra uscito da una fiaba. Nella regione dell’Alpbachtal, non molto distante da Innsbruck, sorge un villaggio alpino considerato da molti uno dei luoghi più affascinanti dell’intera Austria. È Alpbach, premiato come “paese più bello d’Austria” e che negli anni ha conquistato numerosi riconoscimenti per la sua architettura, la cura del paesaggio e le spettacolari decorazioni floreali. Tra case di legno, balconi colorati per via dei fiori ed una natura dominante, venire qui è la scelta giusta per godersi un po’ di natura in alta quota.
Per raggiungere Alpbach partiamo da Innsbruck in un percorso ad un’unica tappa. Prendendo Inntal Autobahn/E60 a Ampass da B171 si segue per 8,3km. Da qui seguiamo Inntal Autobahn/E60 in direzione di Achensee Str./B181 a Wiesing. Prendiamo, poi, l’uscita Zillertal da Inntal Autobahn/E60 e la percorriamo per 30,7km. Si prende B171 e Neudorf in direzione di Alpbacher Landesstraße a Alpbach e dopo 13,7km eccoci arrivati a destinazione. Un itinerario di 52,7km che ci ha tenuto occupati per 51 minuti di viaggio.

La storia di questo piccolo borgo è legata fondamentalmente al suo isolamento geografico. Per diversi secoli questo villaggio rimase difficile da raggiungere dalla valle dell’Inn. Solo nel 1926 fu realizzata una strada che permise di collegare Alpbach al resto della regione. Questo ha permesso al paese di preservare tradizioni, usanze ed uno stile architettonico unico che tutt’oggi ne rappresenta il tratto distintivo.
È al medioevo che risalgono le origini di questo borgo, quando le prime famiglie di contadini ed allevatori si stabilirono nella vallata alpina. Tra il XV e il XVI secolo la vicinanza con le miniere d’argento di Schwaz contribuì a sviluppare l’economia di Alpbach. Tuttavia questo non fece mai cadere il borgo nella modernizzazione estrema che ha trasformato, invece, diversi centri alpini. Tra i momenti più importanti della sua storia ci fu il 1953, quando il sindaco Alfons Moser introdusse un regolamento edilizio rivoluzionario. Si decise che tutte le nuove costruzioni avrebbero dovuto rispettare il tradizionale stile architettonico locale. Una scelta che con il tempo ha premiato ed ha permesso di preservare l’armonia del paese e che rende Alpbach immediatamente riconoscibile. Nel 1983 questo impegno premiò a tal punto il paese da renderlo il più bello d’Austria. Infine, nel 1993 il borgo venne insignito del riconoscimento di “Villaggio fiorito più bello d’Europa”.

Passeggiare lungo le vie di questo borgo significa immergersi in uno dei panorami più suggestivi dell’intero arco alpino. Tra le prime cose che colpiscono qui c’è l’uniformità architettonica. Tutte le abitazioni presentano il caratteristico rivestimento in legno dal primo piano in su, con tetti inclinati e balconi decorati da una straordinaria varietà di fiori colorati. È durante la primavera e l’estate che il borgo si trasforma veramente in un vero e proprio giardino alpino. Gerani rossi, petunie, begonie e tantissime altre specie floreali che adornano finestre, terrazze e facciate, regalando un colpo d’occhio che ha reso Alpbach famosa a livello internazionale.
La bellezza di questo borgo non si limita esclusivamente al centro storico. Tutto intorno si aprono sentieri escursionistici, prati verdi e panorami mozzafiato sulle Alpi tirolesi. Gli amanti delle passeggiate qui possono raggiungere malghe tradizionali e scorci panoramici che offrono viste spettacolari sulle montagne. D’inverno l’area si trasforma in una rinomata destinazione per sciatori ed appassionati degli sport invernali. Ciò che contribuisce a rendere Alpbach ancor più speciale è la sua grande capacità nel saper coniugare tradizione ed innovazione. Qui si svolge ogni anno l’European Forum Alpbach, tra i più importanti incontri internazionali dedicati alla politica, alla scienza ed all’economia che accoglie studiosi, leader ed intellettuali da tutto il mondo.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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